REPORT DI MONITORAGGIO CIVICO
Adeguamento sismico dei padiglioni M2-M3 e ampliamento della piastra poliambulatoriale presso A.O.R. San Carlo di Potenza

Inviato il 6/06/2020 | di healthworkers | @healthworkers1

Descrizione

Il progetto scelto da noi Healthworkers è l’adeguamento sismico dei padiglioni M2 ed M3 e Ampliamento della piastra poliambulatoriale presso A.O.R San Carlo di Potenza. La nostra decisione è ricaduta su questo progetto in quanto esso riguarda una questione molto cara a tutti i cittadini, che è la messa in sicurezza di una struttura essenziale per il benessere della comunità: l’ospedale. Se i lavori riuscissero ad essere portati a termine si migliorerebbe la funzionalità non solo dei padiglioni interessati, ma dell’intero complesso sanitario che, trovandosi in una regione ad alta sismicità, necessita di strutture forti e funzionalmente efficaci che possano reggere a qualsiasi inconveniente e fronteggiare qualsiasi necessità.
Il progetto è quindi finalizzato a migliorare le condizioni di sicurezza dell’ospedale, aumentare l’integrazione da parte della società e ottimizzare le condizioni di contesto che più direttamente favoriscono lo sviluppo. Da qui quindi deriva la promozione dei principi di cittadinanza attiva, per rendere i cittadini consapevoli del proprio territorio e del ruolo dell’intervento pubblico. Lo scopo del monitoraggio del progetto è quindi quello di constatare la situazione in essere e se il progetto riuscirà ad essere portato a termine anche grazie all’intervento e alla volontà di NOI cittadini attivi.
In ultima analisi vorremmo cercare di sensibilizzare la durata di realizzazione dei piani di lavoro intrapresi dalla regione BASILICATA, considerando che il progetto di adeguamento sismico e funzionale dell’ospedale San Carlo si puó ricondurre al 2007. Ha subito dei ritardi soprattutto a causa del ricorso al TAR fatto nel 2016 dalla ditta arrivata seconda classificata. Tutto ciò ha provocato un ritardo fino al 2018, riconfermando come ditta la prima che si era aggiudicata la vittoria nel 2016. Il progetto definitivo è stato approvato nel maggio 2019. Dovrà essere approvato il progetto esecutivo e dopo sei mesi dovranno essere evacuate le strutture per permettere l’inizio dei lavori.
Dalle nostre indagini è emerso che i lavori inizieranno a breve, ma non ci hanno fornito ugualmente una data di inizio, e per questo continueremo ad interpellare le istituzioni per avere risposte in merito.
Tutto questo nella speranza di uno sviluppo concreto della Basilicata, terra dalle tante potenzialità. E noi ragazzi siamo entusiasti di poter partecipare in prima persona come cittadini attivi, grazie soprattutto all’autorizzazione che ci è stata concessa di un’autorità nazionale attraverso ASOC.

Il progetto fa parte di un Programma Straordinario di Investimenti in edilizia e tecnologie sanitarie molto ampio. Con la delibera CIPE 88/2012 del 3 agosto 2012, “Fondo per lo sviluppo e la coesione - Regione Basilicata - programmazione delle residue risorse 2007/2013”, pubblicata sulla G.U. n. 275 del 24/11/2012, è stata approvata la programmazione delle risorse residue del FSC 2007-2013 relative alla Regione Basilicata, pari a 412,46 milioni di euro e, per il progetto in questione da noi monitorato e rientrante in tale programmazione, la cifra ammonta a € 4.000.000,00. La pianificazione individua diversi ambiti strategici da finanziare con le risorse FSC ed in particolare il sostegno alle imprese, le attività di ricerca e sviluppo, la sanità, la riqualificazione urbana, le infrastrutture, la scuola e l’università e in relazione ai predetti ambiti strategici, la Delibera prevede il trasferimento delle risorse assegnate alla Regione Basilicata. La Regione Basilicata, per dare avvio agli interventi finanziati con le risorse residue di cui alla Delibera in commento, ha fatto ricorso allo strumento dell’Accordo di Programma Quadro “Rafforzato”. Gli APQ previsti sono 12. L’Accordo di Programma Quadro rafforzato “Sanità – Riqualificazione delle strutture sanitarie” (cod. BASA), all'interno del quale abbiamo ritrovato il progetto da noi monitorato, ha previsto la realizzazione di 4 interventi finalizzati a un notevole miglioramento dei servizi sanitari consentendo, in primo luogo, di ridurre il fenomeno dell’emigrazione sanitaria, con un notevole risparmio per il bilancio regionale. Il costo complessivo dell'Accordo di Meuro 114,964 ha una copertura finanziaria assicurata dalle seguenti risorse:
• Stato - Fondo Sviluppo e Coesione (Delibera CIPE n. 88/2012);
• Stato - Legge 67/1988;
• Stato - O.P.C.M. 4007 del 29/02/2012;
• Fondi regionali.
L'obiettivo complessivo del piano più ampio in cui rientra il progetto da noi monitorato mira a contribuire alle politiche sanitarie del Paese e locali per rispondere con strutture e tecnologie sempre più appropriate, moderne e sicure alle necessità di salute della comunità e alle aspettative degli operatorie degli utenti del Servizio sanitario nazionale e locale

Avanzamento

La valutazione degli investimenti realizzati nel settore sanitario, relativi sia ai progetti edilizi sia alle dotazioni tecnologiche, assume una particolare attualità perché può contribuire a orientare razionalmente le azioni e i programmi in termini di “disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del paese mediante un più alto livello di tutela della salute”. il ministero della salute, a partire dall’anno 1999 ha condotto insieme alle regioni nel loro complesso e con ciascuna di esse, un dialogo costruttivo per assicurare che gli investimenti in edilizia e tecnologie sanitarie rispondessero a bisogni differenziati, reali, efficacemente programmati. La valutazione dello stato di avanzamento del progetto da noi monitorato a fronte di risorse finanziarie definite è stata quindi complicata perché parecchi anni sono trascorsi dall’inizio dell’erogazione dei finanziamenti e, nel tentativo di capire come mai le risorse erogate favorevoli ai bisogni crescenti di salute e di prevenzione, alle sempre nuove frontiere della medicina e della strumentazione collegata, non sono ancora stati ancora spesi, abbiamo voluto approfondire le dinamiche sottese al progetto perché vogliamo che venga rispettato il diritto di ciascun cittadino lucano al miglioramento delle strutture sanitarie su fondi erogati.
Il progetto da noi monitorato, infatti, non ha ancora preso avvio nella parte esecutiva a causa dei un ricorso al TAR fatto nel 2016 dalla ditta arrivata seconda classificata, successivo controricorso e ulteriore appello al consiglio di stato. Al termine di due giudizi di ricorso, il consiglio di stato ha ripristinato l’aggiudicazione originaria. Tutto ciò ha provocato un ritardo fino al 2018, riconfermando come ditta aggiudicataria dell’appalto un’associazione temporanea di impresa ATI, la prima che si era aggiudicata la vittoria nel 2016 con delibera n.2016/00335 del 28.06.2016. Il progetto definitivo è stato approvato nel maggio 2019 con deliberazione n.2019/00566 del 27/05/2019 (documentazione recuperata da albo pretorio online dell'A.O.R. san Carlo). Dovrà essere approvato il progetto esecutivo e dopo sei mesi dovranno essere evacuate le strutture per permettere l’inizio dei lavori con ricollocazione temporanea delle attività, così come già trattato e risolto in fase progettuale.
In una logica di intervento che prevede operazioni di programma con i suoi obiettivi di programma, far riferimento alla catena di obiettivi ci permette di poter meglio valutare un progetto che è ancora ingessato nelle maglie di una burocrazia e di una componente decisionale di natura istituzionale-regionale. volendo, in particolare, declinare gli obiettivi in “obiettivi generali” che attengono agli impatti (effetti a lungo termine), “obiettivi specifici” che attengono ai risultati (effetti diretti ed immediati), “obiettivi operativi” che attengono a realizzazioni (beni e servizi prodotti dal programma) sulla base delle risorse che supportano le operazioni del programma stesso, è per noi evidente far riferimento agli indicatori di realizzazione e agli indicatori di impatto, nei confronti dei quali possiamo prendere in considerazione le attese positive percepite dalle persone intervistate sulla base degli impatti già noti sperimentati nei padiglioni dell’A.O.R. San Carlo già adeguati con altri fondi ed estendibili al progetto di adeguamento dei padiglioni M2 e M3 con ampliamento della piastra poliambulatoriale da noi monitorato. Nei confronti dei primi, che rappresentano l’esecuzione degli interventi previsti e rilevano l’avanzamento fisico, i tempi di realizzazione e le spese sostenute, esprimiamo un giudizio negativo. Mentre nei confronti dei secondi, che stimano gli effetti del Programma sugli utenti, sul sistema sanitario di riferimento e sulle prestazioni fornite, possiamo prendere in considerazione le attese positive percepite dalle persone intervistate sulla base degli impatti già noti e sperimentati nei padiglioni dell’A.O.R. San Carlo Già adeguati con altri fondi, attese ed estendibili previsionalmente al progetto di adeguamento dei padiglioni M2 e M3 con ampliamento della piastra poliambulatoriale da noi monitorato, pertanto esprimiamo un giudizio d’attesa. relativamente ai risultati (obiettivi specifici) e ai suoi effetti immediati e futuri, ai benefici duraturi per il gruppo destinatario dell’intervento progettuale, anche in questo caso ci esprimiamo in maniera non positiva. Il nostro scopo è infastidire le istituzioni e cambiare le cose, non permettere ulteriori fermi operativi.
Dalle nostre indagini è emerso, infatti, che i lavori inizieranno a breve, ma non riescono a fornirci ugualmente una data di inizio, e per questo continueremo ad interpellare le istituzioni per avere risposte in merito, e per far partire ufficialmente i lavori affinché la nostra valutazione complessiva di progetto si trasformi e diventi positiva e la cittadinanza possa avvantaggiarsi finalmente dell’opera realizzata sui fondi erogati dalla comunità europea.

Risultati

Non è stato possibile valutare l’efficacia dell’intervento - Es. il progetto non ha ancora prodotto risultati valutabili

Non essendo ancora iniziati i lavori, non possiamo ancora analizzarne i risultati ma dal nostro monitoraggio fatto in loco, abbiamo notato come l’adeguamento già effettuato sui padiglioni L1 E M1 abbia reso molto più efficienti le prestazioni del complesso ospedaliero. Tutto questo ci ha reso consapevoli di quanto potranno essere importanti anche gli adeguamenti dei padiglioni M2 ed M3.

Punti di debolezza

Il progetto da noi scelto è stato finanziato dal Fondo per lo sviluppo e la coesione relativo alla programmazione 2007-2013. I lavori però non sono ancora iniziati, a nostro avviso, per diverse ragioni, innanzitutto a causa del ricorso al TAR avvenuto nel 2016, a causa di un alternarsi continuo di figure di vertice sia nell'A.O.R. San Carlo sia nel governo della regione Basilicata, a causa della necessità di una ricollocazione temporanea delle attività e dello spostamento fisico di alcuni laboratori in un altro padiglione del San Carlo. Il progetto definitivo è stato approvato nel 2019 e i lavori sarebbero dovuti già iniziare. I responsabili ancora non sono in grado di fornirci una data di inizio, Purtroppo, nonostante dicano che i lavori verranno avviati a breve. Continueremo con il nostro compito di monitoraggio in modo da provocare e smuovere la cittadinanza, facendo noi ragazzi del team Healthworkers da cassa di risonanza del problema da affrontare, cercando di creare un dialogo tra i diversi attori interessati nel progetto di adeguamento sismico dei padiglioni M2 ed M3, e ampliamento della piastra poliambulatoriale dell’A.O.R San Carlo di Potenza.

Punti di forza

I punti di forza del progetto monitorato ricadono proprio all'interno dei lavori sia di adeguamento sismico, sia funzionali al miglioramento degli spazi e della operatività degli ambienti, come concretamente analizzato con l'Ing. Palermo dirigente dell'U.O.C. Gestione territoriale e patrimoniale con il personale e con l'utenza dell'A.O.R. San Carlo durante le interviste.
I diversi soggetti programmatori, attuatori, beneficiari interessati ai lavori dei padiglioni M2 ed M3 dell’A.O.R San Carlo avevano accettato di confrontarsi tra di loro durante l’evento organizzato da noi Healthworkers per la Settimana dell’Amministrazione Aperta che era previsto per il giorno 5 marzo. A causa dell’emergenza sanitaria legata al Covid-19 l’evento è stato purtroppo sospeso. Abbiamo maturato però ugualmente la speranza di poter rimandare l’evento al più presto e compatibilmente con le nuove indicazioni di asoc quando l’emergenza sarà terminata sia per la sua valenza formativa sia perchè si presenta quale ottima opportunità decisionale nei confronti di giovani cittadini attivi e meritevoli di attenzione, sarebbe infatti un'ottima opportunità per far dialogare i diversi attori a diverso titolo protagonisti del progetto da noi monitorato, affinché si riesca a smuovere qualcosa, pretendendo impegni formali favorenti l'inizio dei lavori, senza il rischio di far ulteriormente scivolare l'inizio dei lavori a causa delle nuove esigenze emerse in questo periodo di emergenza sanitaria.

Rischi

Se non dovesse iniziare nel prossimo futuro il progetto monitorato potrebbe sforare il tempo massimo concesso dalla fruizione dei fondi utilizzabili anche seconda trance dei fondi sociali di coesione. si tratta, infatti, di un progetto partito nella trance di finanziamenti 2007-13 ed è scivolato nei finanziamenti 2014-2020.
Spazio e tempo da dare ormai prioritariamente all'emergenza covid-19.

Soluzioni e Idee

Noi Healthworkers pensiamo di poter avere un ruolo fondamentale per permettere al progetto esecutivo di prendere avvio in quanto siamo motivati e perseveranti nel nostro scopo consapevoli ormai anche da un punto di vista tecnico delle sue ricadute strutturali e funzionali sul complesso ospedaliero; possiamo smuovere e coinvolgere la cittadinanza nel compimento dei propri diritti, cosa che stiamo già facendo avendo, a maggior ragione con l'autorizzazione di monithorer ricevuta da Asoc. Stiamo cercando, soprattutto, di creare un dialogo tra i diversi attori istituzionali interessati nel progetto di adeguamento sismico dei padiglioni m2 ed m3 e ampliamento della piastra poliambulatoriale dell’A.O.R. San Carlo di Potenza, che altrimenti non lo avrebbero fatto. Quanto premesso sarebbe avvenuto in particolare nel giorno 5 marzo con l’evento da noi organizzato per la settimana dell’amministrazione aperta; tale evento è stato purtroppo sospeso a causa dell’emergenza sanitaria in atto con DPMC del 4 marzo 2020. Ad emergenza terminata speriamo di poter posticipare l’evento per favorire questo dialogo, e pretenderemo un interfaccia diretta con i funzionari dell' A.O.R. Can Carlo e della regione Basilicata.

L'INDAGINE

Come sono state raccolte le informazioni?

  • Raccolta di informazioni via web
  • Visita diretta documentata da foto e video
  • Intervista con l'Autorità di Gestione del Programma
  • Intervista con i soggetti che hanno programmato l'intervento (soggetto programmatore)
  • Intervista con gli utenti/beneficiari dell'intervento
  • Intervista con altre tipologie di persone
  • Intervista con i soggetti che hanno o stanno attuando l'intervento (attuatore o realizzatore)
  • Intervista con i referenti politici

Sono stati intervistati da noi healtworkers
il Ministro della salute Roberto Speranza, il direttore dell' A.O.R. San Carlo Massimo Barresi, l’ingegnere Palermo dell’U.O.C. Gestione Tecnico Patrimoniale dell’Azienda ospedaliera San Carlo, il ricercatore geologo Fabrizio Gizzi del CNR di Potenza.
Inoltre durante la giornata di monitoraggio civico abbiamo intervistato membri del personale ospedaliero nello specifico la receptionist Stefania Polese, il caposala del laboratorio analisi e prelievi del padiglione M1 Giuseppe Potenza, il Direttore del SIC oculistica Domenico Laguardia, la dottoressa del laboratorio analisi del padiglione M3 Daniela Dragonetti; e anche persone che usufruivano del servizio sanitario. Al fine di ricevere più informazioni sullo stato di conoscenza del progetto da noi monitorato è stato anche posto un questionario agli studenti e a tutto il personale scolastico del nostro liceo ed abbiamo ricavato, analizzato e graficato dati d'utenza dell' A.O.R. San Carlo in sintonia con la Dottoressa Nardozza.

Domande principali

ADEGUAMENTO SISMICO DELLA RETE OSPEDALIERA: La parte occidentale della Basilicata presenta valori di pericolosità sismica particolarmente rilevanti. Le istituzioni stanno investendo molto sull'adeguamento sismico degli ospedali e delle scuole. In particolare, per l'Ospedale San Carlo sono stati stanziati diversi milioni di euro per la messa in sicurezza sismica ed il progetto da noi scelto prevede un finanziamento di circa 4 milioni di euro. Ci sono interventi similari previsti per le altre strutture lucane? In merito al conseguimento dei lavori di adeguamento sismico dei padiglioni M2 e M3 del nostro ospedale ci sa dare indicazioni più precise sui tempi? O, più in generale, la rete ospedaliera potrebbe maggiormente rispondere alle esigenze della popolazione anche con riferimento all'autonomia differenziata?
MOBILITA' OSPEDALIERA: la Basilicata risulta essere ai primi posti per indice di emigrazione ospedaliera e nella coda bassa della distribuzione per indice di attrazione ospedaliera, il che significa che molti cittadini sono costretti ad andare fuori regione anche per servizi sanitari non particolarmente complessi. Come pensa si possa contenere questo fenomeno?
ASPETTATIVE: avete già sperimentato i lavori di adeguamento sismico con impianto della piastra ambulatoriale, cosa ne pensate dell'adeguamento dei padiglioni m2 ed m3 in termini di ricadute funzionali ai dipendenti dell'azienda e degli stakeholders e degli utenti finali?

Risposte principali

Risposta che ci ha dato a noi Healthworkers il ministro della Salute Roberto Speranza in merito alla mobilità ospedaliera.
“Si può contenere ricominciando a investire sul servizio sanitario nazionale, io lo dico sempre in giro,cioè, mi piace dirlo, il servizio sanitario italiano è veramente una pietra preziosa, è un modello straordinario che non esiste in giro per il mondo , cioè se una persona sta male ha il diritto di essere curato indipendentemente dalle proprie condizioni economiche di partenza, dal dove vivi , è una cosa fortissima, però purtroppo negli ultimi anni è passata la linea culturale che i soldi spesi nella salute erano paragonabili a tanti altri soldi che si spendevano in altro modo. La mia opinione personale è che, invece, proprio sulla salute come sulla scuola, sono per me le due cose fondamentali, le due leve fondamentali e non bisogna considerare le risorse che si spendono solo spesa pubblica ma un investimento sulla qualità della vita delle persone perché nella formazione e nella cura del benessere ci sono due pilastri fondamentali. Quindi la chiave qual è? Bisogna ricominciare a mettere soldi perché nel definanziamento che c’è stato negli ultimi anni le regioni più piccole, le regioni più deboli restano indietro perché la Lombardia e il Veneto le regioni fortissime hanno un tessuto produttivo così significativo da poter poi avere autonomamente le risorse da mettere nella sanità, invece le regioni del mezzogiorno se non c’è lo Stato che investe in salute non reggono quindi oggi abbiamo un divario molto significativo e purtroppo questo ha provocato la mobilità sanitaria, cioè il fatto che tante persone del Sud si vanno a curare al nord perché non si fidano, quindi la via di uscita è una ed una sola, bisogna ricominciare a mettere soldi, risorse e in questa manovra di bilancio io penso che abbiamo dato un segnale molto chiaro di ripartenza”.
Risposta di Roberto Speranza in merito all'adeguamento sismico degli ospedali e delle scuole.
“Innanzitutto è importante capire come funziona il modello sanitario perché la sanità è una delle poche materie su cui effettivamente le competenze, dopo la riforma del titolo quinto, sono già enormemente segmentate tra funzioni regionali e funzioni nazionali. Il ministero, ossia la parte nazionale, programma le politiche, decide le linee generali, stanzia le risorse che vengono utilizzate e gestite dalle regioni. Di conseguenza le aziende sanitarie di competenza regionale fanno le scelte di dettaglio e lo stato fa un'operazione di monitoraggio per verificare se le cose vanno bene. In realtà, quindi, l’intervento del ministero, ossia quello di mia competenza, è un intervento di programmazione, di difesa delle linee e di stanziamento delle risorse, nella fase preliminare. Le risorse arrivano alla regione che sulla fase dei fabbisogni fa le scelte, la competenza specifica, ovvero decidere se mettere i soldi su un ospedale piuttosto che su un altro o investire su un reparto piuttosto che un altro, la detiene la regione e non il ministero. Quest’ultimo ha potere di controllo e di verifica. Le prestazioni si misurano attraverso una sigla che si chiama LEA(Livelli Essenziali di Assistenza) ed è presente una graduatoria sulla base di alcuni valori. Se i valori L.E.A. finiscono sotto la quota di 160, lo stato può addirittura commissariare e quindi prendere poteri che altrimenti l'ordinamento darebbe alle regioni. Quindi su quali interventi fare è la regione che decide e non lo stato ma mi piace dirvi una cosa: in questa manovra di bilancio, ossia la legge fondamentale che viene approvata dal Parlamento alla fine dell’anno e decide come impiegare i soldi ricavati dalle tasse, per la prima volta dopo vent’anni si è fatto un passo in avanti significativo sul piano delle risorse in quanto ci sono due miliardi in più sul fondo sanitario nazionale e due miliardi in più sul capitolo “edilizia sanitaria e ammodernamento tecnologico”, ossia soldi per costruire ospedali o aggiustare ospedali già esistenti e per finanziare macchinari nuovi. La regione Basilicata chiaramente è molto accorta alle questioni dell’antisismica perché noi abbiamo ferite sulla pelle dovute al terremoto dell’80 e ai terremoti successivi quindi penso che un pezzo di ricerca su questo debba essere fatto. L’ università di Basilicata, tra l’altro, ha una facoltà di ingegneria di grande qualità proprio sulla materia dell’antisismica e penso che una collaborazione tra università, regione e ministero su come tenere d’occhio le strutture pubbliche, soprattutto sanitarie, e intervenire vada esattamente nella direzione giusta.”