REPORT DI MONITORAGGIO CIVICO
EFFICIENTAMENTO ENERGETICO, MIGLIORAMENTO SISMICO E ADEGUAMENTO NORMATIVO DI PALAZZO MANDELA IN PIAZZA CATENA IN ASTI

Inviato il 1/06/2020 | di ARCHIt3tt1 RAMPANT1

Descrizione

Siamo i ragazzi del team “ARCH1tetti RAMPANT1”, studenti del Liceo Artistico Benedetto Alfieri di Asti. Stiamo effettuando il monitoraggio del progetto “Interventi di ristrutturazione di Palazzo Mandela in Piazza Catena in Asti”, finanziato dalla politica di coesione. L’obiettivo è quello finalizzato negli interventi di ristrutturazione relativi all’efficientamento energetico, al miglioramento sismico e all’adeguamento normativo.

Il progetto si propone come modello quello di poter replicare sul territorio anche da parte dei privati cittadini per adottare soluzioni abitative meno impattanti e più rispettose dell’ambiente.

Avanzamento

Il progetto è quasi concluso ed è stato completato per le parti più significative dell’intervento. I lavori sono attualmente interrotti a causa dell’epidemia da Corona virus. Segnaliamo che sul sito di Opencoesione non risultano aggiornati i dati relativi al modo in cui sono stati spesi i fondi pubblici. Siamo in attesa di ricevere i dati di rendicontazione di progetto dal RUP arch. Davide Monticone del Comune di Asti.

Risultati

Non è stato possibile valutare l’efficacia dell’intervento - Es. il progetto non ha ancora prodotto risultati valutabili

Il progetto risulta non essere ancora concluso.

Punti di debolezza

Dal punto di vista dell’azione di monitoraggio civico, va segnalato il mancato aggiornamento dei dati relativi alla modalità di spesa dei fondi erogati sul sito OPENCOESIONE e il fatto che, ad oggi, siamo in attesa di poter visionare la rendicontazione di progetto.
Ferma restando l’attenzione all’accessibilità assicurata nel progetto da rampe e moderni impianti di sollevamento di servizio per tutti i livelli, forse sarebbe opportuna maggiore attenzione a forme di disabilità diverse da quella motoria.

Punti di forza

Principali punti di forza del progetto sono:
1. aver colto l’opportunità di ristrutturare palazzo Mandela in modo da trasformarlo in edificio a energia quasi zero (NZEB) e portarlo da una classe di efficienza energetica E con 202 kwh/mq all’anno alla classe A 4, che è la migliore, con 15 kwh/mq all’anno.
2. pensare all’intervento come ad un esempio da poter replicare sul territorio anche da parte dei privati cittadini per adottare soluzioni abitative meno impattanti e più rispettose dell’ambiente.
3. gli interventi di progetto si aiutano sinergicamente per ottenere il risultato definito al punto 1. L’edificio è visto come un organismo in cui tutte le parti funzionano insieme e al meglio per garantire il comfort per chi lavora e per chi si reca negli uffici comunali.
4. si è adeguata la vecchia sala per le udienze e sono stati ricavati altri ambienti più utili e funzionali alla attuale funzione di sede di uffici comunali.

Rischi

Speriamo che in futuro non manchino fondi necessari per garantire la manutenzione ordinaria e straordinaria dell’edificio, in modo da assicurare il suo funzionamento come NZEB.

Soluzioni e Idee

Come già detto, il Comune di Asti vuole che palazzo Mandela nella sua veste di edificio a impatto quasi zero, diventi modello di intervento sul territorio anche per la cittadinanza. Gli ARCH1tetti RAMPANT1 potrebbero coadiuvare il Comune studiando forme di divulgazione e di monitoraggio del progetto.
Una delle idee a cui avevamo pensato, prima del Coronavirus, era quella di documentare attraverso una mostra le fasi storiche di evoluzione urbanistica di piazza Catena e del complesso religioso abbattuto per far posto al vecchio palazzo di giustizia. Ora stiamo pensando alla realizzazione di una mostra virtuale, in attesa di poter accedere all’edificio.
Avevamo pensato anche alla somministrazione di un sondaggio ai lavoratori e agli ospiti dell’edificio per verificare la percezione del comfort successiva agli interventi di riqualificazione.

L'INDAGINE

Come sono state raccolte le informazioni?

  • Raccolta di informazioni via web
  • Visita diretta documentata da foto e video
  • Intervista con i soggetti che hanno programmato l'intervento (soggetto programmatore)
  • Intervista con i soggetti che hanno o stanno attuando l'intervento (attuatore o realizzatore)

Intervista , utilizzando la piattaforma Skype, al Responsabile unico di procedimento (RUP) arch. Davide Monticone del Comune di Asti e all’architetto Alessandro Bitta, amministratore della società di architettura e ingegneria integrata che ha vinto la gara per realizzare gli interventi di riqualificazione di Palazzo Mandela.

Domande principali

1) Avete raggiunto tutti gli obiettivi inizialmente fissati riguardo gli interventi?
2) Quali sono le motivazioni della scelta dei materiali utilizzati?

Risposte principali

1) Siamo entrati nella fase di consuntivo del progetto e da un punto di vista costruttivo ci riteniamo soddisfatti. va aggiunto, in relazione a criteri di sostenibilità ambientale, che abbiamo aderito al protocollo facoltativo ITACA (riguarda tematiche di sostenibilità) dalle fasi preliminari a quelle di collaudo. Sono stati, quindi, rispettati sia i criteri normativi minimi che quelli legati alla certificazione ITACA in tutte le fasi di progetto fino al collaudo. Per quanto riguarda il protocollo ITACA, di origine anglosassone, non solo si è ottemperato ai vari livelli di riferimento, ma si è verificata la sostenibilità anche dei prodotti inseriti nel progetto (EPD, cioè dichiarazione ambientale di prodotto), la sostenibilità del cantiere, fino all’attenzione alla scelta degli imballaggi (meno imballaggi=meno rifiuti). A tale riguardo interviene il RUP per dire che il fatto di lavorare con un cantiere sostenibile (attenzione ai rumori, alle polveri) ha consentito al personale del Comune di poter continuare a lavorare nell’edificio, senza trasferirsi ad altra sede, solo prevedendo degli spostamenti a seconda dell’avanzamento dei lavori.
2) Per quanto riguarda la scelta dei materiali si è tenuto conto della sostenibilità (EPD), della manutenzione ordinaria e straordinaria a basso impatto, della reperibilità sul mercato a lungo termine. si è tenuto conto anche di aspetti stilistici; l’edificio, infatti, deve soddisfare a delle esigenze di rappresentanza, essendo sede di un’Amministrazione, e, nello stesso tempo, deve armonizzare con edifici più o meno antichi già presenti (inserimento in contesto storico-antropico).