REPORT DI MONITORAGGIO CIVICO
Cassa di espansione del torrente Bicchieraia a protezione della città di Arezzo

Inviato il 1/06/2020 | di ALLA(R)GHIAMOCI | @allaRghiamoci

Descrizione

La cassa di espansione del torrente Bicchieraia è un progetto che dovrebbe mettere a protezione la città di Arezzo dal rilevante rischio idrico cui è esposta.
I bacini di espansione sono opere idrauliche che vengono realizzate per ridurre la portata di un corso d’acqua durante le piene, tramite lo stoccaggio temporaneo di parte del volume dell’onda di piena.
L’opera è progettata in modo tale che al raggiungimento di un determinato livello del corso d’acqua parte della portata venga fatta fluire all'interno del bacino artificiale, così che questa venga ridotta della quantità che invece inonda la cassa di espansione.
I lavori sono iniziati a maggio 2019 e sono attualmente sospesi a causa dell'epidemia Covid-19; nonostante la sospensione i lavori dovrebbero concludersi entro il 2020, per poi effettuare il collaudo finale nel 2021.
Il costo totale del progetto ammonta a 2.313.383,00 euro, ma fino al 31/12/2019 i pagamenti effettuati sono stati solamente di 917.599,00 euro.
RIEPILOGO DELLE SPESE NELLE DIVERSE ANNUALITA':
SPESE ANNUALITA’ 2016: EURO 6 6.161,00 (0%)
SPESE ANNUALITA’ 2017: EURO 20.114,14 (0%)
SPESE ANNUALITA’ 2018: EURO 72.739,08 (3%)
SPESE ANNUALITA’ 2019: EURO 917.599,00 (39%)
E' stato deciso di finanziare il progetto poiché la legge n. 133/2014, menzionata nell'articolo 7 comma 8, dice di dare la priorità alla ristrutturazione o alla costruzione di opere puntate a scongiurare incidenti in aree di rischio idrogeologico.
i fondi,che non provengono solo dalla comunità europea, ma anche da enti e organizzazioni, vengono distribuiti generalmente e poi suddivisi dalla regione Toscana, che in questo caso ha deciso di destinarli alla cassa del Bicchieraia, in quanto il problema, come ci è stato detto dall'ingegnere Chiarini Remo, che si è verificato più di una volta nella cittadina di Arezzo. Un esempio può essere l’alluvione del 1934 che inondò via Crispi.
Volendo cercare notizie attuali che trattino dell'opera, le più recenti risalgono all'8 gennaio 2020; la maggior parte degli articoli pubblicati su giornali locali trattano l'argomento in modo vago, senza fare riferimento esplicito al progetto in esame.
La cassa di espansione e i lavori collegati ad essa hanno inevitabilmente portato disagi per i cittadini residenti nelle zone vicine, che hanno dovuto rivedere i propri spazi con limitazioni anche importanti. Infatti molti di loro si sono lamentati riguardo la demolizione dei ponti presenti sul tratto del fiume Covole da Stoppe d' Arca a Matrignano e della parziale ricostruzione di essi, che ha portato all'espropriazione di alcuni terreni posseduti da aziende e persone private, e in altri casi anche alla mancanza di sicurezza stradale. Nonostante questi disagi, le persone si sono rese conto dell’importanza e dell’utilità di queste opere, che fanno diminuire considerevolmente i rischi idrogeologici della zona e aprono molte opportunità riguardo alla salvaguardia dei luoghi e degli abitanti stessi, sempre nel rispetto della flora e della fauna locale.
Infatti, in caso di nuove possibili alluvioni, per merito di queste casse, l’acqua che rischierebbe di fuoriuscire e allagare strade e zone limitrofe fino alle case, viene contenuta da questo sistema formato da più vasche che determinano la diminuzione della portata.

Il progetto che stiamo analizzando si inserisce negli interventi di riduzione del rischio idraulico; quello delle casse di espansione è quindi uno degli interventi più importanti per la sicurezza della città di Arezzo dal rischio idrogeologico. I lavori sono in corso per prevenire ulteriori danni causati da l’esondazione dei torrenti, in seguito all'alluvione avvenuta nel 1966 che ha coinvolto gran parte della città di Arezzo.

Avanzamento

I lavori sono iniziati a maggio 2019 e sono attualmente sospesi a causa del Covid-19; nonostante l'interruzione, il progetto dovrebbe concludersi entro la scadenza prevista per il 2020, per poi effettuare il collaudo finale nel 2021.
In dettaglio:
AVANZAMENTO DEL PROGETTO NEL TEMPO
Il costo totale del progetto ammonta a 2.313.383,00 euro, tuttavia fino al 31/12/2019 i pagamenti effettuati sono stati solamente di 917.599,00 euro (39%).
In particolare i lavori, iniziati nel 2016, hanno visto nella prime due annualità (2016/2017) una spesa minima, per poi passare ad un cambiamento radicale nel 2019, come si evince dal grafico rappresentato sotto.
RIEPILOGO DELLE SPESE NELLE DIVERSE ANNUALITA’:
SPESE ANNUALITA’ 2016: EURO 6 6.161,00 (0%)
SPESE ANNUALITA’ 2017: EURO 20.114,14 (0%)
SPESE ANNUALITA’ 2018: EURO 72.739,08 (3%)
SPESE ANNUALITA’ 2019: EURO 917.599,00 (39%)

Risultati

Intervento molto utile ed efficace - Gli aspetti positivi prevalgono ed è giudicato complessivamente efficace dal punto di vista dell'utente finale

Con la cassa di espansione il rischio di alluvione verrà sicuramente ridotto, ma ben 22000 abitanti rischiano l'allagamento e danni pari a 400 euro/mq.
Nonostante tutti gli interventi previsti per la provincia di Arezzo, i quali potrebbero contenere circa 172mc/s di acqua, ne rimarrebbero ancora 70mc/s che potrebbero inondare la città.

Punti di debolezza

-La difficoltà principale, al di là dell'emergenza sanitaria legata a Covid-19, è stata reperire i dati, spesso insufficienti o poco dettagliati.
Volendo cercare notizie attuali, che trattino della realizzazione della cassa di espansione del torrente Bicchieraia, quella più attuale risale all'8 gennaio 2020.
Invece, cercando articoli che parlino specificatamente della cassa di espansione del Bicchieraia, quelli più recenti risalgono al mese di novembre.
Quindi si può dire che l'argomento in specifico non è molto trattato dai giornali, poiché le notizie, che vengono diffuse, trattano del rischio idrogeologico della provincia di Arezzo in generale.
Volendo cercare notizie sull'argomento, anche se non si tratta principalmente di questo, alcune delle ricerche che potrebbero condurre ad articoli inerenti sono: “cassa di espansione del torrente Bicchieraia”; “torrente Bicchieraia"; “rischio idrogeologico Arezzo"; “rischio idraulico Arezzo"; “alluvione luglio 2019 Arezzo".

-La cassa di espansione e i lavori collegati ad essa hanno inevitabilmente portato disagi per i cittadini residenti nelle zone vicine, che hanno dovuto rivedere i propri spazi con limitazioni anche importanti. Infatti molti di loro si sono lamentati riguardo la demolizione dei ponti presenti sul tratto del fiume Covole da Stoppe d' Arca a Matrignano e della parziale ricostruzione di essi, che ha portato all’espropriazione di alcuni terreni posseduti da aziende e persone private, e in altri casi anche alla mancanza di sicurezza stradale ad oggi.

Punti di forza

Il progetto ci ha subito incuriositi, sia perché sin dal 2013 la nostra scuola si sta preoccupando di sensibilizzare studenti e adulti riguardo problemi ambientali, sia perché è un' iniziativa che ci riguarda personalmente, in seguito alle precedenti alluvioni.
Durante il nostro percorso abbiamo incontrato numerose difficoltà, ma, nonostante questo, è stata un'esperienza interessante, appagante e costruttiva dal punto di vista formativo.
L’obiettivo principale del progetto è sicuramente mettere in salvo la città di Arezzo. Purtroppo più di una volta una parte della città è stata allagata. Con questo progetto si cerca sicuramente di evitare di dover spendere milioni di euro per ristrutturazioni a causa dei danni creati dalle inondazioni. Uno dei tanti alluvioni fu nel 1934, questo allagò tutta via Crispi. La realizzazione dell'opera farà si che una buona parte della città di Arezzo sia al sicuro da inondazioni.
Altra cosa che ci è piaciuta che tutti gli addetti ai lavori interpellati anche per telefono hanno risposto ad ogni nostra domanda, indicando talvolta il responsabile diretto dell'opera.
Il sindaco ing. Alessandro Ghinelli da subito ci ha supportati nell'indagine; questo comportamento a nostro avviso è indice di trasparenza.
Gli abitanti della zona interessati dai lavori, nonostante i disagi lamentati, si sono resi conto dell’importanza e dell’utilità di queste opere, che fanno diminuire considerevolmente i rischi idrogeologici della zona e aprono molte opportunità riguardo alla salvaguardia dei luoghi e degli abitanti stessi, sempre nel rispetto della flora e della fauna locale.
Anche in questi momenti resi difficili dall'emergenza sanitaria a causa della quale siamo costretti a lavorare separatamente, ci siamo resi conto di quanto sia importante continuare a monitorare un progetto come il nostro, fondamentale per la vita di molti abitanti di Arezzo.
Certamente, anche se tutta l'Italia è ferma per preservare la salute dei cittadini, il rischio rimane presente e imprevedibile.
Quest'attività ha contribuito a sviluppare in noi un senso di matura consapevolezza della nostra realtà cittadina, prima poco approfondita.

Rischi

La messa in opera della cassa di espansione del torrente Bicchierata sarà conclusa senza problemi. Ciò nonostante il pericolo di alluvioni non sarà del tutto scongiurato.

Soluzioni e Idee

Interessante l'idea del Ing. Chiarini, esperto di rischio idrogeologico, di deviare il Castro verso il suo tratto originale, a valle della città , che oltre a mettere in totale sicurezza Arezzo porterebbe vantaggi dal punto di vista paesaggistico. Per fare questo naturalmente serviranno ulteriori fondi.

L'INDAGINE

Come sono state raccolte le informazioni?

  • Raccolta di informazioni via web
  • Visita diretta documentata da foto e video
  • Intervista con l'Autorità di Gestione del Programma
  • Intervista con i soggetti che hanno programmato l'intervento (soggetto programmatore)
  • Intervista con altre tipologie di persone
  • Intervista con i soggetti che hanno o stanno attuando l'intervento (attuatore o realizzatore)

Remo Chiarini, ingegnare esperto di rischio idraulico;
Marianna Bigiarini, ingegnere responsabile attuazione e gestione interventi Genio civile Valdarno superiore
Elisa Bonucci, cittadina aretina che risiede in prossimità dei lavori

Domande principali

1) Come stanno procedendo i lavori?
2) Quali sono i vantaggi e gli svantaggi?
3) La città di Arezzo con questi lavori verrà messa al riparo da future alluvioni?

Risposte principali

1) I lavori sono stati avviati a maggio dell’anno scorso, sono attualmente in corso senza particolari problematiche e si sono svolti fino ad ora in maniera regolare. Quando avrete modo di poter andare a vedere, sarà finito o sarà almeno più gestibile l’emergenza sanitaria, potrete vedere che i lavori sono davvero imponenti. Lo svolgimento è regolare, sono attualmente sospesi e stiamo valutando però la riapertura a fronte dei provvedimenti ministeriali, che hanno, prima di Pasqua, obbligato alla chiusura dei cantieri per la costruzione di opere idrauliche, poiché esse non erano rientrate nell’elenco delle attività ritenute essenziali. Nella prima stesura dell’elenco non erano state espressamente escluse dalle attività possibili, poi, con un secondo aggiornamento, è stato specificato che questo tipo di attività doveva essere sospesa. Siamo quindi in sospensione dal 27 marzo e stiamo valutando con il responsabile della sicurezza, dato che il nuovo aggiornamento del Ministero prevedrebbe la ripresa, se ci possono essere le condizioni di sicurezza per gli operai per proseguire le lavorazioni. I lavori hanno già visto il completamento del primo corpo d’opera, che prevedeva la realizzazione dell’intervento per step o corpi d’opera. Il primo è già concluso ed era quello che prevedeva la sistemazione del borro di Covole nei pressi del ponte di Matrignano fino al raccordo con l’altro cantiere, sempre della regione Toscana, che sta eseguendo i lavori di riprofilatura e sistemazione del borro di Covole a monte di dove è prevista la realizzazione della cassa. Quindi vedrete che il borro di Covole è stato sistemato con delle scogliere in blocchi molto grandi a protezione della strada comunale e che è in corso la fase di costruzione della bocca tarata della cassa, cioè la parte strutturale in cemento armato che si occupa della regolazione del rilascio delle acque della cassa, che sono trattenute attraverso degli argini in terra che ancora devono essere realizzati. A fronte di un po’ più di 1 milione, i lavori già realizzati si attestano in torno ai 600.000 euro.
2) Sicuramente le persone che abitano nelle aree prossime al cantiere durante l’esecuzione dei lavori hanno degli svantaggi importanti, derivati dal rumore, dalla possibilità di emissioni di polvere e dalla necessità, come in un’area come ci è capitato alla Pace, che è prossima alla città, dove siamo stati costretti a trovare delle viabilità alternative quando abbiamo dovuto fare dei lavori che hanno interessato la Strada Comunale. Questo ha portato indietro la necessità di dover deviare il traffico anche del trasporto pubblico locale, oppure deviare i mezzi per la raccolta della spazzatura. Quindi, sicuramente gli svantaggi durante l’esecuzione dei lavori ci sono; le accortezze per poterli limitare sono state messe in campo, tutte quelle possibili; siamo venuti anche incontro alle varie segnalazioni che ci sono state fatte, cercando di migliorare la fruibilità della zona, ad esempio abbiamo realizzato un percorso pedonale, nonostante non fosse previsto da progetto, per permettere alle persone che abitavano nella zona, le persone anziane, di poter andare a piedi a comprare il pane, cosa che invece, durante il periodo di chiusura, non gli era possibile più fare. Si possono adottare delle misure per il contenimento del rumore, si possono ridurre al massimo le produzioni di polvere, inghiaiando le strade, le piste di cantiere, e facendo lavare le ruote ai mezzi… Ci sono tante accortezze, però, purtroppo, il fastidio che si ha durante l’esecuzione dei lavori non si può annullare; questo dispiace, però si può sicuramente essere consolati dal fatto che è un fastidio temporaneo, che poi con la conclusione dei lavori finisce, e ci si ritrova con una zona sicuramente trasformata; e però a quel punto ritorna ad essere una zona di campagna, perché la differenza, ad esempio, tra la realizzazione di una strada in una cassa di espansione, è che la cassa di espansione viene mantenuta una, due, volte all’anno, quindi arriveranno i mezzi per il taglio dell’erba, ma non avrà mai più la rumorosità che poi invece ha una strada durante la fase di esercizio. Pertanto quella ritorna ad essere una zona pressoché di campagna, e quindi i fastidi e gli svantaggi si vanno ad annullare nel tempo; certo che ci vuole un pochino di pazienza, e io questo lo capisco che le persone che stanno lì hanno il loro bel da fare
3) Con le due casse di espansione sicuramente il rischio verrà ridotto ma ben 22000 abitanti rischiano l’allagamento e danni pari a 400euro/mq; infatti, nonostante tutti gli interventi che potrebbero contenere circa 172mc/s d’acqua, ne rimarrebbero ancora 70mc/s che potrebbero inondare la città. Pertanto per proteggere del tutto Arezzo, è necessario un ulteriore intervento.sarebbe opportuno deviare il Castro verso il suo tratto originale. Così facendo, oltre a mettere Arezzo in totale sicurezza porterebbe vantaggi dal punto di vista paesaggistico. Certo è che serviranno ulteriori fondi.