REPORT DI MONITORAGGIO CIVICO
Mitigazione del rischio idrogeologico nel torrente Lavinaio Platani nel comune di Arcireale (CT)

Inviato il 3/06/2020 | di I Torrentoni | @torrentoni

Descrizione

Il progetto INTERVENTI PER LA MITIGAZIONE DEL RISCHIO IDROGEOLOGICO NEL T.TE LAVINAIO PLATANI, la cui esondazione negli ultimi trent’anni ha causato la morte di tre persone, nel territorio del comune di Acireale (26 novembre 1993, 6 dicembre 1997 e 21 settembre 2013), contempla i seguenti filoni di intervento: la realizzazione di tre grandi vasche di laminazione a monte della via Anzalone (Acireale, CT), che consentono l’eliminazione dei picchi di portata, spesso causa dell’esondazione, accumulando parte dei volumi idrici derivanti da eventi meteorici rilevanti per restituirli a valle con portata ed energia ridotte; l’eliminazione della stradina di accesso dal ponte su via Anzalone che ricade sull’alveo del torrente, prevedendo la rinaturalizzazione del corso del torrente; l’eliminazione di tutti gli ingressi che utilizzano il torrente come via d’accesso; la realizzazione di un sistema d’allarme che al raggiungimento di determinati livelli di portata invii un segnale alla Protezione Civile. Il costo pubblico del progetto, come si evince dal Quadro Tecnico Economico Post Gara contenuto nel D.D.G n.814 del 15/11/2018 della Regione Siciliana e nella proposta di deliberazione n. 06 del 13/11/2017 allegata alla delibera di G.M. n. 150 del 24/11/2017 del comune di Acireale, ammonta a € 2.307.410,31 e ha come soggetto programmatore la Regione Siciliana e come beneficiario il Comune di Acireale. Con la determinazione sindacale n° 05 del 23 gennaio 2015, la ditta AM Engineering, con sede in via S. Vigo 142, a seguito dell’aggiudicazione definitiva avvenuta con la determina n°67 del 18/06/2014, ha ottenuto l’incarico per la progettazione esecutiva dei lavori. Con la determinazione area tecnica N. 220 del 20/04/2016 del comune di Acireale, la commissione preposta, composta dai rappresentanti dell’U.R.E.G.A. sezione provinciale di Catania, ha proceduto all’aggiudicazione della gara di appalto per l’effettuazione dei lavori in favore della ditta C.G.C. Srl, con sede in San Gregorio (CT), Via don Alvaro Paternò. I lavori hanno avuto inizio in data 13/06/2017, come si evince dalla determinazione n°185 del 12/12/2017 del comune di Acireale.

Il progetto INTERVENTI PER LA MITIGAZIONE DEL RISCHIO IDROGEOLOGICO NEL T.TE LAVINAIO PLATANI fa parte dell’Asse prioritario 5 “Cambiamento Climatico, Prevenzione e Gestione dei Rischi” del POR FESR Sicilia 2014-2020 con l’obiettivo specifico di RIDUZIONE DEL RISCHIO IDROGEOLOGICO E DI EROSIONE COSTIERA. L’obiettivo complessivo di questo piano è la riduzione del rischio idro-geomorfologico sul territorio, conseguito mediante gli interventi sui siti prioritari identificati nella pianificazione di settore, a cui si affiancherà una innovativa azione di gestione territoriale che supporti la sostenibilità complessiva degli interventi puntuali realizzati a difesa dei centri abitati ristabilendo un rapporto corretto e sostenibile con il territorio. Si interverrà per adeguare la rete di monitoraggio regionale incrementando la densità media delle strutture di monitoraggio sino ad un minimo di 1.9 stazioni per 100/Km^2 e diminuendo la superficie media dei topoieti sino ad un massimo di 60 Km^2 ed ottenendo una rete con vettori trasmissivi indipendenti e dedicati. L’azione determinerà una riduzione della superficie soggetta a rischio stimabile nell’ordine del 15% in termini di superfice esposta. Un ulteriore risultato conseguirà all’intervento di “area vasta” rivolto ad un numero limitato e predefinito di comuni con rischi molto elevati, alle infrastrutture e alle aree urbane con l’avvio di politiche di gestione partecipata del territorio, riqualificazione funzionale dei territori e conseguente riduzione delle pericolosità “idrogeologiche” e, in ultimo ’innalzamento della resilienza delle popolazioni coinvolte.

Avanzamento

Dalle informazioni raccolte dal team “I Torrentoni” è emerso che i lavori nell’ambito del progetto INTERVENTI PER LA MITIGAZIONE DEL RISCHIO IDROGEOLOGICO NEL T.TE LAVINAIO PLATANI, riguardanti la costruzione di tre vasche di laminazione, l’eliminazione della stradina di accesso dal ponte su via Anzalone che ricade sull’alveo del torrente, e di tutti gli ingressi che utilizzano il torrente come via d’accesso, sono in fase di completamento. In particolare modo, le vasche di laminazione sono già operative. Inoltre, l’Ing.Giuseppe Torrisi (R.U.P. del progetto), incontrato in data 14 febbraio 2020, ci ha informati sull’avvenuta approvazione, nel mese di dicembre 2019, dei lavori finora realizzati da parte dell’Ispettorato Tecnico Regionale ai Lavori Pubblici e del Dipartimento delle Infrastrutture e Mobilità. Nella fase attuale si attende che l’Organo Finanziatore prenda atto dell’approvazione avvenuta e accrediti le somme mancanti (i pagamenti finora effettuati ammontano € 1.900.993,98 su un totale di € 2.307.410,31). Verrà anche posto un idrometro, il cui costo non è elevato e che sarà realizzato con fondi comunali. Tale strumento rileva le quote idrometriche del torrente e, al superamento di una determinata soglia, invia un segnale alla Protezione Civile che provvederà ad avvisare la cittadinanza tramite un messaggio. Secondo l’Ing. Torrisi i lavori potranno essere portati a conclusione entro il mese di luglio 2020 e la rendicontazione avverrà entro il mese di dicembre 2020, ma non sono da escludere ulteriori slittamenti a causa dell’emergenza sanitaria da covid-19.

Risultati

Intervento molto utile ed efficace - Gli aspetti positivi prevalgono ed è giudicato complessivamente efficace dal punto di vista dell'utente finale

Il progetto, pur non essendo stato ancora portato a conclusione, ha apportato notevoli benefici sul territorio limitrofo al torrente. In particolar modo, le vasche di laminazione, già operative, hanno svolto la loro funzione correttamente negli ultimi mesi e, insieme all’avvenuto ripristino di tratti dell’argine, hanno impedito al torrente di esondare e quindi evitato di mettere a rischio l’incolumità degli abitanti e di coloro che si trovano a transitare nell’area adiacente al torrente. Si attende l’installazione dell’idrometro che potrà garantire una totale salvaguardia dell’incolumità di tutti i cittadini del comune di Acireale.

Punti di debolezza

Una tra le prime difficoltà incontrate nella realizzazione del progetto, come riferitoci dall’ ing. Sebastiano Arcidiacono, socio della AM Engineering, ditta incaricata della progettazione esecutiva dei lavori, è stata l’individuazione di un’area adeguata alla collocazione delle vasche di laminazione, a causa della complessa configurazione geomorfologica del torrente. Inoltre, è stato necessario approvare (delibera n.161 del 01/12/2014 del comune di Acireale) un piano particellare di esproprio in cui sono stati elencati gli immobili da acquisire, necessari per la realizzazione dell’intervento. Consultando, infatti, il sito del comune di Acireale, è possibile riscontrare la presenza di numerosi decreti dell’Unità Operativa Espropriazioni riguardanti il pagamento di indennità di esproprio a favore dei proprietari degli immobili necessari per la realizzazione dell’intervento. Un altro punto di debolezza è rappresentato dalle tempistiche per l’effettiva realizzazione del progetto, che faceva parte già del PO FESR SICILIA 2007/2013 e non è stato ancora, ad oggi, ufficialmente portato a termine. I lavori hanno, infatti, avuto inizio solamente in data 13/06/2017, come si evince dalla determinazione n°185 del 12/12/2017 del comune di Acireale. Una ulteriore difficoltà riscontrata è stata quella della complessità delle condizioni di lavoro in cui gli operai della ditta C.G.C. Srl, vincitrice della gara d’appalto, hanno dovuto lavorare, dovuta alla necessità di operare all’interno dell’alveo del torrente stesso. Un esempio eclatante è quello dell’agosto 2018, mese in cui, a causa di forti precipitazioni a monte del torrente, gli operai sono stati costretti ad abbandonare il sito di lavoro e la piena del corso d’acqua ha determinato un ritardo nella tabella di marcia.

Punti di forza

Il progetto INTERVENTI PER LA MITIGAZIONE DEL RISCHIO IDROGEOLOGICO NEL T.TE LAVINAIO PLATANI, possiede numerosi punti forza. Assicura, in primo luogo, la salvaguardia dell’incolumità dei cittadini, impedendo che i tragici eventi in merito ai decessi risalenti rispettivamente al 26 novembre 1993, 6 dicembre 1997 e 21 settembre 2013, causati da esondazioni del torrente Lavinaio Platani, possano ripetersi. Inoltre, gli interventi attuati riducono notevolmente il rischio idrogeologico e ambientale e la possibilità di eventuali danni agli edifici situati nell’area circostante, garantendo anche la salvaguardia della flora e della fauna della zona limitrofa al corso d’acqua.

Rischi

Tra i rischi futuri per il progetto monitorato è possibile annoverare: l’accumulo di detriti e rifiuti all’interno delle vasche di laminazione che potrebbe rendere inefficace l’azione di queste ultime, con il rischio di una possibile esondazione e il deterioramento dei materiali di costruzione impiegati dovuto all’azione di agenti esogeni.

Soluzioni e Idee

Tra le soluzioni e idee che noi del team “I Torrentoni” proponiamo per la risoluzione di possibili criticità nell’ambito del progetto monitorato è possibile citare la stipulazione di un piano di interventi periodici di manutenzione delle vasche di laminazione e del letto del torrente, che comprenda la rimozione di detriti e rifiuti accumulati e il ripristino di eventuali strutture danneggiate. È, inoltre, di fondamentale importanza Impedire ed evitare eventuali interventi di abusivismo edile sul letto del fiume, che renderebbero vane le misure finora intraprese per la mitigazione del rischio idrogeologico nel torrente “Lavinaio-Platani”.

L'INDAGINE

Come sono state raccolte le informazioni?

  • Raccolta di informazioni via web
  • Intervista con l'Autorità di Gestione del Programma
  • Intervista con i soggetti che hanno programmato l'intervento (soggetto programmatore)
  • Intervista con gli utenti/beneficiari dell'intervento
  • Intervista con altre tipologie di persone
  • Intervista con i soggetti che hanno o stanno attuando l'intervento (attuatore o realizzatore)
  • Intervista con i referenti politici

Antonina Panebianco, dipendente del comune di Acireale e membro della Protezione Civile, Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica.
Prof. Giuseppe Rossi emerito in ingegneria idraulica presso l’Università di Catania.
Ing. Sebastiano Arcidiacono, socio della AM Engineering, ha ottenuto l’incarico (determinazione sindacale n° 05 del 23 gennaio 2015) per la progettazione esecutiva dei lavori nell’ambito del progetto: Interventi per la mitigazione del Rischio idrogeologico nel Torrente Lavinaio Platani.
Ing. Giuseppe Torrisi, Responsabile Unico del Procedimento (R.U.P.) del progetto “Interventi per la mitigazione del Rischio idrogeologico nel Torrente Lavinaio Platani", monitorato dal team, e Capo Settore della Protezione Civile.
Ing. Carmelo Maria Grasso, Vicesindaco e Assessore del comune di Acireale con le seguenti deleghe: Politiche di Pianificazione e Sviluppo del Territorio, Progettazione ambito Lavori Pubblici; Rigenerazione Urbana, Edilizia Privata, Piani e Progetti per la Mobilità Sostenibile, Progettazione Europea per le strategie di Sviluppo, Smartcities.
Ing. Salvatore Grasso, Assessore con delega alla Protezione Civile, alle Partecipate e ai Lavori Pubblici.

Domande principali

1) Quale aspetto rende così elevato il rischio di esondazione del torrente “Lavinaio-Platani” e perché le vasche di laminazione rappresentano la soluzione più efficace per la mitigazione del rischio idrogeologico nel torrente “Lavinaio-Platani”? (Ing. Sebastiano Arcidiacono, prof. Giuseppe Rossi, Antonina Panebianco).

2) Qual è lo stato di avanzamento del progetto e per quale motivo i pagamenti non sono stati ancora ultimati? Sono stati apportati dei miglioramenti verificabili nella salvaguardia dell’incolumità degli abitanti e sono stati programmati altri interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico nel torrente “Lavinaio-Platani"? (Ing. Sebastiano Arcidiacono, Ing. Giuseppe Torrisi, Ing. Carmelo Maria Grasso e ing. Salvatore Grasso)

Risposte principali

1) “Il torrente Lavinaio-Platani presenta delle condizioni geomorfologiche complesse e ha un bacino idrografico più ampio rispetto alla media del territorio, circa 64 Km^2. Il torrente nasce nel Comune di Nicolosi (698 m s.l.m.) per sfociare in mare nella frazione di Capomulini (Acireale, CT). Il non indifferente dislivello e la marcata pendenza dell’alveo del torrente aumentano la pericolosità dello stesso in caso di notevoli precipitazioni meteoriche.
Esistono quattro possibili interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico in un corso d’acqua:
1. Il primo prende il nome di "invarianza idraulica del territorio". Con il termine d’invarianza idraulica s’intende il mantenimento, da parte dalle nuove aree urbanizzate, delle portate massime scaricate nei corpi idrici ricettori rispetto a quelle preesistenti all’urbanizzazione.
2. Il secondo intervento è mirato nel mantenere alta la permeabilità del suolo, mediante la realizzazione di opere o aree di infiltrazione (trincee di infiltrazione, bacini d’infiltrazione, caditoie filtranti).
3. Il terzo intervento consiste nell'ampliamento della sezione dell’alveo del corso d’acqua.
4. Il quarto ed ultimo intervento consiste nella realizzazione delle cosiddette vasche di calma o di laminazione, che consentono di delocalizzare la portata in eccesso che non potrebbe essere smaltita dal corso d’acqua.
L’impraticabilità delle prime tre soluzioni nel caso del torrente “Lavinaio-Platani”, connessa alla disponibilità di un’area pianeggiante ha permesso, a noi progettisti, di optare per il quarto intervento elencato, quello delle vasche di laminazione.”

2) “I lavori nell’ambito del progetto, riguardanti la costruzione delle vasche di laminazione, l’eliminazione della stradina di accesso dal ponte su via Anzalone che ricade sull’alveo del torrente, di tutti gli ingressi che utilizzano il torrente come via d’accesso, e il ripristino di tratti dell’argine, sono in fase di completamento. Si attende che l’Organo Finanziatore prenda atto dell’approvazione dei lavori finora svolti, avvenuta nel mese di dicembre 2019 da parte dell’Ispettorato Tecnico Regionale ai Lavori Pubblici e del Dipartimento delle Infrastrutture e Mobilità, e accrediti le somme mancanti.Le modifiche già apportate hanno portato vari benefici in particolar modo alla frazione di Capomulini (Acireale, CT) che, dopo la realizzazione delle vasche di laminazione, non è stata più colpita dalle esondazioni del torrente. L’amministrazione comunale ha in programma altri due interventi, uno già finanziato, l’altro in via di finanziamento. Il primo è finalizzato al ripristino degli argini mentre il secondo è un intervento a valle che dovrebbe migliorare la sezione dell’alveo a valle. Ma l’intervento risolutivo è stato quello del progetto INTERVENTI PER LA MITIGAZIONE DEL RISCHIO IDROGEOLOGICO NEL T.TE LAVINAIO PLATANI, da voi monitorato.”