REPORT DI MONITORAGGIO CIVICO
Ricerca e contenimento delle perdite nella rete acquedottistica in provincia di Perugia

Inviato il 29/04/2020 | di Occhio all' Acqua | @occhioallacqua

Descrizione

Il progetto in esame è il risultato di una procedura negoziale, prevista nell'Accordo di programma tra Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Regione dell'Umbria e AURI (Autorità Umbra Rifiuti e Idrico), sulla base di progetti presentati dai Gestori del Servizio Idrico Integrato presenti in Umbria, in particolare presentato da, Umbra Acque Spa, approvato nel Piano degli Interventi (2016-2019) predisposto dalle Assemblee degli ex ATI 1 e 2, relativamente agli anni 2018 2019. L'importo assegnato è di euro 6.400.000 di cui 3.560.300 con il FSC e 2.839.700 con proventi tariffari. Il tema riguarda l'Ambiente e la prevenzione dei rischi e ha come finalità quello di contenere le perdite occulte di acqua potabile nei 38 Comuni dei sub ambiti 1 e 2, attualmente ATO 1, di cui 37 della Provincia di Perugia e uno, San Venanzo, della Provincia di Terni. Data di inizio effettiva 17/09/2018 Data di fine prevista 30/06/2020.
L'obiettivo atteso riguarda il recupero di perdite d’acqua potabile per un totale di 1.500.000 mc/anno pari a 47,56 l/s:
di cui 1.050.000 mc/anno attraverso l'individuazione di distretti e modellazione matematica delle condotte da riparare
e 450.000 mc/anno tramite la sostituzione, su base storico-scientifica, dei tratti di rete idrica più vetusti, già sottoposti a continui interventi manutentivi.
Il raggiungimento di questo obiettivo comporterebbe anche una minore spesa per il risparmio energetico di 151.000 €/anno, ottenuto dalla minore quantità di acqua prelevata dal sottosuolo. Gli interventi sono intercomunali per una popolazione servita di 500.000 abitanti.

L’intervento programmato dal Ministero dell’Ambiente, si inserisce nel ciclo di programmazione 2014-2020, nel Piano FSC Ambiente, tra gli Interventi a tutela del territorio e delle acque, per un totale di 1.563,85 mln di euro, di cui al Servizio idrico integrato: 496,29 mln di euro, da ripartire per 202 mln al Centro Nord e 294,29 mln al Mezzogiorno.Tali fondi, aggiuntivi a quelli strutturali, sono stati assegnati con delibera n.55/2016 dal CIPE sulla base del piano operativo in cui sono state messe in evidenza le criticita' ambientali, tra cui anche la risoluzione del contenzioso comunitario. dovuto alle numerose procedure d’infrazione che la Corte di Giustizia Europea ha inflitto all’Italia per mancato o non corretto adeguamento alle norme della Direttiva 91/271/CEE. La maggior parte del finanziamento, infatti, è rivolto agli interventi sulle acque reflue relativi agli 817 agglomerati interessati dal parere motivato 2014/2059. Inoltre gli interventi infrastrutturali sulle reti idriche sono volti a ridurre o eliminare la presenza di eventuali sostanze pericolose come i PFAS presenti in alcune aree del Veneto e a ottimizzare la gestione degli invasi.
L'emergenza idrica verificatesi nell'estate del 2017, considerata dagli scienziati del CNR, la quarta estate più secca dal 1800 ad oggi, ha accentuato il problema delle perdite idriche con eco di risonanza a tutti i livelli, nazionale, regionale, provinciale e comunale. Dalla Conferenza delle Regioni del 26 ottobre 2017, venivano messe in evidenza le criticità di tale emergenza , con un apposito documento, illustrato poi alla Commissione Ambiente e Lavori Pubblici della Camera, nel quale si è notato, tra gli altri dati, che in Umbria le perdite occulte, negli anni 2008-2012, si attestavano tra il 38% e il 42,1% , ben al di sopra di regioni più virtuose come la Lombardia (max28% ) e di qualche regione del Meridione come la Puglia (max 35,6%). Ad oggi tale dato si attesta al 48,39% dell'acqua immessa in rete. Un dato preoccupante, vista la scarsità della risorsa a livello mondiale, che ha portato l'azione politica e programmatica ad intervenire con contributi pubblici a fondo perduto per evitare di far gravare gli ingenti investimenti infrastrutturali sulle tariffe degli utenti, già aumentate anche per effetto del mancato adeguamento alle Direttive comunitarie. Da qui il cofinanziamento statale di specifici progetti di ricerca perdite sulle reti idriche regionali per € 7.629.214(per tutti gli interventi dell’Accordo di Programma) su un totale investimenti pari ad € 10.488.914.In particolare, in fase preliminare, con delibera del Consiglio Direttivo dell' AURI del 25/01/2019, sono stati approvati, oltre al progetto monitorato, i progetti presentati da VUS spa, gestore idrico del sub ambito 3, per un importo di € 1.154.457,00 garantito integralmente da FSC e da S.I.I spa, gestore idrico del sub ambito 4, per un valore di € 2.404.015,83 di cui € 1.134.457,00 con contributi FSC e il rimanente con proventi tariffari. Anche in quest'ultimo caso gli interventi riguardano la distrettualizzazione e modellazione matematica delle reti idriche di Narni, Amelia e Terni .In sintesi, i Fondi FSC dovrebbero ridurre la tariffa di pari importo, di aumentare gli investimenti dell'8% per il miglioramento del servizio idrico e di ottenere economie energetiche per un valore stimato di 250.00 euro l'anno per il minore prelievo di risorsa idrica.

Avanzamento

Le nostre indagini sono state rivolte soprattutto all'analisi dei documenti amministrativi trovati sul sito Opencoesione.gov.it, sul sito dell'AURI, nello storico dell 'Albo Pretorio, ente beneficiario dei fondi a cui si è aggiunta l'intervista in video conferenza concessa da Umbra Acque S.p.a, attuatore dei lavori.La visita di monitoraggio era stata prevista per il 9 marzo ma è stata annullata a causa delle misure di restrizione per l'emergenza sanitaria in atto.Il progetto è iniziato il 17/09/2018 e dalla D.D AURI n.372 del 18/10/2019 siamo risaliti ai pagamenti, pari a 356.030 euro corrispondenti ad un acconto del 10% del contributo statale, per i lavori già effettuati a quella data da Umbra Acque spa.Inoltre, il progetto doveva, secondo il parere vincolante della Regione Umbria, essere corredato da una supervisione scientifica da parte del Dipartimento di Ingegneria Ambientale dell'Università di Perugia che ha sottoscritto con AURI un'apposita Convenzione in cui sono stati previsti:
1. un assegno di ricerca di 24.000 euro su “Tecniche per la riabilitazione dei sistemi di adduzione e distribuzione in pressione “
2. un compenso per la supervisione scientifica di euro 4000 +Iva, a valere sul cofinanziamento statale .
La supervisione scientifica è stata poi estesa alle reti idriche dei Sub Ambiti 3 e 4 per un valore complessivo di 11.000 euro+IVA, a valere sul bilancio AURI, fino all'introito effettivo del cofinanziamento statale dell'AURI (D.D n.87 del 27/02/2019).In tutto il costo della Convenzione ammonta a euro 42.800
La supervisione scientifica ha permesso al Gestore idrico, attraverso un algoritmo certificato, di individuare le condotte da sostituire secondo l'analisi di alcune caratteristiche :
1. l'età,
2. il n. di riparazioni effettuate
3. il cemento amianto con le quali sono state costruite nel passato, dando la priorità della sostituzione a quest' ultime.
Per la ricerca nell'acqua potabile delle fibre di amianto è stato siglato anche un protocollo d'intesa con il Dipartimento di prevenzione della Usl Umbria 1 e Umbra Acque, con il quale verranno monitorati per circa due anni 50 punti della rete di distribuzione in diverse aree territoriali pari a circa 350 Km di condotta.
La rete idrica è stata mappata sul GIS.Tramite la Centrale operativa di telecontrollo vengono controllate, h24, tutte le attività da remoto. I 6315 km sono stati suddivisi in distretti, partendo da quelli più grandi a quelli più piccoli per restringere il campo della ricerca. Per quelli più piccoli si usano i geofoni, strumenti che sentono il rumore dell'acqua occulta che esce dalle tubature All'inizio di ogni distretto viene installato un riduttore di pressione per ridurre la portata. La ricerca è un'attività di routine.Sostituita la linea vecchia viene collaudata e verificato quanto ha recuperato la linea nuova.I materiali utilizzati sono la ghisa, l'acciaio e il polietilene.Le tubazioni possono avere fino ad un diametro di 60 cm(adduttori).La fine prevista dei lavori è stata prorogata di un ulteriore anno al 31/12/2020, anche a causa dell'emergenza sanitaria in atto. Per la realizzazione dei lavori Umbra Acque ha fatto ricorso sia ad economie interne sia a gare d'appalto In questo caso opera sotto soglia ,invitando, tramite sorteggio, una ventina di ditte, su tutto il territorio nazionale, inserite in un elenco dei fornitori dei servizi, nel rispetto della legge antimafia e del Codice degli appalti.

Risultati

Non è stato possibile valutare l’efficacia dell’intervento - Es. il progetto non ha ancora prodotto risultati valutabili

Non è concluso

Punti di debolezza

L'eccessiva lungaggine burocratica per l'approvazione dei progetti definitivi avvenuta dopo l'inizio dei lavori già svolti dal Gestore Umbra Acque Spa e l'esistenza di residui attivi presunti nel bilancio di previsione dell'AURI del 2020 per un importo pari 3.204.270. Ciò significa che il contributo statale sarà presumibilmente riscosso in futuro, nel frattempo, sono aumentate le tariffe per gli utenti anche per effetto dell'adeguamento del PdI(2016/2019) per nuovi interventi di 550.000 euro nei sub ambiti 1, 2 previsti con delibera n.31 del Consiglio Direttivo del 10/04/2019.

Punti di forza

Sostituire le vecchie condotte in cemento amianto dovrebbe assicurare ai cittadini la qualità dell'acqua che beve , vista la diffidenza di molta parte della popolazione verso l'acqua del rubinetto e il continuo ricorso all'acqua in bottiglia di plastica comprata nei supermercati . Bere l'acqua di rubinetto porterebbe a una riduzione di CO2 e preserverebbe l'ambiente e la salute per le future generazioni.

Rischi

Con la situazione di emergenza sanitaria attuale e l'aumento dell'indebitamento pubblico per far fronte alla crisi da coronavirus sarà un'utopia avere dei contributi statali per far fronte alle perdite occulte acquedottistiche perchè serviranno a finanziare altri investimenti più urgenti . Per cui dovremmo abituarci a pagare una tariffa dell'acqua potabile più alta.

Soluzioni e Idee

Una tariffa più alta dovrebbe corrispondere a investimenti più elevati, utili, efficaci e perduranti nel tempo. Per cui occorrerebbe sostenere degli sforzi finanziari da parte del Gestore idrico per strumentazioni tecnologiche più innovative come la scansione satellitare per la ricerca di perdite occulte da integrare con l'uso di sistemi tradizionali come la distrettualizzazione e il telecontrollo .Inoltre, nella riparazione/sostituzione delle condotte occorre fare uso della tecnica di relining con al quale si utilizzano resine termoindurenti come per le reti fognarie dei centri storici, per evitare continue fratture del manto stradale

L'INDAGINE

Come sono state raccolte le informazioni?

  • Raccolta di informazioni via web
  • Intervista con altre tipologie di persone
  • Intervista con i soggetti che hanno o stanno attuando l'intervento (attuatore o realizzatore)

Ing. Andrea Vitali - Responsabile della gestione ordinaria e straordinaria degli impianti e delle reti
Studenti, docenti, personale ATA dell'istituto Omnicomprensivo G.Mazzini e altri soggetti

Domande principali

Ing. Vitali 1) In che cosa consiste il meccanismo incentivante di ARERA?
2) Quali obiettivi sono stati raggiunti da Umbra Acque con le Case dell'Acqua?
Altre tipologie di intervistati:
1) Pensi che gli acquedotti siano in buono stato di manutenzione?
2) L'acqua è un bene comune .Come vorresti che venisse coperto il costo di questo servizio pubblico?

Risposte principali

Ing. Vitali
1)ARERA ha introdotto dei meccanismi premiali per i Gestori virtuosi , introducendo la Qualità tecnica attraverso degli indicatori che esprimono la buona gestione .Il primo indicatore M1 è legato proprio alla riduzione delle perdite idriche. Il meccanismo incentivante si basa sul raggiungimento di questo indicatore che per quest'anno corrisponde al 5% in meno dell'obiettivo del 2019 , pari a 12,20 mc a km al giorno .L'incentivo consiste in un aumento tariffario.
2) Le case dell'Acqua sono nate grazie ad un progetto con la Regione Umbria con l'obiettivo di incentivare gli utenti a bere l'acqua del rubinetto e ridurre il consumo di plastica. Nel 2019 sono state risparmiate 22 tonnellate di plastica corrispondenti a 500.00 bottiglie di plastica non utilizzata e 80 tonnellate di CO" non immessa nell'atmosfera per la mancata produzione di plastica . Seguendo sempre questa direzione stiamo attuando un altro progetto "L'acqua in comune" che prevede l'installazione di erogatori gratuiti nei Municipi e nelle scuole.

Altre tipologie di intervistati:
1) Su 166 intervistati, dai 15 anni a gli over 65, il 66,3% ha risposto di no.
2) Il 58,4% degli intervistati ha risposto che preferirebbe un prezzo politico calcolato sullo scaglione base(50-100 litri di consumo), il 12,7% attraverso le imposte generali e il rimanente 28,9% con la tariffa.