REPORT DI MONITORAGGIO CIVICO
Realizzazione dell’anfiteatro zona Orto di Ballo all'interno della Cittadella dei Giovani a Alcamo

Inviato il 2/06/2020 | di Lapis Culturae | @culturelapisgmail.com

Descrizione

Il progetto che abbiamo deciso di monitorare parla della riqualificazione del territorio mediante la realizzazione dell’anfiteatro zona Orto di Ballo all'interno della Cittadella dei Giovani. L'amministrazione Comunale di Alcamo, attraverso il recupero ambientale operato, ha voluto riportare alla luce uno spazio da decenni abbandonato costruendo un edificio utilizzato dai giovani per finalità culturali.
Il Programmatore è la Regione Siciliana, mentre il beneficiario ed attuatore è il Comune di Alcamo.
L’amministrazione Comunale di Alcamo, attraverso il recupero ambientale svolto, ha voluto riportare alla luce uno spazio da decenni abbandonato, utilizzando al riguardo un finanziamento della comunità Europea, il PO-FERS 2007-2013, volto alla realizzazione di un anfiteatro e di un edificio utilizzato per opportuni percorsi turistici, visite guidate, mostre e incontri di vario genere culturale.
L’Unione Europea, mediante Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) 2007-13 (Programma POR CONV FESR SICILIA), ha erogato un finanziamento di € 4.065.546,20 con inizio lavori il 18/06/2012 e fine il 13/11/2015. Secondo i dati riscontrati su OPENCOESIONE, il finanziamento è stato utilizzato solo per il 98%, però, secondo la testimonianza dell'ingegnere Parrino, i fondi sono stati completamente utilizzati. Il primo pagamento è stato erogato il 07/08/2012 mentre l'ultimo riporta data 28/12/2015, nel corso di questi tre anni il flusso dei pagamenti non è stato regolare. I pagamenti si sono concentrati nella date 15/12/2014 per una cifra di € 300.000,00, 11/08/2015 di € 821.022,34, 24/11/2015 di € 960.330,40 e del 28/12/2015 di € 1.630.227,56.

Il progetto interessa il piano di interventi destinati alle Città e aree rurali - Progetti integrati per la rigenerazione urbana e rurale - Sviluppo urbano sostenibile che si prefigge l'obiettivo operativo di: "Realizzare strutture ed interventi a scala urbana per l'insediamento e lo sviluppo di attività e servizi , anche a supporto del sistema imprenditoriale."

Avanzamento

Il progetto risulta concluso, infatti nel documento “Stato dell'arte dei lavori presso il geosito, ex cave di Travertino, zona Orto di Ballo” il personale deputato dichiara enfaticamente che: ”l'area rappresenta uno dei luoghi più rappresentativi della città perché coniuga l'aspetto storico naturalistico con quello culturale.", anche se ancora devono essere ultimati i lavori di “messa in sicurezza” di alcune opere (non inserite nel finanziamento) e il miglioramento della strada di collegamento, con annesso posteggio, per una ottimale fruizione del sito.

Risultati

Intervento utile ma presenta problemi - Ha avuto alcuni risultati positivi ed è tutto sommato utile, anche se presenta anche aspetti negativi

All'interno delle cave, sin dai primi anni del ‘900, sono stati ritrovati fossili e altri reperti di impareggiabile valore preistorico, appartenenti a un elefante nano e a un Elephas falconeri, oltre a fossili di uova di tartaruga. Questi reperti, oggi, sono conservati presso il Museo di paleontologia e geologia di Palermo. Nonostante il sito presenti elementi che lo rendono unico nel panorama internazionale dei ritrovamenti paleontologici è finito nell'oblìo, sconosciuto anche dagli abitanti della città; poco valorizzato, tanto da diventate una discarica abusiva, rovinando così la bellezza di un posto traboccante di storia.
Proprio per quanto sopra affermato l’amministrazione Comunale di Alcamo, attraverso il recupero ambientale delle ex cave di travertino, ha riportato alla luce uno spazio da decenni abbandonato, con la realizzazione di un anfiteatro e di un edificio da poter utilizzare come museo del travertino e da inserire in opportuni percorsi turistici, visite guidate, mostre e incontri culturali. Sito che ha tutte le potenzialità per diventare elemento di grande rilevanza culturale e storica per la Città anche se ancora risulta sottoutilizzato ed avrebbe bisogno, per una corretta e più ampia fruizione, di alcune migliorie che sono già state progettate e programmate, ma non ancora realizzate per mancanza di fondi adeguati.

Punti di debolezza

Nella realizzazione del progetto non si sono incontrate difficoltà all'infuori di quella di dover riadattare la nuova progettazione del sito con la normativa imposta per i Geositi di interesse internaziuonale. Ciò ha rallentato per un breve periodo l'avanzamento dei lavori, ma il risultato finale ne ha giovato, in quanto si è riprogettato per meglio recuperare e gestire le pareti di travertino che sono uno dei gioielli del sito.
Dobbiamo mettere in evidenza, però, che una delle debolezze riscontrate è il cattivo stato di manutenzione dell'ambiente esterno, che rischia di vanificare l'obiettivo finale del recupero ambientale.
Altra debolezza, già detta, è la mancanza degli interventi di messa in sicurezza (di alcune parti del sito) non ancora realizzata, ma necessaria al fine di poter far fruire le strutture a tutto il territorio ed inserirlo a pieno titolo nel Circuito Turistico della Provincia di Trapani.

Punti di forza

Diversi sono i punti di forza del progetto che abbiamo monitorato, quelli che più ci hanno colpito sono due:
1) per primo scoprire che nel nostro territorio son presenti siti geologici di interesse internazionale con reperti unici: elefante nano, il ghiro gigante, carapaci e uova di tartaruga;
2) e per secondo la possibilità di aver acquisito conoscenze sul nostro territorio che non avevamo. Infatti monitorando il progetto abbiamo scoperto con estremo piacere che secondo diversi documenti il Travertino di Alcamo è un marmo unico nel suo genere perché rivela la storia geologica della Sicilia e del Mediterraneo. Rappresenta uno dei più antichi materiali da costruzione utilizzato dall’uomo, adoperato in particolare dai Romani che lo impiegarono largamente come materiale ornamentale e da costruzione. Il suo nome viene infatti dal latino "lapis tiburtinus", letteralmente “pietra di Tivoli”. Il luogo delle cave, inoltre, è un sito eccezionale per la ricchezza di reperti fossili che permettono di ricostruire le vicende geologiche della zona. L'attività estrattiva, le cui origini risalgono al XIV secolo, ha permesso di osservare più da vicino la roccia e le sue caratteristiche.
Di questo dobbiamo ringraziare l'azione lungimirante di studiosi, appassionati e amministratori che sono stati in grado, grazie alle possibilità di finanziamento delle Politiche di Coesione, di recuperare questo sito con un progetto che ne prevede la fruizione anche turistica.

Rischi

Il rischio, non del tutto peregrino, è quello di un sottoutilizzo della struttura per le mancanze sopradette che rischierebbero di vanificare gli sforzi ed i lavori finora effettuati.

Soluzioni e Idee

Dopo una attenta analisi dei documenti, della visita in loco e delle 'interviste ai principali soggetti del progetto monitorato (Sindaco, Ingegnere Capo e Studioso/appassionato fruitore del Sito) ci permettiamo di consigliare all'amministrazione di Alcamo di inserire quanto prima il Sito nei Circuiti Turistici Regionali, Nazionali e Internazionali.
Inoltre ci proponiamo, in considerazione del nostro percorso di studi (Tecnico Turismo), come possibili guide in situ durante gli eventi organizzati dal comune di Alcamo per far conoscere al territorio il geosito e/o durante le eventuali rappresentazioni culturali che si potranno realizzare nell'anfiteatro.

L'INDAGINE

Come sono state raccolte le informazioni?

  • Raccolta di informazioni via web
  • Visita diretta documentata da foto e video
  • Intervista con gli utenti/beneficiari dell'intervento
  • Intervista con altre tipologie di persone
  • Intervista con i soggetti che hanno o stanno attuando l'intervento (attuatore o realizzatore)
  • Intervista con i referenti politici

- Avvocato Domenico Surdi, Sindaco del Comune Alcamo;
- Ing. Anna Parrino, Dirigente Ufficio Lavori Pubblici di Alcamo;
- Dott. Antonio Bambina, Geologo studioso del Sito Geologico "Ex Cave di Travertino"di interesse Internazionale.

Domande principali

DOMANDE poste al sindaco Surdi
1) Noi ci domandiamo come mai il sito non è stato inserito in un circuito turistico?
2) Discutendo con il Geologo Bambina abbiamo appurato che il Geosito e l'anfiteatro sono poco sfruttati anche per la mancanza di alcune opere di messa in sicurezza e di un parcheggio nelle vicinanze. Come mai non avete ancora provveduto?

DOMANDE poste all'Ingegnere Anna Parrino Dirigente Uffici Lavori Pubblici del Comune di Alcamo
1) Come mai si è pensato di costruire quest'opera ovvero l’anfiteatro e la sottostante struttura?
2) Abbiamo visto che nel sito di OPENCOESIONE il progetto risulta concluso e interamente finanziato, ma manca da rendicontare un 2%, e ci chiedevamo come mai questa incongruenza?

DOMANDE POSTE al geologo Antonio Bambina
1) Mentre cercavamo informazione su internet abbiamo notato che alcuni visitatori hanno rilasciato valutazioni negative relative alla mancanza di parcheggi, al sottoutilizzo del sito e al cattivo stato della manutenzione ordinaria.
2) Cosa rende tanto speciale questo Geosito?

Risposte principali

Risposte del sindaco Surdi
1) Il geosito ha un’importanza di carattere mondiale perché è uno dei pochi con queste caratteristiche. Noi abbiamo atteso diversi anni per inserirlo in alcuni circuiti e devo dire che, ancora, è stato fatto ben poco.Stiamo cercando di promuoverlosul territorio e tra le scolaresche. L’anno scorso abbiamo organizzato delle escursioni durante la festa della Patrona ed anche in altre occasioni. Ancora ci sono dei passi importanti da compiere per completare l'opera e di alcuni se ne sta occupando il geologo dott. Antonio Bambina, come il montaggio e l'orientamento di faretti direzionati su punti strategici, nonché la creazione di un percorso obbligato per poter godere appieno e completamente del Geosito. Comunque siamo certi che questo sito ha tutte le potenzialità per diventare un polo di interesse culturale e turistico.
2) Abbiamo questi progetti in programma, per garantire la fruizione non solo per le visite culturali e gli eventi musicali, ma anche per ospitare intere scolaresche. Per questo si è pensato di progettare un parcheggio per gli autobus e migliorare l'accesso, anche se è sorto un problema logistico in quanto lo spazio in cui dovrebbe essere posta la nuova strada di accesso non è tutto demanio comunale, pertanto stiamo cercando di risolvere anche questo problema.

RISPOSTE dell'Ingegnere Anna Parrino Dirigente Uffici Lavori Pubblici del Comune di Alcamo
1) “Diciamo che anfiteatro è soltanto il nome perché se facciamo attenzione in realtà non è altro che la copertura con qualche gradinate di quest'altra, grande, struttura che sarà adibita a museo del Travertino. Dovete considerare che il progetto, presentato nel 2010, era stato pensato almeno 5 anni prima ovvero nel 2005, anni in cui non c’era la sensibilità per l'ambiente e la conservazione che abbiamo oggi. Per cui l’amministrazione di allora si è venuta a trovare con questa grande area di sua proprietà (apparteneva infatti alla S.M.A. società marmifera alcamese, che già negli anni 60 aveva esaurito la capacità marmifera del sito). Nel luogo c’era un grande buco che era diventata una discarica a cielo aperto, ormai dentro le mura della città di Alcamo. Alcuni studiosi della Facoltà si Scienze Geologiche (Tra iquali anche il dott. Antonio Bambina geologo ed appassionato studioso delle cave qui presenti), conoscendo i reperti che erano stati estratti dai cavatori, cominciarono a interessarsi affinchè il sito potesse diventare un geosito di interesse. I propositi restarono lettera morta perciò si pensò, inizialmente di realizzare una struttura come il Velodromo di Palermo cioè un grande anfiteatro con almeno due o tremila posti al chiuso, cercando di poter sfruttare le opportunità offerte dai finanziamenti comunitari. La prima progettazione era assimilabile ad un grande uovo che occupava l'intera area. Quindi l'amministrazione presenta questo progetto che riesce ad accedere ai finanziamenti. Nel frattempo dopo diverse insistenze da parte di studiosi della Facoltà di Scienze Geologiche il Sito Viene dichiarato “Geosito di interesse mondiale”. Ciò blocca il progetto iniziale che non si può più realizzare. Quindi si corre ai ripari ripresentando un progetto che riesca a rispettare tutti i parametri ed i limiti imposti per i Siti di interesse internazionale.
Quindi l’idea originaria viene stravolta con questa che vedete adesso realizzata: un anfiteatro con qualche gradinata che sovrasta una grande struttura, armonizzata con l'ambiente circostante, che diventerà museo del Travertino.
2) Molto semplice rispondere, probabilmente, il progetto è stato concluso e totalmente rendicontato, le percentuali si riferiscono alle economie che si sono avute durante la gestione delle gare bandite e ad una multa di circa 3000/4000 euro che ci è stat comminata per un piccolo errore di procedura.
RISPOSTE del geologo Antonio Bambina

1) Intanto parliamo dell’utilizzo, del perché non è possibile utilizzarlo in maniera completa. Semplicemente perché mancano alcune opere di messa in sicurezza, che in automatico frenano e limitano la completa fruizione del Geosito. Nel tempo sono stati fatti dei piccoli passi di miglioramento grazie all'interesse dell'ingegnere Parrino che ha fatto installare delle staccionate e i faretti direzionali per renderlo, almeno, fruibile in parte. Mancano ancora da realizzare il circuito della passeggiata completa con i vari cartelli indicatori. Il progetto che permetterebbe una completa fruizione è stato presentato, ma non ancora realizzato. Relativamente ai parcheggi ed al miglioramento della strada di accesso, posso dire che nel progetto in fieri è stata prevista e presentata la variante al piano regolatore per riuscire a inserire i parcheggi creare una nuova strada per arrivare con facilità al geosito. Riguardo alla mancanza di manutenzione ordinaria bisogna rivolgersi all'amministrazione comunale, ma sicuramente sarà mancata in questo periodo per problemi di carattere organizzativo.
2) Potrei parlare per diverso tempo, ho pubblicato pure uno studio sul geosito ed ho collaborato con la Facoltà di Geologia e con il Museo Gemellaro di Palermo (Museo in cui si trovano la maggior parte dei reperti ritrovati in queste cave).
Sarò molto sintetico questo sito è molto particolare proprio per la tipologia di reperti fossili che vi sono stati trovati intanto è stato trovato l'intero scheletro di un elefante nano in perfette condizioni che ha permesso di riscrivere e rivedere alcune convinzioni scientifiche. Inoltre sono stati trovati diverse uova e carapaci di tartarughe, ma i reperti più importanti e significativi sono quelli relativi all'encefalo dell'elefante, reperti molto difficili da trovare, ma che in queste Cave di Travertino sono presenti proprio per le particolari condizioni e conformazioni delle stesse.