REPORT DI MONITORAGGIO CIVICO
Riduzione della povertà e dell’esclusione sociale

Inviato il 4/06/2020 | di padronidelfuturo

Descrizione

Il team RETE DI SOLIDARIETA’ monitora il PON INCLUSIONE, Ambito Territoriale Sociale di Lecce, comune di Casarano: conoscere i percorsi di attivazione e le reti per la presa in carico delle persone in condizioni di vulnerabilità e di esclusione sociale.
Obiettivi della ricerca:
1. Conoscere le principali aree di intervento che il Programma sostiene.
2. Sapere quali servizi sono stati stati erogati.
3. Verificare l'efficacia delle misure di contrasto alla povertà.
4. Coinvolgere la comunità nella conoscenza dello stato di avanzamento del Programma, per sensibilizzare le coscienze sul tema dell'inclusione sociale.
Gli obiettivi specifici relativi a tale progetto sono:
        1.  La riduzione  della povertà e dell’esclusione sociale grazie all’integrazione di misure di sostegno, servizi a persone e famiglie, percorsi di formazione professionale, ecc.
        2.  La promozione di strumenti innovativi, anche di ingegneria finanziaria, per aiutare soggetti in difficoltà ad accedere facilmente a risorse utili per consolidare progetti di vita e responsabilizzarsi dal punto di vista professionale.
        3.  Eliminare il “digital divide” (“divario digitale”, cioè lo squilibrio nella possibilità e nella capacità di accedere alle tecnologie informatiche), che impedisce l’accesso alle opportunità di inclusione sociale e ai servizi sociosanitari.
I targets di riferimento dell’obiettivo specifico sono:
        • Soggetti svantaggiati come immigrati, individui disoccupati da un lungo periodo, ecc.
        • Soggetti senza fissa dimora;
        • Comunità semi-stanziali (come Rom e Camminanti).
Considerata la programmazione pluriennale propria del P.O., l’ente locale di Casarano ha il compito di verificare annualmente lo stato di avanzamento verso il raggiungimento degli obiettivi attraverso il RAE, (Rapporto Annuale di Esecuzione).
Le risultanze di tale rapporto evidenziano che l’obiettivo relativo al numero di progetti da raggiungere sorti a favore  dell’offerta di servizi per la promozione delle pari opportunità e l’inclusione sociale delle minoranze e dei giovani (sviluppo urbano) era di 80 progetti, i quali nel 2014 sono diventati 240.
I dati analizzati mettono in evidenza che la Puglia è tra le regioni italiane che realizza un buon numero di progetti che promuovono l’inclusione sociale. Il comune di Casarano (LE) ne conta ben 17. Tuttavia, i dati a disposizione non permettono di sapere quali servizi sono stati erogati e la reale efficacia delle misure di contrasto alla povertà. L’acquisizione di queste informazioni avverrà tramite l’incontro con il responsabile dell’ambito territoriale sociale di zona, dott.ssa Gigliola Totitsco.

I dati e le informazioni di contesto trovati e rielaborati dal team sono stati tratti dall’analisi del P.O. (Programma Operativo della Regione Puglia), del R.A.E. (Rapporto Annuale di Esecuzione), dai fondi del FESR, nonché da articoli di giornali locali sulle problematiche ambientali.
Il PUG ha favorito i lavori di adeguamento a norma e ristrutturazione del P.O. (Programma Operativo) di Casarano (LE), cioè del piano pluriennale con cui l’ente locale pianifica il raggiungimento di specifici obiettivi.
Considerata la programmazione pluriennale propria del P.O., l’ente locale di Casarano ha il compito di verificare annualmente lo stato di avanzamento verso il raggiungimento degli obiettivi attraverso il RAE, (Rapporto Annuale di Esecuzione).
Le risultanze di tale rapporto evidenziano che l’obiettivo relativo al numero di progetti da raggiungere sorti a favore dell’offerta di servizi per la promozione delle pari opportunità e l’inclusione sociale delle minoranze e dei giovani (sviluppo urbano) era di 80 progetti, i quali nel 2014 sono diventati 240.
L’ipotetica cifra relativa ai progetti sorti a favore della sanità era invece di 120, ma questi nel 2014 sono diventati 329.

Avanzamento

La dott.ssa Totisco sostiene che il progetto sarebbe dovuto partire nel 2016, ma a causa di alcune difficoltà è partito a fine del 2018. Per diminuire le situazioni di povertà sono stati assunti assistenti sociali (la dott.ssa Gianfreda Anna), educatori professionali (Surdo Lucia), una figura amministrativa contabile ed una figura di rendicontazione. C’è stato uno sportello di infopoint per aiutare le famiglie in difficoltà a trovare un’occupazione, cercando di creare benessere a tutto il nucleo familiare. Oggi esiste un’altra soluzione: il reddito di cittadinanza.
La funzione degli assistenti sociali è quella di migliorare i progetti sociali; si parte da class assessment ossia la valutazione delle condizioni di vita del nucleo famigliare; la visione degli assistenti sociali nel corso del tempo è cambiata, sono passati da un sistema di tipo assistenzialistico a un sistema di promozione e determinazione dell’individuo, affinché possa uscire da una situazione di povertà, il soggetto viene supportato attivando dei servizi di contrasto alla povertà. Oltre a quest’aspetto sociale si unisce anche quello sanitario, infatti vengono supportati soggetti disabili e anziani, per questo viene applicato il servizio a domicilio. Anche nei casi di continue assenze scolastiche da parte dei ragazzi interviene l’educatrice con il servizio di assistenza educativa domiciliare. Questo servizio interviene in diversi comuni: Casarano, Collepasso, Matino, Supersano, Parabita.

Risultati

Intervento molto utile ed efficace - Gli aspetti positivi prevalgono ed è giudicato complessivamente efficace dal punto di vista dell'utente finale

E’ possibile verificare l’efficacia delle misure di contrasto alla povertà grazie allo stato di benessere generale, ai controlli effettuati sul numero di tirocini e assunzioni, nell’ultimo anno si sono registrati 648 nuclei famigliari che hanno beneficiato di queste misure.
La regione chiede un monitoraggio annuale sull'efficacia dei servizi erogati. Per quanto riguarda gli adolescenti è stato realizzato il progetto P.I.P.P.I. dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in collaborazione con l'Università di Padova. Obiettivo comune: lavorare per far uscire dalla povertà gli adolescenti rimanendo nel nucleo famigliare.

Punti di debolezza

Le maggiori difficoltà riscontrate nell'attuazione del progetto monitorato sono state verificate nei tempi di attuazione e di erogazione dei fondi.

Punti di forza

Il progetto attua un lavoro intensivo sulla famiglia e sull'ambiente, affinché la famiglia riesca a risollevarsi economicamente e socialmente, senza disgregare il nucleo famigliare.

Rischi

Si rischia di non rispettare le scadenze previste dal progetto.

Soluzioni e Idee

Del programma in questione ne sono a conoscenza gli organi preposti. Si è avuta l'impressione che il progetto non sia stato divulgato sufficientemente alla comunità.

L'INDAGINE

Come sono state raccolte le informazioni?

  • Visita diretta documentata da foto e video
  • Intervista con l'Autorità di Gestione del Programma
  • Intervista con i soggetti che hanno o stanno attuando l'intervento (attuatore o realizzatore)

Dott.ssa Gigliola Totisco, Responsabile Area Territoriale Sociale del comune di Casarano;
Dott.ssa Anna Gianfreda, Assistente sociale;
Dott.ssa Lucia Surdo, Educatrice professionale.

Domande principali

1. Qual è lo stato di avanzamento del progetto e i risultati ottenuti?
2. E' possibile verificare l'efficacia delle misure di contrasto alla povertà?

Risposte principali

1. La dott.ssa Totisco sostiene che il progetto sarebbe dovuto partire nel 2016, ma a causa di alcune difficoltà è partito a fine del 2018. Per diminuire le situazioni di povertà sono stati assunti assistenti sociali (la dott.ssa Gianfreda Anna), educatori professionali (Surdo Lucia), una figura amministrativa contabile ed una figura di rendicontazione. C’è stato uno sportello di infopoint per aiutare le famiglie in difficoltà a trovare un’occupazione, cercando di creare benessere a tutto il nucleo familiare. Oggi esiste un’altra soluzione: il reddito di cittadinanza.
2. E’ possibile verificare l’efficacia delle misure di contrasto alla povertà grazie allo stato di benessere generale, ai controlli effettuati sul numero di tirocini e assunzioni, nell’ultimo anno si sono registrati 648 nuclei famigliari che hanno beneficiato di queste misure.
La regione chiede un monitoraggio annuale sull'efficacia dei servizi erogati. Per quanto riguarda i ragazzi e i bambini è stato realizzato un progetto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in collaborazione con l'Università di Padova, P.I.P.P.I. . Alla base c'è una ricerca scientifica da parte di docenti universitari che si occupano. Obbiettivo comune: Lavorare per far uscire dalla povertà rimanendo nel nucleo famigliare.