REPORT DI MONITORAGGIO CIVICO
MAT laboratorio urbano - Terlizzi

Inviato il 24/03/2016 | di Maial MATrix | @opencoesioneter?s=04

Descrizione

Tra i tanti progetti finanziati dall'Unione Europea nel territorio di Terlizzi, si è scelto di monitorare quello riguardante il recupero dell'ex mattatoio cittadino, divenuto in seguito “MAT - laboratorio urbano”, vale a dire uno spazio dove è possibile attivare varie progettualità in diversi ambiti, principalmente in Musica, Arte, Teatro, come suggerisce l’acronimo.
Attualmente il laboratorio è sostanzialmente gestito da un gruppo di una trentina di ragazzi, denominato "Collettivo Zebù”, che si impegna ad attivare numerosi progetti sia in ambito prettamente artistico che lavorativo.
Si è partiti dalla realizzazione di una sala studio attrezzata con wi-fi e biblioteca; in seguito sono stati creati una sala registrazione, una sala prove, una sala cinema, una sala teatro che ha permesso l'attivazione di corsi teatrali.
Un laboratorio di falegnameria e uno di serigrafia hanno offerto molteplici opportunità lavorative ai giovani cittadini della zona.

Avanzamento

Il progetto è stato portato a termine.

Risultati

Il progetto è concluso ed ha ottenuto una risposta abbastanza positiva da parte della cittadinanza nel corso degli ultimi tre anni. Questa infatti si è dimostrata disponibile ed entusiasta di poter usufruire di questo contenitore culturale e di avere la possibilità di accedere facilmente ad eventi formativi, considerata la carenza di spazi culturali a sua disposizione.

Punti di debolezza

Nonostante il notevole impegno dimostrato dal Collettivo Zebù, si riscontra scarso interesse da parte soprattutto degli adulti, che, non avendo molta dimestichezza coi social network e altri mezzi informatici di comunicazione, non viene a conoscenza dei diversi eventi e occasioni culturali offerte dall'organizzazione del laboratorio urbano.
Questo disinteressamento potrebbe derivare anche dal limitato coinvolgimento dell’Amministrazione Comunale della cittadina, che, una volta assegnata la gestione, non è più intervenuta in una promozione diretta delle attività del MAT, mentre avrebbe potuto sfruttare una serie di preesistenti canali informativi, in modo da garantire un coinvolgimento maggiore della cittadinanza.

Punti di forza

Il successo riscontrato dal MAT è dovuto alla disponibilità dei giovani del “Collettivo Zebù” che lo amministra e alla loro passione nel prendersi cura quotidianamente di questa realtà sociale e nel promuovere diverse attività a favore della comunità cittadina.
Il Collettivo Zebù, secondo modalità tipiche dell’azione di volontariato, si impegna nel programmare iniziative che toccano tematiche socio-politiche pertinenti in particolar modo il pubblico giovanile, rendendolo così consapevole della realtà attuale.

Rischi

Data l’imminente scadenza dell’attuale gestione del MAT, prevista, dopo un quinquennio, per dicembre dell’anno corrente, uno dei potenziali rischi futuri potrebbe derivare dalle difficoltà, da parte di una differente amministrazione del laboratorio, di conservare se non addirittura potenziare il patrimonio di conoscenze e competenze fino ad oggi costituito.
Si potrebbe a quel punto assistere all’allontanamento o all’improvviso disinteressamento di quella consistente parte della cittadinanza fino ad oggi coinvolta, perché non più attratta dalle nuove progettualità.

Soluzioni e Idee

Analizzate le debolezze del progetto in esame, ci permettiamo di avanzare due “modeste proposte” per garantire al MAT un successo maggiore.
In primo luogo, dovrebbe esserci una maggiore diffusione delle informazioni che riguardano le iniziative offerte. A tal proposito, sarebbe auspicabile un maggiore coinvolgimento dell’Amministrazione Comunale nel promuovere i vari progetti, incontri, corsi ed eventi; la cittadinanza sentirebbe così il MAT come un ‘pezzo’ di città e molto probabilmente garantirebbe una partecipazione più attiva ed entusiastica. In questa direzione si muove anche la nostra idea di concludere il percorso progettuale promosso da ASOC con la costruzione di una APP/MAT che consenta di conservare e tramandare il patrimonio di esperienze cresciute intorno al MAT, in modo tale da garantire una “continuità di memorie” di cui potrebbe giovarsi anche un nuovo gestore.
In secondo luogo, il laboratorio dovrebbe cercare di allargare la fascia di età media alla quale indirizzare le proprie progettualità, rivolgendosi non soltanto ai giovani cittadini, ma anche a uomini e donne ormai adulti, i quali potrebbero non soltanto valutare in prima persona l’impegno mostrato dagli amministratori del laboratorio, ma potrebbero aprirsi, attraverso la comprensione più diretta della cultura delle giovani generazioni, alle istanze politico-sociali espresse da queste, superando una forma di relazione che la politica corrente declina unicamente nella squallida forma del contrasto fra giovani “senza lavoro e senza diritti” e anziani “con lavoro e tutele pensionistiche”.

L'INDAGINE

Come sono state raccolte le informazioni?

  • Visita diretta documentata da foto e video
  • Intervista con gli utenti/beneficiari dell'intervento
  • Intervista con altre tipologie di persone
  • Intervista con i referenti politici

Per raccogliere le informazioni utili ad un approfondimento della nostra conoscenza dell'organizzazione del MAT, abbiamo deciso di intervistare il Sindaco della città di Terlizzi, dott. Ninni Gemmato, il Direttore Laboratorio Urbano Consorzio MAT – Terlizzi, dott. Marco Barone, e due membri del Collettivo Zebù, Pasquale Ricciotti e Gaetano Corriere, in rappresentanza del gruppo di ragazzi che quotidianamente si impegna nell'organizzare le diverse attività offerte dal laboratorio urbano.

Domande principali

Risposte principali