REPORT DI MONITORAGGIO CIVICO
FIUME PESCARA - OPERE DI RAFFORZAMENTO E RIPROFILATURA ARGINI

Inviato il 23/03/2016 | di Classe Quarta F. Liceo scientifico Corradino D'Ascanio Montesilvano (Pescara) | @terzafda

Descrizione

Si tratta di un intervento che, programmato dalla regione, doveva avere attuazione a partire dal agosto 2014 e concludersi nel dicembre 2015. In realtà è iniziato con notevole ritardo, solo a settembre 2014 e non si sa quando finirà. Questo progetto è stato affidato alla provincia di Pescara, ma anche il comune di Pescara ha altri interventi in corso, miranti a rendere sicuri gli argini del fiume Pescara, e ciò soprattutto tenendo conto le alluvioni dell’autunno 2013. E’ interessante notare che il progetto era stato preventivato prima ma è slittato. Comunque quell’alluvione, che costò anche una vittima, ha fatto ingenti danni, in conseguenza dei quali sono pervenute al comune di Pescara un buon numero di richieste di risarcimento.

Avanzamento

Il progetto è solo una tranche di altri interventi similari lungo il fiume Pescara che dovrebbero interessare più comuni. Precisamente i comuni interessati sono quattro: Manoppello, Chieti, Cepagatti e appunto Pescara. Le cifre stanziate sono rispettivamente di 250mila euro, 450 mila euro, 400 mila euro, 350mila euro. Ma in realtà solo il comune di Manoppello ha visto già utilizzati il 4 per cento, 1 per cento Chieti, 2 per cento Pescara e 1 per cento Cepagatti.
Ora comunque finalmente la provincia ha dato l’annuncio della probabile definizione di inizio lavori. La Provincia di Pescara ha avviato infatti una gara d’appalto da 1,5 milioni di euro. Si tratta di 4 interventi distinti:
due a Pescara, uno a Cepagatti e uno a Chieti. Gli interventi riguardano come detto la manutenzione delle sponde del fiume Pescara, a partire da Pescara e fino a Chieti Scalo (località Madonna delle Piane) e la realizzazione di opere di difesa del suolo, laddove, in seguito alle piogge della primavera scorsa, il fiume è tracimato. Verrà messa a dimora nuova vegetazione, con lo scopo di creare una barriera di difesa che avrà quanto meno lo scopo di proteggere le sponde nel caso di altri rovinosi eventi atmosferici.

Risultati

Il progetto è in alto mare. E’ stato annunciato ma i
fondi non sono stati utilizzati, né sembra che i lavori, messi in gara dalla provincia, siano stati appaltati. Il
2 febbraio 2015 la regione ha richiesto un progetto preliminare per la manutenzione ordinaria e opere di difesa delle sponde del fiume nel tratto
sopracitato. Il 10 febbraio, ovvero 8 giorni dopo, è stato trasmesso il progetto. La Provincia di Pescara ha inviato alla Giunta regionale - direzione lavori pubblici- al Presidente della Giunta, Luciano D’Alfonso, al Ministero dell’Ambiente – direzione tutela del territorio e delle risorse idriche – e all’ISPRA – dipartimento Difesa del suolo, la nota con la
quale comunica il crono programma dei lavori: entro 45 giorni si procederà all’indizione della gara d’appalto, ed entro 180 giorni all’aggiudicazione definitiva. A seguire sarà indetta la conferenza dei servizi per l’approvazione del progetto definitivo e la stipula del contratto (60 giorni) per poi passare alla progettazione esecutiva e sua approvazione (45 giorni) e poi alla consegna dei lavori (15 giorni) , esecuzione (240) e collaudo (20 giorni). Totale dell’impegno temporale: 600 giorni. Conclusione di procedimento e lavori: dicembre 2016. Tali tappe però non sono state rispettate, e si sta attendendo ancora l’attuazione dei lavori.

Punti di debolezza

Il punto di debolezza sta nel fatto che si tratta di un ennesimo intervento in cui i fondi disponibili sono tanti, ma non ben indirizzati. E’ evidente che non è tanto la realizzazione di opere in cemento a permettere il ripristino dell’equilibrio del fiume con l’ambiente, bensì una più attenta creazione delle antiche condizioni, in cui il fiume da solo, per equilibri naturali, si presentava adatto ad autocontrollare le piene, o a disinquinarsi.

Punti di forza

Il punto di forza è che non si tratta di un intervento isolato, ma di un serie di opere che dovrebbero riqualificare il rapporto tra il fiume e l’ambiente circostante. Il
progetto di sistemazione degli argini è stato dunque rilanciato a novembre dalla provincia, e ciò sulla spinta di una fase di accelerazione data al progetto di massima. Si tratta infatti del PAR FSC (Programma Attuativo Regionale Fondo Sviluppo e Coesione). Il progetto di massima comprendeva un arco di tempo che andava dal 2007 al 2013, ma la giunta regionale guidata da Luciano D’Alfonso l’ha recentemente riproposta, per darle “un’accelerazione” come è stato detto. L’accelerazione è avvenuta attraverso una serie di attuazioni e riprogrammazioni, in cui ricade anche il finanziamento per la sistemazione degli argini. La scelta di operare sul rifacimento della vegetazione è ottima, perché è innanzitutto la distruzione della flora sulle sponde a determinare i rischi di alluvione e l’instabilità dell’alveo.

Rischi

E’ positiva la scelta di operare in maniera integrata fra varie zone del fiume Pescara, e dunque vari comuni, ma molti ambientalisti lamentano che il disequilibrio degli argini potrebbe essere stato causato anche dalla presenza di grossi centri commerciali nella zona di Sambuceto, ai quali purtroppo potrebbero aggiungersene altri. Se non si ripristina attorno al fiume un minimo di ambiente naturale ogni rifacimento degli argini non potrà che risultare quasi inutile.

Soluzioni e Idee

L’intervento sugli argini dovrebbe tenere conto dell’interazione di più enti e responsabilità. Non solo la provincia di Pescara, ma anche il comune di Pescara, entrambi dovrebbero collaborare, e così gli altri comuni coinvolti. In più occorrerebbe una maggiore attenzione data ai tecnici e agli ambientalisti, che non si sa fino a che punto siano stati consultati. Ultimo avviso l’intervento, essendo già ritardo, dovrebbe essere velocizzato, ma non come palliativo (mura e cemento), bensì come ripristino dell’antica vegetazione.

L'INDAGINE

Come sono state raccolte le informazioni?

  • Raccolta di informazioni via web
  • Intervista con altre tipologie di persone
  • Intervista con i soggetti che hanno o stanno attuando l'intervento (attuatore o realizzatore)
  • Intervista con i referenti politici

Abbiamo intervistato il presidente della provincia di Pescara Antonio di Marco, il vicesindaco del comune di Pescara Enzo Del Vecchio, e il direttore tecnico dell’Arta Giovanni Damiani. Sia il presidente della provincia che il vicesindaco hanno espresso un’idea generale di intervento sul fiume assolutamente condivisibile, riconoscendo le responsabilità sul degrado del fiume Pescara non solo delle vecchie amministrazioni politiche, ma anche delle recenti. Informazioni più tecniche sono venute dal direttore dell’Arta, che ha mostrato la necessità di ripristino delle condizioni naturali, spiegando il perché sia delle alluvioni che dell’inquinamento.

Domande principali

Risposte principali