REPORT DI MONITORAGGIO CIVICO
DIMESA - Valorizzazione di prodotti tipici della dieta mediterranea e loro impiego ai fini salutistici e nutraceutici

Inviato il 15/04/2017 | di TEAM_angio for a healthy life | @TEAM angio

Descrizione

Il progetto DI.ME.SA – Valorizzazione di prodotti tipici della dieta mediterranea e loro impiego ai fini salutistici e nutraceutici. Si tratta di un progetto che mira a conferire "valore" alle produzioni agroalimentari tradizionali siciliane attraverso attività che conferiscano aspetti innovativi nei processi produttivi e maggiore competitività nei mercati di riferimento. Il tema della Dieta Mediterranea è inquadrato sotto il profilo della promozione di alcuni prodotti di eccellenza dell’agroalimentare siciliano con particolari caratteristiche salutistiche e che fanno parte del paniere della Dieta Mediterranea. È rilevata e motivata l'importanza di qualificare e sostenere i processi e le attività produttive che stanno all'origine degli alimenti oggetto di studio sulla base dei loro effetti salutistici

Avanzamento

Il progetto può essere sintetizzato nei seguenti OR (obiettivi realizzativi)/attività: OR 1 – ANALISI E IDENTIFICAZIONE DI PRODUZIONI ALIMENTARI TRADIZIONALI E MESSA A PUNTODI PROTOCOLLI BIOTECNOLOGICI PER LA PRODUZIONE DI ALIMENTI AD ELEVATO POTERESALUTISTICO-Favorire la produzione di oli da cultivar del germoplasma autoctono della Sicilia ad elevato contenuto di biofenoli;-Migliorare le produzioni di olive da mensa da cultivar del germoplasma autoctono con elevato valore funzionale edefinizione dei parametri biochimici del valore salutistico e nutraceutico degli oli extravergini di oliva siciliani; -Creazione di una linea di condimenti a base di oli extravergini aromatizzati con oli essenziali di piante officinali conla relativa caratterizzazione analitica ed organolettica del profilo qualitativo e sensoriale; -Sviluppo di prodotti salutistici della cerealicoltura siciliana (pane, pasta) in rapporto al genotipo, all'ambiente, allatecnica di coltivazione e alle condizioni di stoccaggio di semola e granella; -Valorizzazione di cereali tradizionali per la produzione di pasta con caratteristiche funzionali; -Messa a punto di protocolli di produzione di colture orticole finalizzati all'esaltazione delle caratteristichenutrizionali e salutistiche di ortaggi prodotti in serra attraverso l'impiego di film di copertura innovativi;OR 2 - IMPLEMENTAZIONE DI METODICHE OPERATIVE PER LA PRODUZIONE DI ALIMENTIFUNZIONALI E NUTRACEUTICI -Incremento del valore funzionale degli oli extra vergini di oliva mediante arricchimento di biofenoli di diversaorigine vegetale; -Selezione e produzione di molecole antiossidanti per fini terapeutici e ambientali da acque di vegetazione e sansa,quali sorgenti naturali; -Produzione di pasta fresca tradizionale e "healthy" ottenuta da grani siciliani da dispensare tramite una macchinavending di nuova concezione; -Valorizzazione di composti prebiotici nella pasta attraverso l'integrazione dei beta glucani estratti dalla cariossidedell'orzo e dalla parete di Saccaromices Cerevisiae

Risultati

I più importanti risultati del progetto sono stati:v Produzione di oli da cultivar del germoplasma autoctono della Sicilia ad elevato contenuto di biofenoliv Miglioramento del valore funzionale di oli extra vergini di oliva attraverso l’utilizzazione di frutti con elevato grado di biofenoliv Oli extravergini di oliva siciliani: basi scientifiche, parametri biochimici del valore salutistico e nutraceutico, e strategie per la promozione e commercializzazionev Creazione di una linea di condimenti a base di oli extravergini aromatizzati con oli essenziali di piante officinali.v Potenziamento delle attività nutraceutiche di olio di oliva in seguito all’aggiunta di estratti di cappero di Pantelleria.v Valorizzazione di cereali tradizionali per la produzione di pasta con caratteristiche funzionaliv Rilancio della competitività della cerealicoltura meridionale attraverso lo sviluppo di prodotti salutistici (pane, pasta)v Produzione di pasta fresca tradizionale ottenuta da grani siciliani da dispensare tramite una macchina vending di nuova concezionev Progettazione di pasta salutistica ad effetto ipocolesterolizzante e dimagranteProduzione di bevande tailored con caratteristiche di functional food da dispensare con una macchina vending di nuova concezione

Punti di debolezza

Le principali difficoltà riscontrate nella realizzazione del progetto sono riconducibili principalmente all’aspetto della propensione alla collaborazione tra i soggetti partner. Le imprese e i centri di ricerca coinvolti nel progetto hanno ammesso di non provenire da una tradizione di collaborazione. Per quanto riguarda i centri di ricerca, l’idea di fondo nel passato era che i ricercatori svolgessero attività di ricerca mossi dalla curiosità scientifica più che con l’intento di giungere a trovare uno sbocco commerciale per i risultati della stessa. Le imprese, per parte loro, ritenevano di muoversi con una velocità superiore rispetto a quello che accade nel mondo scientifico, e in fondo probabilmente pensavano di non aver bisogno del suo contributo per giungere al successo di mercato. Tuttavia, già da qualche anno alcune pressioni hanno favorito una maggiore convergenza tra i due mondi apparentemente così lontani: da un lato, quello della ricerca ha dovuto affrontare la carenza di fondi e pertanto si è aperto maggiormente al contatto con l’esterno; dall’altro, il mondo imprenditoriale si è ritrovato immerso nella competizione globale e ha compreso l’enorme peso dell’innovazione nella sfida competitiva. La possibilità di fare ricorso ad un incentivo pubblico ha permesso di aprire i processi innovativi creando da un lato una interazione che andasse al di là del mero rapporto “consulenziale” (di acquisto di conoscenza espressa, che talvolta le imprese di più grandi dimensioni avevano sperimentato prima del progetto DiMeSa) con il mondo locale della ricerca (collaborazione inter-gruppo, tra centri di ricerca e imprese) e permettendo, dall’altro, di inserire nel processo anche le imprese più piccole del territorio (collaborazione intra-gruppo, tra imprese diverse), molto più lontane dalla sistematizzazione dei processi di ricerca sopra citata. Inoltre, la presenza del finanziamento pubblico ha favorito il lancio di un progetto probabilmente troppo grande e rischioso rispetto a quello che la singola impresa, anche di grandi dimensioni, avrebbe avviato in autonomia. Pertanto, sembrerebbe che l’intervento pubblico abbia comunque creato un vantaggio per il territorio, permettendo di avviare un progetto innovativo e rischioso, migliorando il risultato ottenuto dal progetto nel suo complesso, e permettendo anche agli attori locali più deboli di accedere ed essere coinvolti in processi di innovazione. Dunque, superate queste difficoltà iniziali e la diffidenza nei confronti degli strumenti di finanziamento pubblico per finanziare l’innovazione (lentezza delle tempistiche a essi connesse), le imprese hanno collaborato attivamente tra loro e con i centri di ricerca, consapevoli che questo avrebbe permesso di raggiungere gli obiettivi prefissati dal progetto

Punti di forza

Il progetto da monitorare mira a fornire le basi scientifiche alla relazione esistente tra specifici alimenti della Dieta Mediterranea e la salute, con la finalità sociale di aumentare la consapevolezza dei consumatori e di avere un efficace impatto sulla salute della popolazione. Pertanto la ricerca di monitoraggio civico vuole fornire ulteriori input a tutti i consumatori in merito all'estrema importanza dell'aspetto salutistico e nutrizionale dei prodotti agroalimentari siciliani che compongono il paniere della dieta mediterranea

Rischi

La lentezza nei tempi di gestione ed erogazione da parte del soggetto pubblico attuatore, la difficoltà oggettiva di osservazione e quantificazione degli aspetti immateriali collegati alla ricerca collaborativa e allo scambio di conoscenza tra gli attori, nonché gli obiettivi raggiunti nel medio-lungo periodo, potrebbe condizionare i soggetti coinvolti nella partecipazione al prosieguo del progetto.

Soluzioni e Idee

L’intervista al responsabile scientifico e al project manager del progetto ha evidenziato la reale possibilità di un prosieguo della ricerca: Dimesa 2.0. L’obiettivo è quello della vendita e della commercializzazione dei prodotti ottenuti con la ricerca e dunque si vuole coinvolgere la grande distribuzione quali Conad, Coop, Carrefour. Ciò scaturisce dalla consapevolezza che l’ultimo anello della filiera è proprio il consumatore, quindi è a lui che sarà dedicata maggiore attenzione.Riteniamo sia di fondamentale importanza intraprendere azioni di sensibilizzazione sul territorio verso le scelte alimentari consapevoli. Un valido aiuto in tal senso potrebbe essere dato dal coinvolgimento diretto degli istituti scolastici. Gli alunni principali portatori di interesse nelle azioni di prevenzione primaria.Siamo fiduciosi che il monitoraggio di questo progetto possa avere un significativo impatto sul territorio; ci piacerebbe poter contribuire a rendere più consapevoli i consumatori che prodotti quali ad esempio l’olio extravergine di oliva di alcune cultivar siciliane, la pasta ottenuta da grani duri antichi siciliani, e altri alimenti tipici della Dieta Mediterranea, prodotti in filiere controllate e attraverso processi innovativi, possono esercitare un ruolo essenziale nella prevenzione primaria delle malattie cronico-degenerative che oggi rappresentano le principali cause di morte nei paesi ad alto indice di sviluppo e la cui assistenza assorbe una fetta considerevole della spesa sanitaria corrente

L'INDAGINE

Come sono state raccolte le informazioni?

  • Raccolta di informazioni via web
  • Visita diretta documentata da foto e video
  • Intervista con i soggetti che hanno o stanno attuando l'intervento (attuatore o realizzatore)

Durante le due visite di monitoraggio civico sono stati intervistati il responsabile scientifico del progetto dott. Giuseppe Carruba, il project manager Ing. Antonio Giallanza, il proprietario dell'Azienda Agricola Angela Consiglio, partner del progetto, dott. Agronomo Pierluigi Crescimanno.

Domande principali

1^ Domanda (dott. Giuseppe Carruba, responsabile scientifico del progetto) Come nasce l’idea progettuale?2^ Domanda ( dott. Giuseppe Carruba) Quali sono stati i risultati più significativi e quale valore aggiunto hanno apportato alla collettività?3^ Domanda (Ing. Antonio Giallanza, project manager) Si sta pensando ad un prosieguo del progetto? Se si, potrebbe darci qualche anticipazione?

Risposte principali

Risposta domanda n.1 (dott. Giuseppe Carruba, responsabile scientifico del progetto):L’idea progettuale nasce dalle esigenze del contesto produttivo e distributivo del settore agroalimentare siciliano, che ha bisogno di confermare e migliorare la propria competitività sui mercati nazionali e internazionali, ed è consapevole del fatto che per riuscirci debba aumentare la qualità, la salubrità e l’innovatività dei propri processi e prodotti mediante un contatto più diretto e costante con le istituzioni di ricerca pubbliche e private, e la messa in rete delle risorse (di pregio) presenti sul territorio.A questo si aggiunge che la comunità scientifica sembra convergere sull’esistenza di una relazione positiva tra il modello alimentare Mediterraneo e la riduzione del rischio di mortalità, con particolare riguardo alle malattie cardiovascolari, cerebrovascolari e ai tumori. In altri termini, la dieta mediterranea avrebbe naturalmente protetto nei secoli la popolazione italiana, greca e spagnola. Purtroppo, però, il progressivo abbandono di questa dieta, a beneficio di stili alimentari mutuati da altre aree del mondo, anche per effetto delle rinnovate esigenze di rapidità del consumo dei pasti e della maggiore frequenza dei pasti consumati fuori casa, ha determinato un aumento dell’incidenza delle patologie dette.Pertanto, la riscoperta della tradizione agricola e alimentare siciliana e Mediterranea può essere considerata uno strumento di prevenzione primaria, e su questo assunto di fondo si basa il progetto DiMeSaRisposta domanda n.2 (dott. Giuseppe Carruba, responsabile scientifico del progetto):Le filiere sulle quali maggiormente si concentra il progetto sono quelle olivicola, cerealicola e ortofrutticola, e gli aspetti sui quali convergono le attività di progetto sono essenzialmente i seguenti:miglioramento delle competenze tecnico-scientifiche collegate ai processi di produzione;potenziamento delle caratteristiche dietetico-nutrizionali degli alimenti;esaltazione del potenziale salutistico degli alimenti.Il progetto si è proposto di poter creare sviluppo guadagnando salute! Con risultati in termini di sviluppo industriale sia in termini di salute.Risposta domanda n. 3 (Ing. Antonio Giallanza, project manager): Si, stiamo già lavorando al Dimesa 2.0. e stiamo cercando di far partecipare la grande distribuzione: Conad, Coop, Carrefour…L’ultimo anello della filiera è il consumatore, quindi è a lui che sarà dedicata la nostra attenzione. Inoltre, riteniamo sia di fondamentale importanza la prevenzione e la sensibilizzazione sul territorio verso le scelte alimentari consapevoli; ecco perché stiamo pensando di coinvolgere la scuola e gli utenti connessi!