REPORT DI MONITORAGGIO CIVICO
Complesso termale Magna Grecia a Cotronei

Inviato il 4/06/2020 | di watersonfire | @Team Waters on Fire

Descrizione

Il team Waters on fire sta monitorando il progetto riguardante il complesso termale "Magna Grecia" in località Ponte Coniglio a Cotronei. L’aria interessata, lambita dal fiume Neto, è particolarmente vasta e dal suo sottosuolo sgorgano acque termali che formano polle di diverse dimensioni. È un angolo di natura incontaminata con tutte le caratteristiche per essere trasformato in una zona termale.
Il progetto non è stato ancora realizzato dopo decenni di mancate promesse. Infatti, si è innescato un travagliato iter amministrativo iniziato nel lontano 1987 quando il comune di Cotronei ha ottenuto un finanziamento di 6,5 miliardi di lire dall'UE e dalla regione Calabria con la L.64.
Nel 1992 vengono appaltati i lavori dello stabilimento termale dalla ditta Cer, ma sin da subito iniziano i problemi. I sopralluoghi fatti dai periti mettono in luce una cattiva qualità dei materiali utilizzati che rendono inagibile l’intero complesso, di conseguenza i lavori vengono sospesi e l’area posta sotto sequestro. Si arriva nel settembre 2000 alla rescissione del contratto con la ditta appaltatrice. Seguono una serie di vicende giudiziarie, con ricorsi e cause per danni e procedimenti penali che saranno successivamente archiviati.
Nel 2015 viene concesso un finanziamento di 2 miliardi e mezzo di euro. Si tratta di fondi POR CALABRIA FESR 2007-2013 non utilizzati e rimodulati come spesa per le infrastrutture. Da allora 5 anni per riuscire a contrattualizzare e appaltare i lavori, anni che sono serviti per risolvere i vincoli a cui l’area è soggetta: ambientali, dell’AZPS, minerari, idraulici ed idrogeologici. E proprio in riferimento a quest’ultimo vincolo è sorta l’ultima questione: dietro pressione di un consigliere di minoranza, la Regione Calabria emette un provvedimento di sospensione del nulla osta concesso qualche anno prima, che aveva reso quell’area edificabile. Poiché la questione riguardava il rischio di inondazione della zona, trattandosi di sicurezza pubblica, il comune ha richiesto un nuovo studio sul letto del fiume che ha messo in evidenza la necessità di un innalzamento del muro protettivo di 50 cm per rendere l’area sicura al 100%. L’esigenza di intervenire sull’argine ha richiesto una variante al progetto della ditta appaltatrice dei lavori che ha rubato altro tempo. Oggi si è prossimi all’apertura del cantiere.

Le Terme Magna Grecia di Cotronei vogliono identificarsi come uno strumento intorno al quale mettere in campo una serie di interventi significativi per lo sviluppo di tutto il territorio provinciale, agganciando il benessere agli altri settori turistici dell’area. Il progetto appaltato fa parte di un piano di interventi più ampio. Infatti, è prossima la realizzazione del primo modulo, al quale successivamente ne seguirà un altro, che prevedono la realizzazione di strutture termali ma anche convegnistiche e ludico-ricreative. L’intenzione è quella di creare un’area che agganci l’aspetto salutare al divertimento.

Avanzamento

Attualmente il comune di Cotronei, attraverso l’appalto in concessione, ha individuato il Consorzio Baffa Costruzioni termali e Baffa Servizi sanitari come ditta appaltatrice dei lavori. Tale Consorzio ha elaborato un progetto ampio che prevedere la realizzazione di un primo modulo di intervento, consistente nel giardino botanico con percorso dei sensi, piscina termale e non, nonché una serie di strutture legate ad attività ricreative. Oltre ai fondi pubblici che ammontano a 2.500.000,00 di euro, la ditta investirà una parte di capitale privato (1.500.000,00 di euro), per complessivi 4 milioni di euro, e si occuperà della gestione delle strutture per 25 anni. È prossima l’apertura del cantiere.

Risultati

Non è stato possibile valutare l’efficacia dell’intervento - Es. il progetto non ha ancora prodotto risultati valutabili

I lavori non sono ancora iniziati.

Punti di debolezza

In questo periodo di distanziamento sociale siamo isolati ma non siamo soli, siamo insieme alle nostre coscienze. Coscienze abitate da dubbi, pensieri, preoccupazioni, tutti combattiamo lo stesso pericolo: il Covid19. Protagonista delle nostre giornate è una grande democrazia emotiva: siamo tutti uguali, tutti prede della paura e inclini alla riflessione. È proprio questo il momento per analizzare i punti di debolezza interni ed esterni al progetto "Terme Magna Grecia" sulla scorta dei criteri identificati nell'analisi SWOT. Tale tipo di valutazione non è fine a sé stessa ma deve servirci ad imparare dagli errori del passato per ricercare gli anticorpi della resilienza e della solidarietà. Piu che mai in questo momento la resilienza, una delle life skills identificate dall'OMS, è la competenza necessaria ad affrontare le sfide della vita quotidiana, resistere alle avversità e trovare nuove risorse per costruire dimensioni nuove, senza mai perdere la spinta propulsiva dell'ottimismo.
Analizzando il travagliato iter delle terme di Ponte Coniglio, si ravvisa un copione reiterato di interruzioni, ricorsi e controricorsi che hanno dilatato di decenni la tempistica del progetto. Quest’ultimo si inquadra nell'attività della Pubblica Amministrazione che è tenuta ad uniformarsi ai principi stabiliti dalla nostra Costituzione e dalle leggi dello Stato. L'articolo 97 della Costituzione recita: "I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l'imparzialità dell'Amministrazione". La legge 241/1990 declina il buon andamento della PA nei criteri di efficacia, efficienza ed economicità. Ebbene, in questo progetto i criteri dell'efficacia, cioè la capacità di realizzare gli obiettivi prefissati e l'economicità, ovvero il minor dispendio di mezzi e risorse, sono stati disattesi. Sono stati sprecati i fondi pubblici perché l'azione amministrativa non è stata improntata ai principi su cui essa è informata, tra i quali la tempestività, il buon andamento e il giusto procedimento. Occorre ridurre il gap tra i principi ideali e la loro applicazione pratica. L'attività della PA è un elemento cruciale per la crescita economica e sociale del nostro paese.
Inoltre, si ravvisa in fase di realizzazione del progetto un individualismo estremo delle forze politiche in campo che hanno perso di vista il senso solidaristico e la forza della condivisione che dovrebbero sovrastare le scelte del singolo al fine di raggiungere traguardi maggiori. È mancata la coralità delle azioni finalizzata al bene comune. Questa criticità del progetto ci deve far riflettere sul fatto che l'individualismo non ci aiuta ad affrontare le avversità, le partite della vita vanno giocate in squadra, solo così possiamo segnare i goal.
Quanto ai punti di debolezza esterni al progetto, cioè condizioni negative provenienti dal territorio circostante, parte del problema è dovuto al rischio oggettivo di esondazione da parte del fiume Neto nell'area di ubicazione delle acque termali, per cui è necessario costruire un muro di contenimento per proteggere la zona.
La nostra lettura delle criticità del progetto è finalizzata alla comprensione e all'apprendimento dai fatti del passato. Rivisitando i periodi bui della storia, ci rendiamo conto che ad essi segue sempre una reazione positiva. Dopo l'orrore della Seconda guerra mondiale, ha fatto seguito un’azione di ricostruzione in prospettiva di un welfare state. Insomma, le criticità diventano opportunità. Altiero Spinelli durante le avversità del suo esilio vagheggiò l’idea dell'Unione Europea che oggi è una realtà. Non solo la storia ma anche la mitologia ci insegna che si può far tesoro delle criticità. Cadmo, personaggio della mitologia greca, riuscì a fondare la città di Tebe piantando i denti del drago che aveva ucciso tutti i suoi compagni. Da quei denti comparvero degli uomini armati che aiutarono Cadmo a costruire la città di Tebe.
Il progetto Magna Grecia diventerà una splendida realtà se, come Cadmo, i fautori del progetto sapranno convertire i punti di debolezza in punti di forza! "Lucem demonstrat umbra" suggerivano i nostri padri latini.

Punti di forza

In questo periodo così travagliato della storia italiana, il Covid19 ha sconvolto la classifica delle nostre priorità, per cui la nostra analisi risulta, in qualche modo, alterata. La salute è sicuramente al vertice della piramide dei nostri bisogni.
La piramide dei bisogni proposta da Maslow oggi viene capovolta: i bisogni fisiologici posti da Maslow alla base della sua piramide sono fondamentali e imprescindibili e pertanto balzano al vertice in quanto primari, viceversa la necessità di autorealizzazione e autostima diventano bisogni secondari.
Ragionando nei termini del progetto "Terme Magna Grecia", le acque solfo-bromo-iodiche di Ponte Coniglio, foriere di benessere e salute rappresentano un punto di forza importante. Prendendo a prestito dalle scienze sociali, strumento di pianificazione strategica come l'analisi SWOT (strenghts, weaknesses, opportunities, threats), possiamo distinguere tra punti di forza e di debolezza interni al progetto e condizioni esterne, provenienti dal territorio, sia utili che dannose al raggiungimento dell'obiettivo. In quest'ottica, punti di forza interni al progetto sono le acque termali e il potenziale decremento della soglia di disoccupazione nella provincia di Kr. Le acque solfo-bromo-iodiche possono contribuire a promuovere il diritto alla salute, diritto costituzionalmente tutelato, così come recita l'articolo 32 della Costituzione: "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti".
Gli antichi romani suggerivano: "Salus pubblica suprema lex". Le acque di Contrada Ponte Coniglio hanno delle potenzialità infinite in campo sanitario, a livello dermatologico, otorinolaringoiatrica, reumatologico, allergologico e pneumologico. Analisi di laboratorio accurate hanno confermato queste caratteristiche così pregnanti per la salute e il benessere dei cittadini. Le acque termali quindi contribuiscono a favorire lo stato di salute degli individui, inteso secondo la definizione fornita dall'Organizzazione sanitaria mondiale (OMS) la quale definisce la salute non come semplice assenza di malattia ma come uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale. Più recentemente, nel 2015, l'Agenda 2030 proposta dall'ONU, tra i 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile, ha fissato il goal 3 che recita: "Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età". Le acque solfo-bromo-iodiche, quindi, contribuiscono allo sviluppo del benessere dei cittadini proprio in linea con quanto previsto dalle suddette organizzazioni mondiali.
Altro potenziale punto di forza interno al progetto è l'eventuale creazione di nuovi posti di lavoro che la realizzazione delle terme potrebbe generare. Il progetto prevede oltre a tutte le infrastrutture di ordine sanitario anche aree per la pratica sportiva, come piscine, campi da gioco, una sezione destinata ai convegni, un parco botanico, di riflesso anche un’espansione dell'industria enogastronomica, alberghiera e dei trasporti. Si evince, quindi, un dispiegamento di forze in campo che andrebbe a incrementare l'occupazione.
Quanto alle opportunità esterne al progetto, apportate dal territorio vi è l'ubicazione particolarmente favorevole della zona termale. Infatti, Contrada Coniglio si trova a due passi dalla Sila (Trepidò sulle rive del
lago Ampollino) e a pochi chilometri dall'area marina di Crotone, Capo Rizzuto e Le Castella. Questa posizione geografica potrebbe favorire il turismo sia montano che marittimo. Inoltre, la zona termale è circondata da monumenti ricchi di storia e reperti archeologici, come la colonna di Hera Lacinia a Crotone, il Castello aragonese a Le Castella, il Castello di Santa Severina etc.
Insomma, la zona termale si trova al centro di un'area geografica davvero favorevole per un reale sviluppo turistico in prospettiva ologrammatica.

Rischi

In questi giorni di "Io resto a casa", la grammatica di questa situazione, assimilabile ad uno stato di guerra, privilegia il tempo futuro. Per dirla con S. Agostino, il tempo interiore si coniuga al "presente del futuro" trascinando i momenti in una primavera di significati che ci spinge verso la riflessione. Riflessione utile a capitalizzare questa terribile esperienza per cercare di evitare rischi futuri per la realizzazione del progetto monitorato. Il rischio maggiore relativo a questo progetto è che si possa ripetere quel copione reiterato di interruzioni, ricorsi, opposizioni. Sicuramente l'antidoto a ciò è una comunicazione trasparente e dialogica che dia diritto di cittadinanza a tutte le forze in campo per lavorare in sinergia. Parafrasando l'espressione di San Paolo "Amor omnia vincit" possiamo affermare che l'unione tutto vince. Solo con l'ascolto e la condivisione è possibile superare il rischio di frammentazione per operare in rete e dare impulso ad una economia sistemica. Un altro rischio che si potrebbe paventare, è quello di riproporre la stessa immagine del progetto. Pertanto, occorre rimodularne il look per acquisire maggiore credibilità presso gli stakeholder che, dalle interviste somministrate, appaiono scettici riguardo ad un esito positivo del progetto. Un nuovo look fornirà la possibilità di allargare la forbice delle opportunità di fruizione delle tanto sospirate terme.
Una grande lezione su come evitare una seconda defaillance del progetto "Terme Magna Grecia" ci viene dalla letteratura italiana e in particolare l'opera di G. Rodari: "C'era due volte il barone Lamberto". È una metafora di come si possa vivere due volte la stessa esperienza, ripartendo dalle ceneri. L' intera narrazione si dipana intorno al tentativo messo in atto dal barone 94enne di evitare un ormai inevitabile trapasso. Lamberto trova la soluzione al suo problema in una leggenda che suggerisce la ripetizione del nome di Lamberto da parte di chi gli sta intorno. Ed infatti il percorso di vita di Lamberto si capovolge: da vecchio 94enne torna ad essere un bambino di 13 anni. Potrebbe essere il caso del progetto di Ponte Coniglio: da vecchio, stantio e irrealizzato potrebbe rinascere, come Lamberto, a vita nuova...tenendo i riflettori accesi su di esso presso la pubblica opinione, reclamandolo a gran voce tutti insieme ...e forse presto vedrà la luce!

Soluzioni e Idee

La lezione che ci viene da questi giorni di isolamento è quella di guardare al futuro del progetto Terme Magna Grecia con occhi di speranza per una conclusione proattiva. "Spes ultima dea" suggeriva Ugo Foscolo nell'opera I Sepolcri riferendosi al mito greco della dea speranza che resta tra gli uomini a consolarli anche quando tutti gli altri dei abbandonano la terra per ritornare all'Olimpo. Nel segno della speranza e della positività il team Waters on fire vuole inseguire soluzioni affinché le agognate terme possano vedere la luce. In primis, la chiave di risoluzione per un esito positivo del progetto potrebbe scaturire dalle riforme legislative: la Legge costituzionale 3/2001 ha riformato il Titolo V della Costituzione, tra cui l'art. 118 che ha introdotto il principio di sussidiarietà e così recita: "Stato, regioni, Enti Locali favoriscono l'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà". Questo principio stabilisce che le funzioni pubbliche siano svolte dal livello più vicino ai cittadini, lasciando allo Stato la possibilità di intervenire solo quando i privati o le formazioni sociali non riescono a realizzare gli obiettivi che gli sono propri. La sussidiarietà è l'unica chiave che entra nella serratura dell’agognata Spa di Ponte Coniglio. Infatti, i privati cittadini, sulla base di questo principio, sono deputati a realizzare il progetto in quanto più vicini ai problemi contingenti ed in grado quindi di trovare escamotage e soluzioni ad hoc. E proprio in quest’ottica, la realizzazione del progetto è stata affidata alla Ditta privata Baffa che, essendo in loco, conosce bisogni e criticità rilevate, per cui potrà trovare nuove vie d'uscita per le problematiche verificatesi nelle passate gestioni. In virtù di questo paradigma ordinatore che è la sussidiarietà, noi del team Waters on fire vediamo già realizzata la Spa Magna Grecia.
Il profeta biblico Gioele diceva: "Gli anziani sognano, i giovani hanno le visioni". Sì, noi ragazzi di Waters on fire abbiamo la visione di una Spa trasparente che non cede alle logiche del profitto a tutti i costi, ma la cui priorità è il benessere e la salute dei suoi utenti. In questi giorni stiamo apprezzando il valore della salute che quando si perde porta sofferenza, morte e tragedie. Ora capiamo l'importanza dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile proposti dall'Agenda 2030. In particolare, l'obiettivo 3 recita: "Assicurare salute e benessere a tutti i cittadini". La nostra visione oggi è una Spa trasparente che si occupi e preoccupi della salute e del benessere dei suoi utenti, una Spa verde oasi di sviluppo sostenibile. Essa sarà attenta alla sostenibilità ambientale se saprà rispettare i canoni per evitare l'inquinamento e provvedere ai bisogni non solo delle presenti generazioni ma anche di quelle future.
Una Spa che persegua obiettivi di trasparenza seguirà la normativa anticorruzione (Legge 90/2012) che propone lo strumento della rendicontazione sociale come modalità per comunicare agli stakeholders il bilancio sociale di ogni gestione economico-finanziaria. Sulla scorta di questa normativa, la Spa dovrà rendicontare tutte le operazioni finanziarie della sua gestione pubblicizzandole sul suo sito web. Ciò consentirà a tutti gli stakeholder di rendersi conto di come viene speso il denaro pubblico. È questo l'iter per sconfiggere il virus della corruzione. Parafrasando un verso dell'Inferno di Dante possiamo affermare: "Per te, rendicontazione sociale, si va verso una trasparente Spa!".
Inoltre, si dovrà evitare una visione medioevale del proprio mondo arroccato in un castello per aprirsi alle alleanze di rete, ad una visione sistemica. La nostra Spa può essere assimilata ad un’organizzazione complessa, di tipo sistemico, costituita da un insieme di risorse umane e strumentali in interazione dinamica tra loro e rispetto al mondo esterno, finalizzate ciascuna al raggiungimento dell'obiettivo comune: l'utilizzo funzionale delle acque solfo-bromo-iodiche di Ponte Coniglio. Applicando la Teoria dei sistemi di Von Bertalanffy alla Spa, possiamo dire che è un sistema aperto che interagisce con l'ambiente esterno, il territorio, linfa vitale per la comprensione del contesto di riferimento e, in particolare, dei bisogni dell'utenza.
Le acque solfo-bromo-iodiche presenti nell'area sono una vera e propria risorsa, in quanto sono uniche per caratteristiche sanitarie nella provincia. In termini di prospettive, le terme Magna Grecia potrebbero dare un forte impulso allo sviluppo economico e turistico calabrese, soprattutto se realizzate in chiave sistemica, in rete con i settori enogastronomico, sportivo, ludico-ricreativo, sanitario e botanico. È importante creare sinergie e superare la visione di un turismo frammentato e di nicchia, se si vuole che le terme Magna Grecia diventino attrattive e soprattutto una leva strategica per l’economia del territorio. Un’idea potrebbe essere quella di formare un consorzio di operatori economici con una visione manageriale dell’offerta turistica per dare impulso ad un territorio unico che potrebbe coniugare la salute e il benessere alle bellezze naturali e alla cultura.
Occorre, inoltre, porre in essere collegamenti serrati affinché tutte le strutture del progetto siano ben connesse, per evitare dispersione di risorse o, peggio ancora, altri fallimenti.
Non meno importante è anche che ci sia a monte un cambio del precedente registro comunicativo per tutelare il diritto dei cittadini ad avere un feedback rispetto all'avanzamento dei lavori, operando in trasparenza e cercando forme di coesione sociale. Occorre trovare modalità nuove per tenere sotto controllo processi ed esiti.
I vari sottosistemi del progetto dovrebbero essere coordinati attraverso una leadership visionaria come suggerisce Daniel Goleman nella sua opera "Essere leader". Leadership implica la capacità di condurre un team verso una meta, facendo intravedere un progetto a lungo termine (vision) e indicando la strada da percorrere (mission). Nello specifico del progetto Magna Grecia, siamo convinti che dovrà essere gestito da una forma di leadership distribuita secondo il modello di Spillane e Diamond. Tale modello propende per la condivisione delle responsabilità, l'articolazione dei ruoli di decisione in senso sia orizzontale che verticale. L'idea è quella di una squadra al comando che collabora per definire e condividere finalità ed obiettivi, concertare interventi. Secondo Spillane e Diamond, vanno valorizzate le esperienze di tutti i collaboratori interni ed esterni al progetto. Ognuno può essere leader e fornire azioni efficaci alla sua realizzazione.
Per evitare che si possa combattere contro i mulini a vento di Don Quijote, bisognerà porre la zona termale in sicurezza, mettendo in atto la normativa di riferimento, il Testo unico in materia di salute e sicurezza (Decreto legislativo 81/2008) che focalizza l'attenzione soprattutto sulla prevenzione dei rischi e il controllo delle strategie messe in atto. In passato, i lavori delle terme di Ponte Coniglio sono stati bloccati anche per questioni di sicurezza (rischio esondazione fiume Neto e scarsa qualità dei materiali utilizzati). È prioritaria quindi la prevenzione, eliminando ogni criticità geofisica della zona. Insomma, le acque solfo-bromo-iodiche di Ponte Coniglio sono una magnifica risorsa che, prendendo a prestito una frase del Foscolo, "ad egregie cose il forte animo accendono" e forniscono forti motivazioni per una imminente realizzazione!

L'INDAGINE

Come sono state raccolte le informazioni?

  • Raccolta di informazioni via web
  • Visita diretta documentata da foto e video
  • Intervista con i soggetti che hanno programmato l'intervento (soggetto programmatore)
  • Intervista con gli utenti/beneficiari dell'intervento
  • Intervista con altre tipologie di persone
  • Intervista con i referenti politici

Sono stati intervistati:
-dott. Nicola Belcastro, sindaco di Cotronei
-ing. Antonio Urso, Responsabile area comune di Cotronei
-dott. Santino Altimari, ex sindaco di Cotronei
-cittadini di Cotronei

Domande principali

1. Dalle nostre indagini abbiamo potuto capire che negli anni ’80 l’area era molto frequentata. Addirittura partivano pullman con intere famiglie da tutti i comuni della provincia per fruire quest'acqua sulfurea dalle importanti proprietà curative. Che cosa è successo, poi, per cui oggi l’area è completamente abbandonata? Ci aiuti a ricostruire meglio la storia delle terme Magna Grecia. (Nicola Belcastro - sindaco di Cotronei) 2. Ci chiarisce più in dettaglio la situazione attuale, l’entità del finanziamento e le condizioni di affidamento all’impresa appaltatrice? (Antonio Urso - Responsabile aria comune di Cotronei)

Risposte principali

1. La sua domanda ha fotografato la realtà. Quella era un'area, forse ancor prima degli anni 80, particolarmente fruita da molte persone della zona, proprio per le proprietà curative e terapeutiche dell'acqua e non solo dell'acqua, anche dei fanghi. Anche se su questo bisogna fare una leggera distinzione: le terme che sono in località Bruciarello, vale a dire nel comune di Caccuri, sono prevalentemente per l’utilizzazione dei fanghi, le terme del territorio di Cotronei, vale a dire a Ponte Coniglio, sono prevalentemente acqua e, nello specifico, sono acque con caratteristiche solfo-bromo-iodiche. Successivamente alla realizzazione di una serie di baraccamenti, dove venivano svolte delle attività minimali di carattere termale, sono stati fatti dei progetti e realizzate delle costruzioni, ma le vicende di carattere giudiziario che hanno da sempre interessato l’area ne hanno impedito la piena realizzazione. Nel 1980 si realizza, infatti, il primo stabilimento termale di circa 300 metri che ha funzionato per qualche anno gestito da una cooperativa, nel quale era possibile fare inalazioni, bagni e quant'altro. Successivamente con la L. 64/1986 si ottiene un finanziamento regionale di circa 6 miliardi e mezzo di vecchie lire per realizzare un’altra struttura più imponente in ferro, ben visibile percorrendo la strada per Cotronei, che doveva essere una prima parte di una moderna area termale. Sono quindi iniziate le attività di costruzione, ma da verifiche effettuate in sede di collaudo ci si è resi conto che i materiali utilizzati non erano conformi. Di conseguenza sono stati sospesi i lavori, perché quell'immobile non poteva essere utilizzato per finalità di carattere pubblico e, pertanto, neanche per le terme e per attività di carattere più generale. Sulla base di questo è nato un contenzioso. Poi, la burocrazia da una parte e la giustizia dall'altra hanno allungato ulteriormente i tempi. Oggi siamo di fronte ad una situazione in cui è stato realizzato ed appaltato un nuovo progetto. La ditta vincitrice è un consorzio tra la Baffa Costruzioni Generali e Baffa servizi sanitari, per cui tra la SADEL e l’ASB e pertanto siamo prossimi alla consegna dei lavori. Tuttavia, nel corso degli anni è nato un ulteriore vincolo che ha riguardato quell'aria, vale a dire, dato che la zona è vicina al fiume Neto, devono essere fatte tutta una serie di opere di protezione per evitare che questo possa eventualmente inondare quell'aria. Si dovrebbe dunque ampliare la scogliera, che già è stata realizzata in parte, per formare una sorta di muro di protezione in modo tale che, nel caso sciagurato ci dovesse essere un’inondazione, le terme non vengano inondate dalle acque del fiume Neto.
2. In Italia i lavori pubblici vengono affidati generalmente con il sistema del massimo ribasso: si partecipa in maniera segreta con delle buste in cui le ditte fanno delle offerte e il lavoro se lo aggiudica chi ha applicato il massimo ribasso. Questo permette di risparmiare dei soldi, però di contro c'è l’incombenza di dover controllare il lavoro, perché la ditta fa di tutto per poter risparmiare sull'esecuzione. Per la realizzazione di questo primo lotto delle Terme Magna Grecia abbiamo, quindi, deciso di utilizzare la formula dell’appalto in concessione. Questo prevede che il privato realizzi il progetto preliminare, metta una parte del suo capitale e gestisca la struttura per 25 anni. Quindi, la ditta è interessata a fare un bel progetto, che utilizza una parte di fondi pubblici e una parte di capitale privato, perché quelle opere saranno da loro gestite e dovranno essere funzionanti per 25 anni.
Nello specifico, la gara è stata fatta a fine 2015, siamo riusciti ad espletarla nel 2017 e il contratto lo abbiamo sottoscritto nel 2019. Sono passati quindi cinque anni, perché durante la gara sono nate delle problematiche. Intanto hanno partecipato solo due ditte: un gruppo di imprenditori di Cotronei e un gruppo di imprenditori di Cosenza. E’ accaduto, però, che una delle ditte partecipanti è stata indagata per infiltrazione mafiosa, per cui è stata interdetta dalla gara. Oltre a questo, due mesi dopo la scadenza della gara, una nota della regione Calabria, dietro pressione di un consigliere di minoranza, emette un provvedimento di sospensione dell’autorizzazione di edificabilità dell’area, rilasciata precedentemente dall’ABR. Questa nota ci coglie di sorpresa perché noi stavamo realizzando altre opere con un finanziamento del 2012: la passeggiata, il giardino, la raccolta delle acque, il livellamento e altri interventi di sistemazione esterna. Inizia così un andirivieni dalla Regione e, nonostante il TAR ci abbia dato ragione, noi abbiamo recepito queste prescrizioni e stiamo avviando gli opportuni interventi per rendere l’area sicura. Ad oggi abbiamo ottenuto tutti i nulla osta necessari per rendere il progetto cantierabile. In questo momento stiamo realizzando gli ultimi interventi e a breve sarà aperto il cantiere.