REPORT DI MONITORAGGIO CIVICO
Restyling 3.0 Salutis Mater

Inviato il 15/04/2017 | di Salutis Mater

Descrizione

II Santuario della Madonna della Salute, in piazza Monteoliveto, uno dei gioielli della città vecchia dove si affacciano la casa natale di Giovanni Paisiello e l’antica chiesetta di sant’ Andrea degli armeni è il luogo che più degli altri ha suscitato in noi interesse e curiosità, per lo sviluppo del nostro Progetto di “A Scuola di Open Coesione”. Molto probabilmente a contribuirne è stata la posizione della chiesa, in una parte di Taranto che, se da un lato affascina per il suo patrimonio storico, dall’altro trasmette ai visitatori e agli abitanti tristezza per la presenza del forte degrado.Nasce così il progetto Salutis Mater Restyling 3.0, un percorso che vede impegnati alunni di più classi delle sedi di Taranto e Grottaglie del Liceo Artistico “V. Calò”. Seppur collocati su sedi differenti, gradualmente siamo riusciti a essere coesi nello sviluppo del percorso aiutati dalla condivisione della piattaforma di OpenCoesione., dalle pillole e dai webinar cui i nostri insegnanti hanno partecipato.La finalità che ci siamo posti è stata quella di attivare, attraverso percorsi di ricerca, interesse per il nostro patrimonio artistico, ponendoci come obiettivi: restituire al Santuario la sua importanza storica, liberandolo dalla rovina e dall’oblio, promuovere con il turismo la ripresa socioeconomica di una parte di Taranto poco curata e tutelata dalla Amministrazione Comunale e dalla collettività cittadina. Il percorso di ricerca inizia con la lettura degli open data, documenti che se hanno risposto solo in parte alle domande che inizialmente in sede progetto ci eravamo posti, dall’altro sono stati indicatori per la conoscenza dei diversi aspetti della realtà del territorio Ionico, per quel che riguarda soprattutto la situazione socio-economica, tema a noi del tutto sconosciuto. Tutti gli indicatori rilevati sono stati confermati ed integrati con ulteriori approfondimenti dalle notizie apprese durante l’intervista a Don Francesco Simone, tenutasi presso la sede dell’Arcivescovado di Taranto. Dalla raccolta dei dati acquisiti è emerso che la Curia ha faticato non poco per inserire i beni di sua proprietà nella politica di coesione della Comunità Europea. Dalla consultazione dei dati ISTAT è emerso inoltre che il tessuto sociale di appartenenza, essendo fortemente degradato, impedisce al momento di disegnare un percorso tale che possa fare da volano per un adeguato sviluppo nel settore turistico. Sempre nell’intervista siamo venuti a conoscenza del numero di interventi di recupero, di edifici di proprietà della Curia di Taranto, i cui progetti sono stati finanziati dalla Comunità Europea attraverso le Politiche di Coesione. Abbiamo scoperto che questi interventi rientrano in un disegno complessivo di riqualificazione della “Città Vecchia”. Altra rilevazione dei dati è stata acquisita in occasione della giornata dedicata all’OPEN DATA DAY. Tra gli ospiti l’architetto Augusto Ressa responsabile della Sovrintendenza dei beni artistici e l’ingegnere Tonti Laura del gruppo Start, progettisti del restauro, che, sollecitati dalle nostre domande, hanno dato ulteriori informazioni sullo stato dei lavori. Il nostro lavorò di ricerca continuerà con lo studio dei dati e con le visite sul luogo, per apprendere ulteriori informazioni sul sito, necessari alla narrazione finale del progetto.

Avanzamento

Dall’articolo pubblicato su Nuovo Dialogo del 3 marzo 2017 viene riportato dal giornalista Angelo Diofano che i lavori di restauro del Santuario sono cominciati da qualche mese a cura dell’impresa Carratta di Aradeo della Prov di Lecce, grazie ai fondi stanziati dalla Regione Puglia, per circa un milione e duecentomila euro che renderanno possibili la risistemazione dell’intera facciata, il consolidamento degli interni, il restauro degli stucchi e delle opere d’arte contenutevi, il rifacimento dei pavimenti e l’istallazione di un moderno impianto d’illuminazione denominato “spettacolarizzazione della luce”.Dall’intervista effettuata all’ingegnere Tonti, in occasione dell’OPEN DATA DAY è stato così spiegato agli alunni l’iter finanziario: «Il cantiere per il restauro e il consolidamento del sito è stato avviato (da qualche mese, ndr). La richiesta iniziale era di 1.300.000 euro. Richiesta scesa a 850.000 euro con il ribasso d’asta, in fase di gara. Il primo acconto erogato corrisponde al 35% del totale richiesto dalla ditta vincitrice d’appalto. Quindi, quello 0% riportata sul sito www opencoesione.gov verrà presto aggiornato».

Risultati

Del progetto se pur concluso per quel che riguarda la scheda finanziaria, rimangono ancora dei punti ancora da chiarire. Dalle risposte ricevute dall’architetto Augusto Ressa, infatti è emerso che difficilmente i finanziamenti previsti per i progetti possano essere sufficienti al completamento degli interventi di restauro.Durante l’esecuzione dei lavori si possono verificare imprevisti dovuti allo stato del pavimento, del soffitto, o peggio ancora di parti di affreschi nascosti dagli intonaci che una volta asportati potrebbero apparire e pertanto decidere di restaurare.Ad avvalorare l’osservazione dell’architetto Augusto Ressa è stato l’intervento dell’ingegnere Tonti che ha illustrato esempi di situazioni in cui i finanziamenti previsti per il restauro di siti antichi non sono stati sufficienti per il completamento degli interventi, conclude augurandosi che tali inconvenienti non si verifichino durante la ristrutturazione del Santuario.

Punti di debolezza

Familiarizzazione con nuovi strumenti informatici da utilizzare in breve tempo.Tempi ristretti di consegna degli homework.Gestione della classe virtuale 3.0.

Punti di forza

Modalità innovativa di ricerca: uscite per sopralluoghi, consultazione dei dati.Potenziamento degli strumenti informatici: pc, lim, tablet, skype, software e ambienti di collaborazione.Studio di un luogo da più punti di vista disciplinari.Uso degli open data.Raccolta ed elaborazione dei dati.

Rischi

Il Santuario è situato in un contesto territoriale svantaggiato sul piano socio-economico e, pertanto, in stato di abbandono e degrado.La collocazione del sito è decentrata rispetto agli itinerari turistici.In futuro, il Santuario potrebbe essere ancora soggetto a situazioni di abbandono, dovute all'incertezza sulle future valorizzazione e fruizione del sito.In considerazione dei fattori di rischio già descritti, e dai dati acquisiti all'attuale avanzamento dei lavori, paventiamo che l'intervento progettuale in atto risulti, nell'insieme, sottodimensionato rispetto alle reali necessità.

Soluzioni e Idee

Una soluzione per poter superare il problema del degrado del luogo in cui il Santuario si colloca è realizzare una sinergica collaborazione tra l’Amministrazione di Taranto e la Curia, per garantire una maggiore tutela dei siti antichi, collocati in una parte della città che andrebbe ulteriormente rivalutata per il patrimonio artistico che possiede.

L'INDAGINE

Come sono state raccolte le informazioni?

  • Raccolta di informazioni via web
  • Visita diretta documentata da foto e video
  • Intervista con gli utenti/beneficiari dell'intervento
  • Intervista con altre tipologie di persone
  • Intervista con i soggetti che hanno o stanno attuando l'intervento (attuatore o realizzatore)

Don Francesco Simone (direttore dei beni culturali ecclesiastici)
Arch. Augusto Ressa (funzionario architetto della Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto)
Ing. Laura Tonti (direzione lavori, Studio Associato START di Taranto)

Domande principali

Abbiamo chiesto a Don Francesco Simone:
Potrebbe darci qualche informazione in più sulla storia del Santuario con notizie sulle opere pittoriche e scultoree, presenti nella struttura?

Abbiamo chiesto a Augusto Ressa:
Qual è il ruolo della soprintendenza in questo intervento di restauro?

Abbiamo chiesto a Laura Tonti:
Quali soluzioni tecniche sono state adottate per l’intervento di restauro?

Risposte principali

Don Francesco Simone (direttore dei beni culturali ecclesiastici)
"È importante sapere che il Santuario è l’unica struttura a croce greca del centro storico di Taranto, ed è questo uno dei tanti motivi che rendono il luogo unico da un punto di vista storico e architettonico.
Il Santuario è chiuso da circa venticinque anni al culto, a causa di “dissesti statici”, provocati dalla caduta di un fulmine che, durante il temporale danneggiò la cupola.
Molto probabilmente, la costruzione è del 1763. La facciata richiama l’architettura barocco-gesuitica, presente anche nella chiesa del Gesù di Roma ed anche nella chiesa San Francesco De Geronimo in Grottaglie.
Alla chiesa è annesso il collegio, struttura del 1600, sede del seminario, luogo in cui si formò il Santo patrono della città di Grottaglie: San Francesco De Geronimo, che nel 1664 ricevette gli ordini minori, il suddiaconato, ed il diaconato.
Nel 1773 con la cacciata dei Gesuiti da parte di Clemente XVI gli ordini furono acquisiti dai padri olivetani. Così il complesso prese il nome di Monteoliveto, in uso ancor oggi. Quell’ordine rimase fino al 1808, quando fu soppresso per le leggi napoleoniche.
Con il concordato tra Santa Sede e il re di Napoli nel 1822 ci fu il passaggio ai Domenicani, i quali sopra il portale della chiesa apposero lo stemma ancora visibile: un cane che regge con i denti una fiaccola, sovrastati da rami incrociati di olivo e di palma.
Fino al 1861 restarono i Domenicani, successivamente furono soppressi tutti gli ordini religiosi.
Il convento fu utilizzato prima come tribunale e poi come ufficio postale.
Nel 1879 dal Demanio fu concessa alla Confraternita del Rosario.
Quest’ultima la mantenne fino al 1923, quando la cedette alla curia. L’arcivescovo Orazio Mazzella nell’aprile del 1924 fece in modo che la chiesa ritornasse ai Gesuiti e nel 1936 l’arcivescovo Ferdinando Bernardi la elevò a Santuario, in quanto conserva l’icona della Madonna della Salute, avuta in dono dal padre generale dei Gesuiti."Interessanti
sono all’interno del Santuario gli affreschi concentrati sulla cupola a cielo
stellato, il cui autore ancora oggi risulta ignoto.La
struttura è poggiata su quattro pennacchi su cui appaiono le immagini dei
quattro evangelisti, dipinti da P. P. Salinaro. In particolare, l’evangelista
San Luca volge lo sguardo verso la Madonna.Molto
probabilmente sul presbiterio del Santuario ci sarebbero dovute essere due tele
di ignoto autore del 1600, raffiguranti la “Pietà” e “San Nicola di Bari” e
attualmente conservate in Arcivescovado.Nella
chiesa originariamente c’erano tre tele di De Matteis, pittore della scuola
napoletana, e conservate oggi dai Gesuiti presso la sede di Grottaglie.All’interno
del Santuario sono state trovate diverse opere scultoree: la statua di San
Luigi Gonzaga, patrono degli studenti, infatti Luigi Gonzaga è raffigurato mentre
abbraccia un bambino, un crocifisso in cartapesta, la statua di San Giuseppe,
la statua di Sant’Anna. All’interno della chiesa erano presenti due immagini
sacre una dedicata a Sant’Ignazio di
Loyola, fondatore dei Gesuiti e l’immagine di San Francesco De Geronimo che
impugna il crocifisso, entrambi di ignoti autori.Suggestiva
è l’icona della Madonna della Salute. Il dipinto su tela era posto sull’altare,
ed è una copia del dipinto venerato a Roma in Santa Maria Maggiore.Particolari
del quadro sono: la tunica rossa e il manto azzurro, sulla cui parte destra è
riportata una stella, gli indumenti indossati dalla Madonna sono impreziositi con i decori in oro.Il
bambino, posizionato in braccio alla Madonna, con la mano destra benedice,
mentre con la sinistra regge un libro. Ai lati della Vergine sono riportate le
scritte a professione di fede M^P (MADRE) e E^Y(DIO)In
occasione della consacrazione della città a Maria avvenuta il 3 maggio del
1936, furono montati sul dipinto i monili e le corone che la resero un’opera
ancora più preziosa e di valore.Arch. Augusto Ressa (funzionario architetto della Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto)
"Prima di rispondere nel merito, devo spiegarvi cosa è la Soprintendenza. È un ente che si occupa della tutela dei beni culturali. La Soprintendenza oggi è in evidenti difficoltà nel ruolo di tutela per il recupero del patrimonio artistico, soprattutto da quando con il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, si è portato avanti nel 2016 la riforma del MIBACT (Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo,) con la finalità di ridisegnare geograficamente le sedi dell’Ente, accorpandole per competenze.
In tal modo si è ottenuta la riduzione delle sedi, a cominciare dalla “Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bari”, con sede a Bari. E ancora: la “Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per province di Barletta-Andria-Trani e Foggia, con sede a Foggia" e infine l’omologa per le province Brindisi, Lecce e Taranto, con sede a Lecce.
Insomma la sede di Taranto è stata accorpata…
Si sperava che la riduzione dei presidi di tutela semplificasse il rapporto tra cittadini e le amministrazione e migliorasse l’organizzazione nei servizi per gli stessi cittadini e le imprese, riducendo tempi e costi burocratici.
Pertanto con tale progetto si è realizzata la distribuzione ottenendo: 41 presidi e 39 soprintendenze più due Soprintendneze speciali: Colosseo e Pompei.
La ridefinizione delle sedi è stata stilata, nel rispetto del numero di abitanti, della consistenza del patrimonio culturale e della dimensione dei territori.
Tutto questo in realtà non ha portato ai risultati che si sperava di poter ottenere.
La sede unica ha comportato una serie di situazioni problematiche di natura burocratica e finanziaria, soprattutto, per quel che riguarda la divisione dei fondi, stabiliti per i diversi progetti di restauro.
Nel caso specifico l’Ente, solo in riferimento all’art.21 del D.L. n.42 /2004 ha potuto approvare il progetto di restauro del Santuario della Madonna della Salute, ritenendolo valido e completo.
Tuttavia bisogna tener presente che in corso d’opera le risorse economiche stabilite nella scheda finanziaria iniziale, possono risultare insufficienti, a seconda delle problematiche che si possono incontrare nel corso del restauro.
Vi posso descrivere in dettaglio specifici interventi di consolidamento e ristrutturazione che, nel tempo, sono stati interrotti e non portati a compimento.
Mi auguro tuttavia, che questo non accada per il Santuario, un luogo che se ristrutturato potrebbe contribuire al rilancio culturale, sociale ed economico di una parte della “città vecchia” che mai dovrebbe essere abbandonata e trascurata per l’importanza storica che ha sempre avuto nel tempo."

Ing. Laura Tonti (direzione lavori, Studio Associato START di Taranto)
"Vi rispondo illustrandovi le slide e i rilievi cartografici, per descrivere lo stato iniziale del manufatto architettonico e gli interventi previsti e in corso d’opera per mettere in stato di sicurezza la struttura…
L’obiettivo del gruppo che segue i lavori è quello di restituire al luogo quella stessa luminosità alle parti e alla meravigliosa cupola, mediante il ripristino delle stesse cromie di cui godeva all’origine.
Lesioni di una certa importanza sono state riscontrate in corrispondenza della cupola, che hanno procurato infiltrazione di acqua compromettendo nell’insieme tutto lo stato della struttura.
Per le soluzioni relative alla struttura e agli affreschi ritengo di non poter riportare con certezza tutti gli interventi che verranno effettuati, in quanto potranno esserci variazioni in fase d’avanzamento."