REPORT DI MONITORAGGIO CIVICO
LAVORI DI COMPLETAMENTO E RAZIONALIZZAZIONE DEL PORTO DI ALGHERO, COMPRENDENTI ESCAVO AVAMPORTO, BANCHINAMENTI E PIAZZALI.

Inviato il 15/04/2017 | di Janna De Mare

Descrizione

Il
progetto è intitolato “Lavori di completamento e razionalizzazione
del porto di Alghero”; lavori consistenti nell'escavo, avamporto,
nella realizzazione dei banchinamenti e piazzali. Attualmente le
grandi navi, non potendo ormeggiare a causa del basso fondale, sono
costrette a fermarsi in acque più profonde e a ricorrere ai tender
per permettere ai passeggeri di raggiungere la città. Si comprende
facilmente che un ampliamento del porto comporterebbe un maggior
afflusso di turisti che porterebbe ad un beneficio per gli
imprenditori locali e una conseguente crescita commerciale, una
maggiore visibilità sul piano internazionale che garantirebbe ampi
margini di sviluppo del settore e molti posti di lavoro.Nel 2005 l'
assessore regionale propose ed approvò un progetto di banchinamento
in legno di 440 mq, e allo stesso tempo chiese al comune di Alghero
di predisporre un piano particolareggiato del porto come se fosse un
tutt'uno con il centro storico. La regione avrebbe poi trasformato il
progetto in piano particolareggiato, da approvarsi con il piano
regolatore del porto. Il progetto è stato ideato perché
fondamentalmente il porto di Alghero, è sia un porto commerciale che
un porto turistico. Nel 2009 il progetto fu affidato a due
progettisti che riuscirono a consegnare uno studio sul piano
particolareggiato del porto che prevedeva un'estensione del molo fino
al Lido di San Giovanni; ma poiché questa idea avrebbe creato delle
problematiche a livello balneare, il progetto non venne approvato,
anche perché la Regione non si era dotata di linee guida sui porti
turistici di interesse regionale. Nel 2011 il CIPE approvò il
banchinamento, ma i termini del relativo finanziamento del progetto
scadettero. Perciò il progetto nella sua formulazione originaria non
venne mai portato avanti, poiché non era tra gli interventi di
interesse regionale. Da lì i fondi del CIPE vennero convertiti in
fondi europei (POR FESR 2007-2013), passando da 3 milioni a 600 mila
per poi salire a 1 milione di euro. Per salvare l'opera la regione
ripropose la rimodulazione del progetto per adeguarlo alla nuova
dotazione finanziaria. Originariamente prevedeva sia la
pavimentazione del porto che il banchinamento; per effetto della
rimodulazione del progetto, sopra descritta, i lavori sono stati
ridotti e limitati al solo ampliamento della banchina attualmente
esistente. Sul sito di OpenCoesione, la cifra risulta essere 600 mila
poiché è antecedente alla delega. Pertanto all'amministrazione di
Alghero i 3 milioni non sono mai arrivati. La progettazione viene
divisa in tre livelli : 1. Livello preliminare; 2. Livello
definitivo; 3. Livello esecutivo. Attualmente risulta approvato il
solo livello di progettazione preliminare. Sono in corso le indagini
ed analisi geologiche che permetteranno la redazione dei successivi
livelli di progettazione.

Avanzamento

Il
progetto che stiamo monitorando non è più attivo su OpenCoesione.
Intanto l’Unione Europea impone che la gestione dei porti, come
tutte le aree demaniali, deve essere assegnata con apposito bando,
in quanto deve essere individuato un solo concessionario entro il
2020 (Direttiva Bolkestein). Nel frattempo, è entrato in vigore in
Italia il Codice degli appalti che permette ai privati di presentare
progetti di finanza agli enti pubblici. Di fatto, nel 2013 e nel
2015, sono stati presentati in Regione due distinti progetti di
finanza, rispettivamente dalla società “Marina di Alghero” e
“Consorzio del porto”, tendenti alla gestione del porto a fronte
di un investimento finanziario. La Regione si trova così a dover
decidere quali tra i due progetti sia di pubblico interesse. Qualora
uno di questi progetti venisse dichiarato di pubblica utilità dalla
Giunta Regionale non si dovrebbe aspettare il 2020 per avere un unico
soggetto gestore del porto.

Risultati

Il
progetto è in corso di attuazione. La speranza è che la regione
Sardegna si attivi affinché il porto possa offrire servizi migliori
e adeguati alla città con l'intento di incrementare il turismo e
renderlo principale fonte di guadagno.

Punti di debolezza

La
principale debolezza riscontrata può essere riassunta nelle
lungaggini procedurali che hanno determinato un importante
slittamento dei tempi di attuazione dell'intervento.

Punti di forza

Il
porto è uno dei principali punti di forza per il turismo algherese.
Per questo, a causa del periodo di crisi economica e di carenza di
tratte aeree che collegano la città con il resto d'Europa, il porto
dovrebbe rappresentare un incremento di nuovi posti di lavoro.

Rischi

La
perdita di finanziamento.

Soluzioni e Idee

Il
nostro obiettivo consiste nella realizzazione di un porto efficiente,
che assicuri servizi adeguati per avere la massima funzione.
Desideriamo inoltre che venga effettuato l'escavo, che permetterebbe
di utilizzare il molo di sovraflutto per il suo reale scopo:
l’ingresso nel porto di grandi navi, che garantirebbero posti di
lavoro e quindi ricchezza.

L'INDAGINE

Come sono state raccolte le informazioni?

  • Raccolta di informazioni via web
  • Visita diretta documentata da foto e video

Domande principali

Che
interventi permettono i fondi stanziati? (Crabuzza, Geometra RUP)

Quando
il Comune è stato delegato dalla RAS ad eseguire l'intervento?
(Bruno, Sindaco di Alghero)

Perché
il progetto da 3 milioni non è stato attuato? (Bruno, Sindaco di
Alghero)


Risposte principali


L'ipotesi
è quella di prolungare il banchinamento del molo di sovraflutto già
esistente per circa 90 m.



Il
Comune è stato delegato nel 2015, a seguito del ridimensionamento.



Il
progetto non è stato attuato perché per effetto della successione
delle amministrazioni regionali, non venne indicato fra gli interventi
d'interesse regionale ed è stato definanziato. Per salvare l'opera,
la Regione ha riproposto la rimodulazione del progetto per adeguarlo
alla dotazione finanziaria di 600.000 euro e successivamente a un
1.000.000 di euro, rispetto all'assegnazione originaria di 3.000.000
di euro.