REPORT DI MONITORAGGIO CIVICO
PROGETTO PRELIMINARE RELATIVO ALLA REALIZZAZIONE DI UN SISTEMA DI TELERISCALDAMENTO

Inviato il 15/04/2017 | di HOT TUBE

Descrizione

Il progetto preliminare
relativo alla realizzazione di un sistema di teleriscaldamento situato tra il comune
di Schio e di Santorso è funzionante dal 2014, fornisce acqua calda sia
all'ospedale Alto Vicentino di Santorso, sia al centro commerciale Campo Romano
- situato nella zona industriale - e ad altre sette utenze.

Grazie al posizionamento di
entrambe le principali strutture che ne usufruiscono (ambedue vicine al termovalorizzatore
di Schio), si può notare il tipo di copertura territoriale che questo impianto
possiede attualmente.
Il termovalorizzatore (nuovo nome dato all’inceneritore),
grazie al calore sprigionato dalla combustione dei rifiuti, surriscalda l'acqua
e permette il non utilizzo di gas metano.

Nonostante questo progetto
sia maggiormente ecosostenibile rispetto all’utilizzo di gas metano, non viene
sufficientemente valorizzato a causa degli altissimi costi iniziali e per il
fatto che l'acqua riscaldata non è accumulabile, ma sempre in movimento.
Inoltre, anche il termovalorizzatore, per
funzionare correttamente, non può essere in nessun caso spento.
I finanziamenti necessari per renderlo efficiente,
sono per lo più dovuti all'adeguamento delle camere di combustione per renderle
più capienti, permettendo così di contenere un maggior numero di rifiuti.

La rete
di teleriscaldamento permette la distribuzione dicalore,
sottoforma diacqua surriscaldata.
Il sistema è composto da duetubazioni coibentate e interrate sotto la
sede stradale: quella di andata (verso gli utenti) trasporta acqua
surriscaldata a 120°C circa, quella di ritorno (dagli utenti verso l'impianto
di termovalorizzazione) trasporta acqua alla temperatura di 60/70°C.

La
condotta di andata giunge alla centrale termica dell’utente: qui la caldaia
esistente viene disattivata e sostituita da una Sottostazione di Scambio
Termico che:

·
consente
all’acqua del teleriscaldamento di scaldare l’acqua dell’impianto di riscaldamento
dell’edificio dell’utente;

·
misura
il consumo effettivo di calore, analizzando la portata di acqua e la differenza
di temperatura tra andata e ritorno.

Il
sistema del teleriscaldamento rappresenta uncircuito chiuso:
l’acqua della rete e quella dell’impianto dell’utente, infatti, non entrano mai
in contatto, perché ciò che vienetrasferitoèsolo il
calore.

[Fonte: http://www.altovicentinoambiente.it/it/page_731.html]

Avanzamento

Il progetto è concluso e funzionante.

La Società Alto Vicentino Ambiente,
attuatrice del progetto, ha chiesto alFondo Europeo Di Sviluppo Regionale
(Fesr) poco meno di un milione di euro, di cui682.702,41 euro, come segnalato sul sito di Opencoesione.Dalla gazzetta ufficiale riportiamo i seguenti dati relativi all'aggiudicazione dell'appalto da parte di Fimet S.p.a., società ora fallita.SEZIONE III:
INFORMAZIONI DI CARATTERE
GIURIDICO, ECONOMICO,FINANZIARIO E TECNICO

Natura ed entità delle prestazioni
e caratteristiche generali dell'opera: "progettazione esecutiva
e realizzazione di
centrale termica, dorsale e reti di distribuzione di teleriscaldamento e di sottocentrali
di scambio termico"
importo a base
di gara Euro 4.019.998,84 comprensivo delle spese di
progettazione esecutiva pari a Euro
65.000,00 e degli oneri di sicurezza pari
a Euro 169.549,55 non soggetti a ribasso d'asta.https://goo.gl/GsbSU7

Risultati

Finanziato e costruito, l’impianto di
Teleriscaldamento ha avuto un valutazione più che positiva dai rappresentanti di Legambiente e da uno dei dirigenti AVA.

Questo nuovo impianto non è tutt'ora
attivo su vasta scala, perché con la crisi economica - partita dal 2008 - i
rifiuti per alimentare la camera di combustione sono diminuiti al punto tale da
non essere più sufficienti per supportare i necessari livelli di combustione.Costruito con finalità alquanto significative sia in termini di spesa economica,
sia di effetto sull’ambiente, l'impianto non renderà quanto previsto rispetto
all’iniziale progettazione, con la concreta possibilità di una sua dismissione,
a causa del possibile depotenziamento dell'Impianto di Termovalorizzazione di
Schio che dovrà necessariamente adeguarsi alle direttive europee.

Punti di debolezza

Spesa cospicua per il contribuenteUtilizzo esclusivo di sole 9 utenze e
non di gran parte della cittadinanza come in altre località (ad esempio
Brescia, Verona e Morbegno)

Punti di forza

Meno emissioni e consumi del 40%Delocalizzazione e controllo delle
emissioniBeneficio da parte dell'utenza
dell'ospedale Alto Vicentino e di altre 8 utenze come il centro commerciale
Campo Romano

Rischi

Uno dei
rischi futuri per il progetto di teleriscaldamento è di non riuscire a
rientrare nelle spese inziali, ad uno di questisi aggiunge l’effetto dei camion che ogni giorno vanno e vengono
dall’impianto, per trasportare sia i rifiuti sia gli additivi necessari
alla lavorazione e le scorie da essa derivanti. A ciò si aggiungono
le emissioni e la perdita di oltre 150 posti di lavoro in caso di chiusura
dell'impianto, come previsto in osservanza della normativa europea.

Soluzioni e Idee

Creare un sistema di riciclo come
quello esistente, ad esempio, nel territorio di TrevisoTrasferire i dipendenti dall'impianto
di incenerimento (150 circa) ad un eventuale impianto di ricicloInquinare meno con l'impianto di
ricicloAdottare questo tipo di impianto così i
cittadini sarebbero più propensi a questo sistemaRiuscire a far funzionare ed
espandere il teleriscaldamento tramite le fonderie della zona che mettono a
disposizione il calore da esse fornito

L'INDAGINE

Come sono state raccolte le informazioni?

  • Raccolta di informazioni via web
  • Intervista con altre tipologie di persone
  • Intervista con i soggetti che hanno o stanno attuando l'intervento (attuatore o realizzatore)
  • Intervista con i referenti politici

dott. Trentin - Alto Vicentino Ambientedott. Bevilacqua e dott. Baiocchi - Legambientedott.ssa Donà, assessore Comune di Schio -Sviluppo
economico - Economia della Montagna - Turismo - Ambiente - Energia - Innovazione

Domande principali

Domande a dott. Trentin Alto Vicentino Ambiente***Quali
modifiche verrebbero apportate alla rete domestica per usufruire del servizio?Voi come
società pubblicate open data? Se sì dove si possono trovare?Col passare
del tempo, si sono riscontrati problemi, imprevisti o complicazioni nel
funzionamento?***Domande rivolte a LegambienteLe
strutture che hanno già adottato questo sistema sono state soddisfatte della
scelta compiuta?Come
e quanto Legambiente è stata coinvolta in questo progetto?Se
ce ne sono quali possono essere le zone d’ombra di tutto ciò?***Domande rivolte ad assessore Comune di SchioQuali sono i dati che l'assessorato all'ambiente può fornirci in merito a questo progetto?Ma perché l'impianto di teleriscaldamento è stato costruito anche se le direttive europee richiedono la chiusura dei cosiddetti inceneritori?Possiamo ipotizzare che l'ospedale Alto Vicentino di Santorso sia una delle utenze dell'impianto di teleriscaldamento per giustificarne la realizzazione?

Risposte principali

dott. Trentin - Alto Vicentino AmbienteQuando nel corso dell’Open Data Day, svoltosi
nell’Aula Magna del nostro istituto, abbiamo presentato il progetto, il dottor
Trentin, uno dei dirigenti di AVA (Alto Vicentino Ambiente), ci ha illustrato
dati statistici riguardo al suo funzionamento. Nel confronto con il
responsabile, abbiamo avuto chiarimenti su quanto effettivamente è stato
investito. Dai dati di partenza ricavati da Opencoesione, l'investimento totale
del progetto di teleriscaldamento ammontava a 4,5 milioni di euro. Alla società
AVA è stato riconosciuto un investimento di poco meno di un milione di euro, di
cui 682 mila saldati. I rallentamenti dei lavori nell'attuazione sono stati
causati dal fallimento della ditta FIMET S.p.a. che, al tempo, si occupava
della realizzazione dell'impianto.***dott. Bevilacqua e dott. Baiocchi - LegambienteA questo punto volevamo sentire un parere diverso da
attuatori e programmatori, quindi ci siamo rivolti a due rappresentanti di
Legambiente (Paolo Bevilacqua e Lorenzo Baiocchi) le cui informazioni e dati ci
hanno dato un altro punto di vista. Riguardo al teleriscaldamento sono d'accordo. È un metodo sostenibile di fornire calore alle utenze
di ogni tipo. Il dubbio che avevano, e che hanno fatto venire anche a noi, è
che il progetto potrebbe essere stato realizzato per allungare la vita all'impianto
d'incenerimento, quando si sapeva che queste strutture, secondo direttiva
europea COM2014 0397final, sarebbero state destinate a essere chiuse perché l’UE
vuole una produzione di secco 0. Ci hanno detto che durante le riunioni di AVA, dove sono
coinvolti i rappresentanti dei 32 comuni coinvolti, per deliberare l'avvio del
progetto, l'allora presidente di AVA, ex sindaco di Valdagno, era disposto
persino a dimettersi, se il piano industriale non fosse stato approvato.







Inoltre sempre in queste riunioni dove l'allora
assessore all’ambiente di Schio, dott. Baiocchi partecipava in prima persona,
non era stato neanche messo in discussione il fatto che una fonderia privata
sempre nella zona industriale di Schio aveva dato disponibilità di usare il
calore delle fornaci per alimentare il teleriscaldamento. Alla fine di questi
incontri amministrativi, prima di far partire il progetto è stato necessario
potenziare la linea più vecchia dell'inceneritore.***dott.ssa Donà - assessore del Comune di SchioAbbiamo intervistato infine l'attuale assessora a Sviluppo
economico - Economia della Montagna - Turismo - Ambiente - Energia –
Innovazione del Comune di Schio che ci ha detto che durante le riunioni con AVA
fatte nel 2008, al ridosso della crisi, c'erano tutti i presupposti per
ammortizzare e rientrare nei costi in tempi ragionevoli, grazie al fatto che al
tempo l'inceneritore aveva molta richiesta di bruciare rifiuti. Successivamente,
però, a causa della crisi, dal 2008 i rifiuti son calati e si è partiti a
puntare maggiormente sul riciclo.

Tuttora sarebbe necessario rimodernare la seconda
linea che è allacciata al teleriscaldamento, ma i comuni membri di AVA non
vogliono finanziare il progetto perché allo stato attuale sarebbe un
investimento non redditizio.