REPORT DI MONITORAGGIO CIVICO
Progetto MaTeRiA

Inviato il 12/03/2018 | di Ultravision Team | @teamultravision

Descrizione

Il Progetto MaTeRiA è il risultato di un'iniziativa dell'Università della Calabria, in partnership con il Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Scienze Fisiche della Materia (CNISM) e con la collaborazione dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN). Ha la finalità di creare un centro servizio per lo sviluppo della tecnologia dei materiali, al fine di realizzare prototipi da immettere sul mercato, realizzando anche in Calabria la cosiddetta "industria 4.0". Al cuore del progetto - che si suddivide in tre livelli - sta l'idea di far lavorare in sinergia tutte le strutture scientifiche dell'ateneo, che si concentrano in un polo tecnologico interdipartimentale. In un hangar ubicato tra la Facoltà di Fisica e quella di Ingegneria è già istallata e funzionante la sorgente STAR, un acceleratore di particelle in grado di produrre raggi X innovativi, in quanto più "puliti" e più efficienti. La tecnologia di questo sincrotrone - secondo in Italia, dopo quello presente a Trieste - è la punta di diamante di un'opera di respiro internazionale che consente di contestualizzare il progetto nell'ambito dello Spazio Europeo della Ricerca. Infatti, il progetto è annoverato tra le 18 Infrastrutture di Ricerca strategiche (IR) nel Programma Nazionale per le Infrastrutture di Ricerca 2014-2020 e tra le 5 strutture regionali più avanzate, considerate fondamentali per lo sviluppo della Regione. Il controllo delle attrezzature acquisite grazie alla collaborazione con l'INFN è affidata al COGESTAR, un Comitato tecnico-scientifico di cui fa parte il professor Riccardo Barberi.

Avanzamento

Il progetto è concluso e l'inaugurazione della struttura è prevista per il mese di maggio 2018, quando sarà ultimato il capannone collegato all'hangar STAR, che dovrà
ospitare alcune strumentazioni per il momento allocate presso altri laboratori dell'Ateneo. Il termine dei lavori, durati in tutto 3 anni,
inizialmente era stato programmato per luglio 2015; il ritardo è stato causato da alcuni
impedimenti burocratici non imputabili all'ente attuatore, ma ad una
controversia di carattere amministrativo, risoltasi favorevolmente per
l'Unical, che ha anticipato una parte dei finanziamenti. Ciò non ha inficiato il raggiungimento degli obiettivi prefissati, ma ha condizionato le fasi di realizzazione dell'opera, che si è conclusa grazie agli sforzi di tutti i soggetti coinvolti. Dai dati presenti sul Opencoesione (aggiornati a febbraio 2017) e sul
portale del PON-REC si desume che i pagamenti, corrispondenti all'80% del
finanziamento totale e ammontanti a circa 15.000.000 di euro, sono stati
regolari. Si attende l'uscita di un prossimo bando PON (aprile 2018) per il
prosieguo dei lavori e dell'attività di ricerca, dal momento che il progetto, per il suo alto valore strategico a livello nazionale, presenta i requisiti di finanziabilità.

Risultati

Le prime applicazioni della sorgente STAR hanno riguardato diversi ambiti: da quello scientifico a quello dei beni culturali. Grazie alla tecnologia offerta dall'acceleratore di particelle è stato possibile, ad esempio, leggere alcuni papiri di Ercolano senza danneggiarli (gli studi sono stati condotti in Francia da un gruppo di lavoro internazionale, di cui hanno fatto parte i professori Formoso e Agostino). Di recente sono state condotte analisi sul rene policistico, di cui è stata fatta la mappa tridimensionale, e sono state esaminate delle statuette provenienti dagli scavi di Bucita (Reggio Calabria). Gli esperimenti ultimi, invece, hanno riguardato la tecnologia dei materiali e sono stati condotti su circuiti elettronici, sottoposti a shock elettrico.La sperimentazione proseguirà grazie ai fondi che saranno prossimamente stanziati con un secondo bando PON (marzo-aprile 2018), dal momento che l'infrastruttura presenta tutti i requisiti di finanziabilità.

Punti di debolezza

Gli impedimenti riscontrati nella realizzazione del progetto hanno riguardato, da una parte, l'aspetto amministrativo, con il conseguente ritardato avvio dei lavori, che tuttavia non ha inficiato la conclusione degli stessi in tempi record; dall'altro, si sono presentate difficoltà di natura puramente tecnica. La costruzione del monolite di 3000 mq sul quale sono state collocate strumentazioni altamente sensibili a qualsiasi vibrazione esterna e movimento terrestre, ha posto non pochi problemi pratici, che sono stati risolti con l'impegno di tutte le figure coinvolte, a partire dall'impresa edilizia appaltante che si è cimentata in un'opera unica nel suo genere.

Punti di forza

Uno dei punti di forza del progetto è la creazione di un polo scientifico in grado di attrarre verso l'Università della Calabria ricercatori provenienti non solo dall'Italia, ma anche dall'estero. Questo conferisce un respiro internazionale alla ricerca scientifica e tecnologica già, peraltro, avviata. Inoltre, il progetto, articolato su tre livelli, consentirà a tutti i laboratori scientifici dell'Università di lavorare in sinergia, con il conseguente potenziamento delle risorse acquisite e l'ampliamento delle possibilità di impiego per i tanti giovani e validi ricercatori che si formano presso l'Ateneo. Inoltre, a beneficiare dei risultati ottenuti non saranno solo gli istituti direttamente coinvolti, ma anche enti privati, come le imprese innovative o le strutture ospedaliere, che potranno usufruire delle strumentazioni per condurre ricerche e sperimentazioni in ambito medico. Il progetto, quindi, si configura come un volano per il decollo scientifico e tecnologico della Calabria e come un importante strumento di valorizzazione delle eccellenze locali, troppo spesso attratte dal mercato del lavoro internazionale.

Rischi

I rischi prevedibili riguardano, perlopiù, l'aspetto economico del progetto, in quanto al momento - secondo i dati raccolti - i finanziamenti reperiti non sono ancora sufficienti per coprire i costi di gestione della struttura e garantire stabilità al personale che continuerà ad operare nel polo tecnologico. Si auspica, pertanto, che da parte delle autorità competenti ci sia la ferma volontà di proseguire nel consolidamento dell'opera, considerate le potenzialità - già confermate dalle evidenze scientifiche - e le opportunità di sviluppo di un territorio economicamente depresso.

Soluzioni e Idee

Sarebbe utile, per la valorizzazione del progetto, una sua più
ampia divulgazione, che vada oltre l'ambito accademico e scientifico, per una
più incisiva ricaduta in termini di conoscenza dei risultati raggiunti e delle
opportunità offerte, dal momento che gli obiettivi ultimi sono il progresso
scientifico-tecnologico e lo sviluppo economico del territorio. A tal proposito
sarebbe altamente formativo far conoscere il polo tecnologico agli studenti
delle scuole superiori nell'ambito dei percorsi di orientamento in uscita.

L'INDAGINE

Come sono state raccolte le informazioni?

  • Raccolta di informazioni via web
  • Visita diretta documentata da foto e video
  • Intervista con gli utenti/beneficiari dell'intervento
  • Intervista con i soggetti che hanno o stanno attuando l'intervento (attuatore o realizzatore)

Durante la visita allo STAR Lab sono stati intervistati:il professor Riccardo Barberi, membro del COGESTAR (Comitato tecnico-scientifico di gestione del progetto) e Direttore del Dipartimento di Fisica;il professore Raffaele Giuseppe Agostino, docente di Fisica Sperimentale;il professore Vincenzo Formoso, docente di Fisica Sperimentale

Domande principali


Con quali finanziamenti è stato
possibile realizzare il Progetto MaTeRiA?
Quali strutture e strumentazioni
fanno parte del polo tecnologico?
Quali obiettivi si intendono
raggiungere?

Risposte principali

Per la realizzazione del progetto sono stati utilizzati
fonti di finanziamento diversificate: fondi PON (2007-2013 e 2014-2020), fondi
dell'Università della Calabria, fondi del Ministero per la Coesione
Territoriale (2011-2013).Nello
STAR Lab, oltre al sincrotrone, grazie al supporto tecnico dell'INFN, sono
state installate numerose strumentazioni avanzate, tra cui una
"stampante" 3D, capace di realizzare elementi meccanici di piccole e
medie dimensioni.L'obiettivo
principale è la costruzione di un polo tecnologico dove confluiscono strutture
che lavorano in sinergia, per realizzare la cosiddetta "industria
4.0". Si tratta, quindi, di lavorare su tutta la filiera della tecnologia
dei materiali, che parte dalla sperimentazione in laboratorio per arrivare alle
imprese innovative e ad altre strutture di ricerca - pubbliche e private -, non
solo in Calabria, ma in tutto in territorio nazionale.