REPORT DI MONITORAGGIO CIVICO
ESPERIENZA EMOZIONALE NEL PATRIMONIO CULTURALE CON OCCHIALI A VISIONE AUMENTATA - C.H.E.E.S.E. CULTURAL HERITAGE EMOTIONAL EXPERIENCE SEE-THROUGH EYEWEAR

Inviato il 13/03/2018 | di Eyes of Future

Descrizione

Il progetto C.H.E.E.S.E, il cui tema è "ricerca e innovazione", realizza una piattaforma informatica per facilitare la realizzazione di applicazioni intelligenti per occhiali e creare contenuti con interfaccia utente ottimizzata. Gli occhiali si serviranno della realtà aumentata per riconoscere e rappresentare immagini. La piattaforma è specializzata per la distribuzione delle informazioni dei beni culturali, di tipo monumentale e museale.Gli obiettivi sono quelli di valorizzare la ricerca per la competitività e la crescita economica e sostenere la diffusione e l’utilizzo di nuove tecnologie. Il finanziamento totale è stato concesso dall'Unione Europea all'università Vanvitelli di Caserta per un’esperienza Emozionale nel Patrimonio Culturale con Occhiali a Visione Aumentata (C.H.E.E.S.E.) e ammonta a 108.375,00 euro di cui 19.125,00 privati.

Avanzamento

Per documentarci circa lo stato del progetto, abbiamo intervistato la responsabile scientifica, l’architetta Carla Langella, la quale ci ha informati riguardo le finalità e lo scopo del progetto C.H.E.E.S.E. illustrando che essoè stato terminato nel settembre del 2016 ed adattato agli occhiali Epson Moverio BT-300 con i risultati che si aspettavano. Dall'intervista al Dott. Raffaele Iodice e al direttore operativo Tommaso Di Nardo è emerso che l'azienda Hub s.p.a. è il soggetto capofila di questo progetto che ha curato le fasi di rendicontazione. I soggetti coinvolti sono sei, di cui tre sono di natura pubblica: dipartimento dell'Univeristà Vanvitelli, CNR di Napoli, che ha curato alcune componenti di sviluppo tecniche del progetto e l'università Federico II. Gli altri due soggetti sono aziende private startup e sono l'azienda Aeromechs SRL e la direzione SRL che hanno curato sia aspetti tecnici che aspetti di carattere comunicativo. Ogni soggetto aveva una propria componente di progettazione e il proprio budget economico per poter lavorare. Le attività sono state svolte in maniera coordinata ma con procedure e tempistiche diverse.La maggior parte dei fondi è stata impiegata per delle attività di ricerca (essendo un progetto di ricerca), infatti sono state assunte delle persone addette per poter svolgere queste mansioni sia per la parte hardware che per la parte software.Durante questo lavoro ci sono stati dei problemi riguardo i finanziamenti, che non sono stati erogati al 100% per tutti i beneficiari. Per poter avviare il lavoro è stato chiesto un anticipo del 50% da parte dell'Hub spa mentre all'università Vanvitelli sono stati anticipati l'80% di questi fondi pubblici.Ma nonostante ciò, i vari gruppi di lavoro dei soggetti coinvolti si sono incontrati periodicamente per concludere questo progetto nei tempi di scadenza previsti.

Risultati

Il progetto è stato terminato con la realizzazione degli occhiali a realtà aumentata e realtà virtuale con 3D printing: Epson Moverio BT-300.

Punti di debolezza

Tra i soggetti partecipanti (6 aziende) ci sono state alcune aziende che hanno dovuto anticipare la loro quota a causa di ritardi nei finanziamenti. Quindi è grazie all'intervento finanziario di queste aziende che il progetto si è potuto concludere, ma per questo non è ancora utilizzabile.

Punti di forza

I punti di forza del progetto monitorato sono senza dubbio la possibilità di usufruire del patrimonio artistico e culturale attraverso nuove tecnologie (hardware e software); questo comporta diversi vantaggi per il territorio: incremento delle visite ai musei, avvicinamento dei nativi digitali all'arte, aumento delle competenze scientifiche delle aziende del territorio. Inoltre l'azienda capofila Hub s.p.a. intende applicare la tecnologia C.H.E.E.S.E. anche per coinvolgere le persone affette d'autismo a relazionarsi con l'ambiente esterno.

Rischi

Il rischio maggiore è quello di non essere preso in considerazione dalle multinazionali che dovrebbero investire affinché siano costruiti dispositivi adattabili al software.

Soluzioni e Idee

Il team propone di aumentare la visibilità del lavoro svolto e di condividere più dati e informazioni possibili affinché le aziende possano conoscere e interessarsi al progetto.

L'INDAGINE

Come sono state raccolte le informazioni?

  • Raccolta di informazioni via web
  • Intervista con i soggetti che hanno o stanno attuando l'intervento (attuatore o realizzatore)

Sono stati intervistati la prof.ssa dell'università Vanvitelli, Facoltà di ingegneria, Langella Carla, responsabile scientifico del progetto, il Direttore operativo del progetto Tommaso di Nardo e il responsabile amministrativo del progetto C.H.E.E.S.E. Iodice Raffaele della HUB s.p.a.

Domande principali

le domande effettuate all'arch. Carla Langella sono:1. In cosa consiste il progetto C.H.E.E.S.E. e come funziona?Domande al Dott. Raffaele Iodice:1. Che profitti si aspetta di ottenere?2. In futuro l'azienda Hub si occuperà di progetti simili?

Risposte principali

Risposta di Carla Langella:"Il progetto C.H.E.E.S.E. si propone di sperimentare la realtà aumentata nell'ambito dei beni culturali e in particolare dei musei. L'obiettivo è quello di offrire ai visitatori delle esperienze più coinvolgenti, più emozionanti attraverso l'uso di particolari occhiali per la realtà aumentata "see-through". Questi occhiali consentono di guardare la realtà così com'è, nella sua concretezza, e aggiungere ad essa dei contenuti digitali come ad esempio delle immagini, dei modelli tridimensionali, dei video e delle didascalie. Tutti questi contenuti arricchiscono la realtà concreta e consentono di avere un'esperienza "aumentata" del museo."Risposta di Raffaele Iodice:"Il progetto è un progetto di ricerca privo di scopo lucrativo, quindi non ci si aspetta nessun guadagno. Se qualcuno dovesse prossimamente acquistare il brevetto, eventualmente lo brevettassimo, lo potremo cedere ricavandone un profitto""C'è già in corso un progetto riguardo le persone affette da autismo, aspettiamo risultati da parte del Ministero dell'Università e della Ricerca che al momento non ha ancora valutato le domande"