REPORT DI MONITORAGGIO CIVICO
Tecnologie per produrre vettori energetici e biochar dalle biomasse al Tecnopolo di Ravenna

Inviato il 3/06/2020 | di GreenDreamers | @dreamers_green

Descrizione

Il progetto “Termoref – scartizero” che è stato monitorato dalla classe 4AES si è occupato dell'integrazione di processi termochimici per il trattamento di biomasse di scarto e la valorizzazione dei prodotti con un approccio a rifiuti zero. L'obiettivo del progetto Termoref è stato di realizzare due prototipi, uno di pirogassificazione e l’altro di reforming termocatalitico TCR, che possano produrre sia energia sotto forma di biocombustibili liquidi e gassosi sia biochar. Il fine principale è trovare metodi per ottenere prodotti ad un più alto valore aggiunto (biocombustibili e biochar) nel rispetto della sostenibilità ambientale e che non siano inquinanti come combustibili fossili e non invasivi come l'energia eolica e solare.

Avanzamento

Il progetto monitorato è concluso, a differenza da come è riportato su Opencoesione, e non costituisce una parte di un progetto più grande e complessivo.

Risultati

Intervento molto utile ed efficace - Gli aspetti positivi prevalgono ed è giudicato complessivamente efficace dal punto di vista dell'utente finale

Il progetto è concluso ma, essendo una ricerca per creare un'integrazione di processi termochimici e reforming su biomasse di scarto per valorizzare prodotti con un approccio a rifiuti zero, il risultato ottenuto, agli occhi di un cittadino medio, può risultare deludente. Invece, informandosi riguardo al funzionamento del prototipo, si possono comprendere le sue effettive potenzialità.
Il progetto rispetta i suoi obiettivi iniziali. I risultati ottenuti sono utili perché, attraverso la conoscenza di queste nuove tecnologie, possiamo testimoniare che è possibile produrre energia riducendo gli impatti sulla natura e sfruttando gli scarti provenienti da essa e dall'uomo.

Punti di debolezza

L'unica debolezza è la difficoltà di realizzazione del progetto a livello industriale dal punto di vista economico. La realizzazione in larga scala dei metodi di produzione di energia del progetto è dispendiosa economicamente a causa dell'elevato costo delle tecnologie utilizzate per cui ulteriore ricerca è necessaria per abbassare i costi a livelli competitivi sul mercato. Inoltre, un ipotetico impianto che produce vettori energetici attraverso i metodi sviluppati da Termoref richiederebbe dello spazio dedicato e il trasporto in loco delle biomasse di scarto.

Punti di forza

I punti di forza del progetto sono molteplici: la conversione di scarti in forme di energia rinnovabile, l'approccio a rifiuti zero e le potenzialità di realizzazione del progetto su larga scala. Inoltre, grazie a questo progetto, abbiamo avuto l'occasione di approfondire le nostre conoscenze attraverso il contatto diretto con esperti a nostra totale disposizione.

Rischi

Il progetto potrebbe non avere un prosieguo effettivo a discapito delle sue potenzialità. I principali ostacoli che questo progetto potrebbe riscontrare risiedono nel dispendio economico. Inoltre, il trasporto delle stesse materie prime inquinerebbe e sarebbe costoso. Un altro aspetto economico che potrebbe intralciare l'espansione di questo progetto è l'elevato costo dei macchinari e delle tecnologie che occorrono alla produzione energetica. Oltretutto, un'industria che basa la propria produzione sui principi del progetto Termoref richiederebbe un impianto a grande scala anche se possono essere realizzati microimpianti distribuiti.

Soluzioni e Idee

La classe 4AES auspica una realizzazione su larga scala industriale. Il vantaggio principale è la produzione di energia pulita, che non produrrebbe emissioni inquinanti o rifiuti da smaltire. La stessa energia prodotta dal progetto Termoref è rinnovabile e teoricamente inesauribile poiché le materie prime utilizzate sono principalmente scarti della natura o industriali. La costruzione di un'industria basata sul progetto Termoref garantirebbe un aumento dei posti di lavoro rispetto ad una comune industria petrolchimica o elettrica. Dal punto di vista psicologico, oltretutto, porterebbe alla popolazione che ne giova felicità e sicurezza dati gli impatti zero e la sicurezza economica a lungo termine che porterebbe un'industria di questo tipo. Infine, la produzione e l'utilizzo di energia rinnovabile rappresenta il modo migliore per difendere l'ambiente, che per anni è stato sfruttato negativamente dall'uomo.

L'INDAGINE

Come sono state raccolte le informazioni?

  • Raccolta di informazioni via web
  • Visita diretta documentata da foto e video
  • Intervista con l'Autorità di Gestione del Programma
  • Intervista con i soggetti che hanno programmato l'intervento (soggetto programmatore)
  • Intervista con altre tipologie di persone
  • Intervista con i soggetti che hanno o stanno attuando l'intervento (attuatore o realizzatore)

Carlo Manganelli - responsabile impianto Powercrop di Russi (RA)
Simone Cicognani - imprenditore agricolo dell'azienda Fitos di Savarna (RA)
Stefano Macrelli - ingegnere Tecnopolo di Ravenna (RA) gruppo gestione ambientale
Antonella Iacondini- referente tecnico per il Gestore del Tecnopolo di Ravenna (RA) presso CIFLA-FONDAZIONE FLAMINIA

Domande principali

Domande a Stefano Macrelli:
1) Ci può spiegare meglio il ruolo che il biochar ricopre nel prototipo del progetto Termoref?
2) Che cos'è il digestato come viene utilizzato nel progetto Termoref?

Risposte principali

1) Il biochar viene ottenuto come sottoprodotto dal processo TCR di produzione di vettori energetici liquidi e gassosi. Esso è una sorta di carbonella naturale che ha diversi utilizzi. La potenzialità più grande è che può essere usato come ammendante nei suoli agricoli e quindi può aiutare la crescita delle colture. Inoltre, permette anche maggior resilienza delle coltivazioni alla scarsità di acqua e mettendo il biochar nei terreni si ottiene uno stoccaggio stabile di carbonio, sottraendo la CO2 dall'atmosfera. Per questi motivi l’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) considera il biochar come uno strumento di mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici. Nel prototipo TCR del progetto Termoref ha un ruolo chiave perché è il principale prodotto per quantità e può essere ottenuto con un impatto ambientale minimo.
2) Il digestato è il residuo in uscita dal digestore anaerobico che produce biogas. Il digestato, in alcune zone, non può essere distribuito nel suolo perché contiene alte quantità di azoto in forma di nitrati che potrebbero inquinare le acque superficiali e falde, in questo caso deve essere conferito in discarica. Nel progetto Termoref, invece, lo scarto prodotto dal reattore del biogas viene utilizzato come materiale di ingresso, il quale viene trasformato in vettori energetici e biochar.