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REPORT DI MONITORAGGIO CIVICO
Infrastruttura per il sociale attraverso il riuso e la rinfunzionalizzazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata a Villa Castello a Bagheria.

Inviato il 18/12/2020 | di Corso PON Civic egagement - Bagheria

Descrizione

Infrastruttura per il sociale attraverso il riuso e la rinfunzionalizzazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata a Villa Castello a Bagheria.
Il progetto mira alla coesione e alle diffusione di pratiche di cittadinanza attiva dei cittadini bagheresi, cercando di ridurre al minimo le discriminazioni: partendo da un bene confiscato alla mafia si cerca di creare qualcosa di utile per la comunità: Il progetto preveda la riqualificazione della villa in un centro di aggregazione giovanile e service learning .

Obiettivo: "Aumento della legalità nelle aree ad alta esclusione sociale e miglioramento del tessuto urbano nelle aree a basso tasso di legalità".
L'obiettivo di questo progetto è quello di utilizzare un bene confiscato alla criminalità organizzata rendendolo un posto legale dove la comunità si può ritrovare e pensare di fare percorsi di cittadinanza, cioè fare attività per i ragazzi, pensare a come migliorare la comunità.

Avanzamento

Tempo d'inizio previsto: 02/04/2019
Tempo d'inizio effettivo: 25/02/2020
Tempo di fine previsto: 30/11/2019
Tempo di fine effettivo: non concluso
Sono stati effettuati lavori di ristrutturazione del plesso che era ridotto in uno stato pietoso; mancano le ultime cose da rifinire ad esempio rendere la villa adatta ad ospitare tante persone.

Risultati

Non è stato possibile valutare l’efficacia dell’intervento - Es. il progetto non ha ancora prodotto risultati valutabili

Il progetto è in fase di conclusione.

Punti di debolezza

Mancano i finanziamenti pubblici per poter condurre la prosecuzione dei progetti, dato che molto spesso i beni immobiliari confiscati alla criminalità organizzata sono in condizioni pessime quindi vanno ristrutturati.
Servirebbero più finanziamenti perché la villa, come già detto in precedenza, ha bisogno di una grande opera di restauro.

Punti di forza

I beni confiscati alla criminalità organizzata attraverso questo progetto vengono riqualificati ed assumono una nuova vita ai fini del benessere della coesione sociale.
Per benessere della coesione sociale, s'intende il prestare attenzione alle persone e ai contesti in cui esse vivono, toccando il senso di appartenenza alla comunità locale, inteso come radicamento in un determinato spazio di vita fisico e sociale dotato di valore e senso; ad esso si accompagna la capacità di agire in modo solidale e con senso di corresponsabilità per il superamento delle disuguaglianze.
Nello specifico, il progetto prevede di trasformare la villa in un luogo di aggregazione dove le associazioni possano svolgere le loro attività di solidarietà (laboratori, punti di ascolto, attività educative e formative).

Rischi

Uno dei rischi più alti è che il progetto venga rallentato di nuovo a causa covid-19.
Inoltre, come accade spesso per i beni confiscati alla mafia, sarà necessario progettare accuratamente la fase successiva alla riqualificazione, quella della gestione del bene, allo scopo di non vanificare gli investimenti effettuati.

Soluzioni e Idee

Attività che coinvolgano i giovani e che sfruttino le risorse naturali del territorio. Per esempio attività di cucina, attività scolastiche e formative, attività artistiche

L'INDAGINE

Come sono state raccolte le informazioni?

  • Raccolta di informazioni via web
  • Intervista con i soggetti che hanno programmato l'intervento (soggetto programmatore)
  • Intervista con i soggetti che hanno o stanno attuando l'intervento (attuatore o realizzatore)
  • Intervista con i referenti politici

Abbiamo intervistato il dott. Emanuele Tornatore, Assessore alle Politiche Sociali, Giovanili e della Famiglia. Riqualificazione e rigenerazione delle Periferie. Rapporti con la chiesa cattolica e altre professioni religiose.

Domande principali

1) A chi è stato confiscato il bene ?
2) Quali sono state le difficoltà maggiori da affrontare?

Risposte principali

1) "Il bene è stato confiscato ad un mafioso. Si sa il cognome perché chiaramente l’immobile porta le visure catastali , quindi la proprietà di questo mafioso, quindi questo membro attivo della criminalità mafiosa. la giustizia confisca il bene dopo un processo. Per gli imputati esiste un terzo grado di giudizio e si è innocenti fino a prova contraria, cioé fino al terzo grado. Per l’associazione mafiosa si interviene immediatamente sia con l’arte ma anche con la confisca del bene. L’agenzia dei beni confiscati poi incamera tutti i beni e decide di destinarli alle istituzioni e quindi tra questi beni che abbiamo avuto ci è stato questa villa di via Baldassare Scaduto. Non sappiamo bene quali sono stati i reati o la genealogia dell’ex proprietario, però indubbiamente assume un valore importante perché probabilmente quella villa non è stata costruita con sangue, con sudore e lavoro e dell’onesta, di chiunque voglia farsi una casa. Ma viene confiscato perché quella villa, quell’immobile è stato costruito sul sangue di gente innocente e sulla malavita e sulla criminalità e per questa che va restituita di nuovo alla comunità e non fatta rimanere ai proprietari".
2) "Dal punto di vista strutturale indubbiamente la condizione in cui era lasciata la villa, nel senso che questo è un modello tipico da parte dei mafiosi e delle vile confiscate. Quando si confisca un immobile il mafioso, nella maggior parte dei casi il proprietario prima di lasciare l’immobile lo distrugge, perché è un modo di per dire "non é più mio e non sarà neanche tuo". Quindi avviene una distruzione motivata dall’ira, dalla reazione alla azione forte dello stato, per cui una villa, un immobile abbandonato, è un immobile distrutto volutamente. Con questo immobile abbiamo avuto la possibilità di accedere a questo finanziamento, ma tanti altri immobili rimangono ancora abbandonati, non usati, quindi le somme di lavori con cui si potevano fare cose splendide, di fatto sono servite molto per ristrutturare, sistemare, riportare ad una condizione di normalità l’immobile. Dal punto di vista progettuale e di utilizzo non è facile mettere insieme tutte le realtà associative, per cultura, per tradizione, per simpatia, perché siamo sempre una città piccola quindi ci sono tanti meccanismi, tanti equilibri…. Però con la perseveranza, anche con l’atteggiamento di equilibrio e di terzietà, si riesce a mettere tutti insieme limare i spigoli , ad utilizzare un metodo che ci porta alla cogestione e alla progettazione dell’immobile. L’idea è quella di mettere insieme tutte le associazioni per far rivivere questo luogo.".